Teenage Bottlerocket + Slenders + Sunset Radio @ HT Factory Seregno (MB)

Teenage Bottlerocket + Slenders + Sunset Radio @ HT Factory Seregno (MB)

Recensione piena di polemica, lo so ma è così.

Torno al’Ht factory dopo la grande avventura del concerto con intervista a Joe Queer. E’ un cazzo di Lunedì sera e non so come la Brianza risponderà all’appello.

Devo dire che il primo scazzo è non vedersi i Teenage Bubblegums: penso che abbaimo suonato alle due di pomeriggio, perchè-ragazzi senza scherzare- a ‘sto giro mi sono impegnato ad arrivare presto ma quando metto piede nel locale han già iniziato gli Slenders: non so…forse se devi chiudere a mezzanotte conviene far suonare un gruppo in meno…

Sento la metà degli Slenders senza star troppo sul pezzo, i ragazzi mi sembrano carichi e i suoni al solito perfetti. Cover di Boys don’t cry e pezzi del loro nuovo album; prova positiva per qual che riesco a portare a casa!

Poi trovo il buon Cant con cui scambio quattro (o quattrocento) chiacchere ed ecco i Sunset Radio: confermo quallo che mi aveva detto Frankie: dal vivo molto più carichi che su disco, secchi e potenti, canzoni però un pò troppo lunghe e per i miei gusti un pò troppo tamarri.

Ecco poi i TBR: a pensarci bene non li sento da un pò e non li ho mai visto col nuovo batterista. Loro partono subito carichi con  you don’t get the Joke e Skate or Die e subito qualcosa non torna: cazzo il pubblico è moscissimo, nessuno che abbia la minima voglia di muoversi, non dico pogare ma saltare e spintonarsi leggermente sembra che sia un grosso problema; dai ragazzi mi sembrava di essere ad un concerto dei Nomadi. Gente con faccia atteggiata che ti canta tutte le canzoni ma si coinvolge zero..non so…purtoppo ormai è una tendenza fissa ai concerti pop-punk/punk-rock…boh, sarò di un altro tempo ma a me non piace!

E cazzo, quello che mi fa incazzare è che i quattro sono un gruppo della Madonna e ci sanno fare: Ray è il solito tamarro ma c’ha un carisma della Eva, il bassita Miguel è davvero un pazzo ritardato che non sta fermo un attimo, faiil giocoliere col basso, si dimena come un dannato, si spara pugni in testa e ci mette l’anima, Kody…è Kody, un cazzo di obeso americano che potrebbe esser un impiegato in posta o lavorare ad un fast food ma che ti incanta col suo cantato dieci ottave sopra tutti gli altri; il nuovo batterista mi sembra ben integrato, insomma un grande show di una vera punk-rock band che si vede lontano un km che è abituata a calcare palchi enormi e a mangiare pane e pubblico. I siparietti si sprecano: salti, chitarre usate come fucili, battute..e il tutto senza prendere il sopravvento sul concerto, che fila via alla grande.

E le canzoni: che dire? La scaletta è infarcita del nuovo lavoro con Everything to me (dedicata a Brandon), Acid, Death Kart, la fantastica Wanna be your dog, Wild hair che ben si inframmezzano con le ormai classiche They call me Steve (altro pezzaccio), Better than Kiss, Freakout!, e poi i classiconi come She’s not the one, headbanger ma se nemmeno su so far away e Blodbath at BK  la gente alza il culo, non so più che dire!

Grandi Bottlerocket…dai pubblico, con più forza!

27tommy

 

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