Sick of it all + My own voice + Toxic youth @HT Factory Seregno (MB)

Sick of it all + My own voice + Toxic youth @HT Factory Seregno (MB)

Un concerto dei Sick Of it All è un po’ come una riunione di famiglia! Incontri vecchi amici e sai cosa aspettarti e la band di NYC non delude mai! Se poi ci aggiungi due gruppi in apertura con i controcazzi e una location degna del loro nome, allora la serata può essere davvero memorabile!

My Own Voice salgono sul palco alle 22 e questo li aiuta ad avere un pubblico almeno decentemente numeroso: circa una cinquantina di persone. La band compie quest’anno i 18 anni di vita e ha all’attivo 3 album. La velocità è sicuramente l’elemento su cui spingono maggiormente, la voce del cantante è convincente durante i pezzi, un po’ meno quando si rivolge al pubblico nelle pause, dove di fatto non riesce a coinvolgere del tutto.

Nota di merito a chi si è occupato dei suoni, particolarmente nitidi: si riesce a distinguere ogni singolo strumento e questa è una cosa abbastanza rara, soprattutto per una band di supporto.

La durata del set è di circa mezz’ora e non ci si annoia tra pezzi in inglese e qualcuno in italiano. Il pubblico applaude soddisfatto, è tempo di cambio palco.

A questo punto devo ammettere la mia ignoranza: non avevo mai sentito parlare dei Toxic Youth (via agli insulti!). La band faceva parte della scena milanese a partire dal 1990 e si sciolsero nel 2007. Questo di Seregno è il loro primo concerto di reunion in formazione originale.

Non avevo grandi aspettative e invece i quattro di Milano mi hanno colpito: i riff di chitarra old school tendenti al thrash, il basso mai banale, i ritmi cadenzati hanno scalzato i miei pregiudizi, facendomi apprezzare il set dall’inizio alla fine. Certo, non si può fare a meno di notare la pancetta e il fiatone ma la grinta non manca e i ragazzi si portano a casa lo show con tanto di applauso prolungato a fine concerto.

Stanno per uscire con materiale nuovo, quindi a breve potremo avere un’idea più completa per giudicare questo ritorno.

Alle 23:30 si abbassano le luci, parte l’intro e salgono sul palco i Sick Of It All! Come prima cosa, ancor prima di imbracciare gli strumenti, incitano il pubblico ad avvicinarsi al palco. Grandissimi!

Parte Take The Night Off: il delirio ha inizio! I padrini del NYHC sono in forma e gli astanti non perdono tempo a dargli manforte.

Il tour è a supporto dell’ultimo album, Wake The Sleeping Dragon, uscito lo scorso novembre. Molte saranno le canzoni tratte dall’ultima fatica (addirittura 6 o 7) e ovviamente questo può far piacere ai nuovi fan e dispiacere a chi è rimasto a Call To Arms. Sicuramente i pezzi nuovi sono quelli meno sentiti dal pubblico ma la reazione non è mai fredda, anche perché WTSD spacca non poco.

Anche per i fan di vecchia data c’è pane per i loro denti: Clobbering Time, Us vs Them, Friends Like You, Sanctuary, My Life e l’immancabile Busted cantata da quel volpone di Craig “Ahead” Setari.

Il copione è il solito: stage divingcircle pits (intorno al palo dell’HT Factory) e ovviamente wall of death su Scratch The Surface.

I SOIA sembrano soddisfatti e concludono con Step Down.

Dimostrando un’incredibile dose di umiltà, a fine concerto tutti e quattro scendono dal palco per fare foto, autografi o semplicemente per scambiare quattro chiacchiere con chi ha contribuito insieme a loro a rendere la serata memorabile. Ancora una volta!

Frankie

 

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