Manges + Queers @ Sala Upload Barcellona

Manges + Queers @ Sala Upload Barcellona

fantastico live report de El chorizo: Queers e Manges valgono un pò di triathlon?
Mesi fa 27Tommy mi scrive in una mail con oggetto “come va?+figata a Barcellona”
Manges e Queers in tour assieme in giro per la Spagna. Due dei migliori gruppi punk attualmente in attività in un’unica data a due passi da casa, tutto perfetto. O forse no…
Carico come una molla cerco di convincere chiunque (amici, conoscenti, e facce che mi ricordano qualcuno) a venire al concerto che potrebbe cambiare le loro esistenze. Mando con largo anticipo materiale didattico a tutti, e dopo un giro su Spotify e qualche video del Punk Rock Raduno in cinque accettano. Niente male.
I ragazzi sembrano carichi quasi quanto me, così iniziamo a discutere i dettagli tecnici:
“costa 15 €”
e il primo molla (pezzente).
“Suonano il 19”
“Ma è un martedì?”
“Si, ma senza Champions”
altri due cedono (pensionati del cazzo).
“È alla Sala Upload”
“Dove?”
“al Poble Espanyol, in cima al Monjuic”
e anche gli ultimi due mi abbandonano.
Penso “Sfigati, se sapessero cosa si perdono…”. Ma la verità è che loro si che sapevano cosa mi aspettava (Bastardi).
La Sala Upload si trova in cima ad una fottuta collina ai margini della città, niente metro, è raggiungibile solo con autobus turistici che ovviamente di notte non funzionano. Unica via d’accesso una strada perennemente piantonata dalla Guardia Urbana, dei vigili armati di fucile d’assalto ed etilometro, in un paese dove il tasso alcolemico consentito per evitare il ritiro della patente è 0,0.
Niente birra o niente macchina?
Mi lancio in un improbabile triathlon urbano per raggiungere il locale, le discipline: metro, autobus e sprint finale a piotte. Con un tempo complessivo di cinquantaquattro minuti, raggiungo il traguardo alle 21,17 buono per un dilettante come me ma non abbastanza per i professionisti del martedì sera. Già da fuori sento che i Manges hanno iniziato (la vita fa schifo).
Il mio ingresso è accompagnato dall’attacco di Plan Honolulu e mi riappacifico con il mondo. Raggiungo senza fatica il bordo del palco e inizio a cantare a squarciagola.
Niente divisa di ordinanza per gli spezzini, che sul palco sono tutti in giacca di jeans e senza la classica maglietta a righe; si muovono anche meno del solito, al punto che Mayo infondo al palco a tratti mi sembra un nano da giardino con la chitarra. Ma questa sensazione dura pochissimo, giusto fino a quando non attaccano Wonder Wheel e tutto cambia. La suonano a cannone, incazzatissimi il nano di gesso esplode e la furia si scatena, sembra si stia per mangiare il microfono, e anche sotto il palco scatta un timido pogo che però non si infiammerà mai veramente.
Non so cos’abbiano fatto prima del mio arrivo, ma comunque riesco a sentirmi Secret agent super Dragon, I’m a Monkey, Last of the savages, Crocodile in My Head, Secret agent in Berlin, e Lone Commando, come sempre esce Reagan con il cartello “All Is Well”, anche se questa volta c’è qualcosa di diverso, sinceramente non mi ricordavo avesse le tette così grandi. Poi attaccano un pezzo che non conosco e ne approfitto per andare a prendere una birretta (che da tradizione iberica è in bottiglia di vetro anche dentro il pogo), e do un’occhiata al posto.
La sala è grande ma non enorme e la gente è sparpagliata un po’ per tutto il locale e la fauna è molto variegata, ci sono i timidi che si mantengono a debita distanza, ci sono dei vecchi punk inglesi i cui vestiti e capelli fosforescenti risplendono quando colpiti dalle luci viola del palco. Ci sono dei pischelli che sembrano dei chierichetti che hanno comprato ieri su Amazon il costume di carnevale degli Exploited (cresta anfibi e borchie ma tutto immacolato e niente fuori posto), ci sono quelli che cantano e le sanno tutte, ci sono quelli che cantano e palesemente fingono di saperle tutte, e poi c’è l’idolo della folla che ho ribattezzato Bill perchè é uguale al personaggio di “Indovina chi?” ma con gli occhialetti tondi. 
A discapito di un’aria sorniona Bill è hardcore puro, non sta fermo un secondo, salta, canta, abbraccia la gente, poi si butta in terra su un fianco e inizia a girare su se stesso fingendo di camminare (allego documento).
Non oso pensare in tutto questo cosa sia passato per la mente di dei quattro sul palco che nel frattempo hanno suonato Vengeance Is Mine e Serenity Now. Saltano il siparietto dei bis, ma semplicemente si fermano un secondo per tirare il fiato, Andrea ammette candidamente di sapere che sono lì tutti solo per sentire i Queers e quindi annuncia che i prossimi saranno gli ultimi tre pezzi, e attaccano con Blame Game, seguita da My Rifle e gran finale di rito con Say Goodby to your Generation.
I generale il concerto è filato via liscio con una buona prestazione dei punk rock veterans anche se sul finale di Ten Shots Andea sega l’ultima strofa e inizia a cantare subito “papa oom meow-meow”, ma recupera il filo subito e tutto  torna a posto, dopotutto è la prima data del tour ed è martedì anche per loro. Comunque grande soddisfazione, poco movimento tra il pubblico (ad eccezione di Bill) ma anche se un po’ arrugginiti e sottotono i Manges non tradiscono le aspettative.
Ma ora viene il piatto forte.
Il cambio palco è interminabile, anche perchè tra il pubblico a quanto pare c’è un vecchio amico di Joe e il re decide di scendere dal palco apposta per salutarlo e fare quattro chiacchiere con lui prima di cominciare, e io penso: “cazzo c’hai di così importante da dirgli adesso? non puoi aspettare la fine del concerto che non ci sto più dentro?”. Intanto bassista e batterista finiscono di sistemare tutto e si mettono in posizione ad aspettare che il signorino finisca di farsi i cazzi suoi. Per la cronaca stiamo parlando degli stessi due che Joe si era tirato dietro anche al punk rock raduno: il batterista super ciccione è la brutta copia pelata di Dangerous Dave, ma tanto non gliene frega un cazzo a nessuno anche due manichini andrebbero bene.
Finalmente l’uomo più punk della storia si ricorda che deve anche suonare, sale sul palco, occhiata agli altri due che sembrano lì per caso e poi…
“WE ARE THE GREATEST PUNK ROCK BAND IN THE FUCKING WORLD! WE ARE THE QUEERS MOTHER FUCKERRRRSSSSSSS!” e attaccano con Tamara is a Punk. Inutile dire che il locale esplode, i volumi sono cento volte più alti che con i Manges. La voce si sente bene, ma chitarra e basso sono completamente coperti dalla batteria che è letteralmente un pugno nelle orecchie a ogni colpo.
Al contrario dei Manges Joe non è per niente arrugginito, sempre più magro e sempre più pallido ma comunque in forma smagliante. La scaletta è quella di sempre da quindici anni a questa parte, tanto che non l’hanno nemmeno scritta da nessuna parte, perchè sprecare della carta?
I pezzi si susseguono alla velocità della luce uno dietro l’altro Like a Parassite, Ursula, No tits Fuck this World, Born to do dishes. Il pubblico adesso è carichissimo e si legge sulla faccia di tutti che erano anni che aspettavano questo momento.
Poi qualcosa va storto, il monitor del batterista salta, pausa forzata e Joe non ne è molto contento ma ne approfitta per dirci che questa sera ci sarà un ospite speciale.
Risolto il problema tecnico per farsi perdonare e riprendere il ritmo infilano una tripletta di fuoco: Your Tripping, Tulu is a wimp e I can’t stop farting, una dietro l’altra, in apnea. Finalmente un pogo degno di essere chiamato tale e qualcuno si lancia pure dal palco. Si continua a testa bassa, Grenola head, Love love Love, Night of the living Queers, I Met Her at the Rat e This Place Susks, mai canzone fu più azzeccata, e da come viene cantata da tutti sembrerebbe che anche i catalani la pensino come me.
Si potrebbe finire qui e io sarei contento, ma dopo una breve pausa Joe presenta l’ospite speciale e dal pubblico sale sul palco il cicciottello con cui ha parlato prima dell’inizio del concerto e io penso “aaaaaaaaahhhhhhhhh!!!! scusa Joe se ho dubitato”.
Si scopre così che l’amico catalano è un batterista che ha girato coi Queers qualche anno fa, e attaccano con Punk Rock Girl, stranamente si sente tutto alla perfezione…altro cambio di batterista e si torna a non capire più un cazzo di quello che stanno suonando, forse la colpa non era del fonico, forse è il ciccione dietro al rullante che pesta come un demonio.
Si continua con Brush your teeth, Hi mom! it’s me, e  Cindy’s on Methadone qui Bill preso dall’eccitazione mi stringe un braccio intorno al collo e mi infila in bocca la sua bottiglia di birra…fottuto pazzo.
Siamo agli sgoccioli ma c’è ancora tempo per chiamare sul palco Andrea Mangees che sembra essere l’unico a non sapere cosa sta per cantare, Joe annuncia “this is a song from the greatest rock & roll band in the fucking history…SHEENA IS A PUNK ROOOCKEEERRRR!!!” e Andrea dice “Aaaaaahhhhh” (Cosa cazzo pensavi di cantare “nel blu dipinto di blu?”). Ormai non capisco più niente l’unica cosa che ricordo è che dedicano un pezzo  strumentale all’amico Dick Dale scomparso da poco, e dopo vent’anni di concerti dei Queers scopro che quando vuole Joe è un fottuto manico con la chitarra. 
Ormai sono cotto, non ricordo nemmeno con cosa chiudono, e forse è anche segno che abbiamo dato tutto, io, Joe, il batterista (che oltre picchiare pesantissimo è un super presobene), Dangerous dave dei poveri (che dopo il concerto mi ha fatto sentire tutti gli insulti e le bestemmie in italiano che ha imparato l’estate scorsa) e ovviamente Bill che appena finisce il concerto sparisce nel nulla come Kaizer Sozé, peccato, volevo offrirgli una birra.
Esattamente come i Manges anche i Queers non deludono, ma anzi hanno portato a casa un live come dio comanda contro il calendario, contro un locale in un posto di merda, e contro dei promoter che non capiscono un cazzo (se la stessa gente la metti in un locale più piccolo sai che bordello).
Nell’epoca della post verità l’uomo moderno ha bisogno di certezze, e se suonano Queers e Manges stai certo che sarà una figata, quindi anche se la prossima sarà in un posto ancora più inculato (la vedo dura) io ci sarò.
Hasta luego amigos!
El Chorizo
P.S. Sulla strada verso casa ho incrociato due posti di blocco quindi viva il triathlon!

One thought on “Manges + Queers @ Sala Upload Barcellona

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *