Shandon – Il Segreto – Indiebox

Shandon – Il Segreto – Indiebox

Gli Shandon tornano in questo 2019 con un nuovo album intitolato Il Segreto, il secondo dopo la reunion di 7 anni fa, che li ha riportati sulla cresta dell’onda della scena italiana.

Due cose colpiscono di questo lavoro. La prima è che tutte le canzoni sono cantate in italiano, scelta abbastanza determinante se si pensa che il repertorio della band finora era costituito per la maggior parte da canzoni in inglese.

La seconda è che dieci tracce su dodici vedono la collaborazione di artisti e amici della band, da Sebi dei Derozer a KG Man, da Andrea Rock a Eva Poles.

Queste due scelte sembrano a mio parere una sorta di manifesto, come a voler dire: “questi siamo noi, ve lo diciamo in modo schietto e diretto (in italiano) e questi sono i nostri compagni di viaggio.” Il cantato in italiano fa sì che l’ascoltatore ponga maggiore attenzione al testo e in questo modo l’album risulta essere più personale, più profondo già dal primo ascolto.

Dal punto di vista del sound, in generale si può dire che, disco dopo disco, la band abbia fatto un percorso di maturazione aggiustando il tiro rispetto agli esordi. Dello skacore degli inizi non rimane granché, mentre ora domina un punk rock, più rock che punk, contaminato con lo ska.

Intendiamoci, non si vogliono qui rimpiangere i lavori del passato: questo percorso sembra essere una cosa naturale, risultato dello scorrere del tempo e di una volontà di rinnovarsi pur rimanendo sé stessi.

Esempio chiave di questo processo è il primo singolo, “Il vuoto non basta” featuring Divi dei Ministri, canzone dedicata al tema dei social. Questa è di fatto una canzone rock, che si potrebbe accostare a pezzi dei Negrita o band simili ma non è per niente un brutto pezzo, anzi. Degli Shandon mi colpisce sempre la capacità di scrivere canzoni profonde, che toccano il punto senza troppi fronzoli.

I brani si alternano mostrando tutto lo spettro della sonorità degli Shandon. Si passa dallo ska allegro e scanzonato di Chissenefrega (feat. Punkreas) al reggae di Indipendence Day, dai ritmi latini della strofa di Calavera al clima più stradaiolo di Punk Rock Show. Non mi è piaciuta tanto Bambola, brano pubblicizzato in questo periodo per la festa della donna (visto che tratta della violenza sulle donne): il messaggio è senza dubbio importante ma penso che il ritornello non sia musicalmente efficace. Bella invece la conclusiva Il Meglio che mi ricorda molto Good Riddance (Time of your life) per il ruolo che ha nell’album.

Per concludere, musicalmente parlando, gli Shandon di oggi non sono gli Shandon di venti o dieci anni fa. La voglia di fare buona musica invece non è cambiata e questo ci fa piacere. Stessa cosa si può dire dell’approccio: sempre genuino e onesto.

Frankie

01. Chissenefrega (feat. Punkreas)

02. Il vuoto non basta (feat. Divi)

03. Bambola (feat. Eva Poles)

04. Independence Day (feat. Kg Man)

05. Uomo nero

06. Sangue e lava (feat. Seby)

07. Il segreto (feat. Granchio)

08. Nazional popolare (feat. Dava)

09. Calavera (feat. Cacao Mental)

10. Boom (feat. Joe Perrino)

11. Punk Rock Show (feat. Metius e Andrea Rock)

12. Il meglio

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