CONTRORECENSIONE ASTEMIA di “Sad, Rich And Fat / Snowball Fights And Hockey Sticks” dei Volkov

CONTRORECENSIONE ASTEMIA di “Sad, Rich And Fat / Snowball Fights And Hockey Sticks” dei Volkov

Un capolavoro di semplicità e ignoranza. Il primo lavoro completo dei milan–russi Volkov, che segue un EP e lo split coi poderosi Mega, è la perfetta interazione tra lo speciani-core e l’imbalzano-core (arrivati a questo punto metà dei 6 lettori dell’articolo sgallano, ciao ciao).

È un prodotto talmente valido che ipoteticamente lo consiglierei ad uno sprovveduto che avesse voglia di avvicinarsi al mondo del ramonescore (NON FATELO – vi partono soldi e salute a nastro, e non cuccate). L’idea portante dell’album consiste nel rubare palesemente giri già sentiti dai soliti noti e ricamarci sopra: è un’operazione banale e scontata ma funziona al top, grazie anche alla registrazione sopraffina.

Apre “Autumn in Bijsk” dal retrogusto mangesiano che racconta la gioventù della band nelle fredde terre sovietiche: mi piace un macello la batteria ben definita e stechiometrica. Capitolo 2: “Guitar Addict”. Teenage Bottlerocket subito (Lost in Space) e cronaca della vita della povera Aly, costretta a fare la massaia tra le chitarre. Vedremo ancora il buon Lollov imbracciare la sua fedele Double Cut? (Comunque Ibanez rulez – Gianny Pera prendi appunti). Via con “Raining shit”, piccola perla che strizza l’occhio e le natiche al capomassone JC e alla sua La Massoneria Ramonica, evidentissimo lo Speciani style nei temi portanti della canzone. Segue il lentone “Rostov On The Don”, scritto anche da Lorenzo dei compianti Ponches: devo confessare che all’inizio non mi prendeva tanto, ma agli ascolti successivi ha acquisito valore, anche grazie alle doppie voci che ben si amalgamano al resto.

Una delle mie preferite fin da subito “Not To You”, ha un bel tiro, anche qua doppie voci, dal sentore Green Day, pezzo veloce e che non perde tempo su niente. Forse nel coro canta Roby Tuono? Probabilmente no, ma mi piace pensarlo. “Two Headed Eagle” riporta i Volkov in terra natia e si avvertono chiaramente influenze Derozer / Manges sul coretto LALALA’. “Shy Guy” è la traccia meno golosa dell’ album, forse perché poco ritmata, o forse perché Boh!, è così e basta. Passando a “The Russian Woodpecker” è impossibile non notare la somiglianza ai lillingtoniani Proton Packs: fonti vicino al Crem(l)ino bisbigliano che questa sia una traccia scartata dagli aretini (o da dove cazzo sono), certo è che Matt Blacks viene citato nei crediti e quindi riceverà somme ingenti dai proventi della vendita del disco. Ah, stiamo aspettando anche il loro di disco, con gran fotta.

96 me”…. Che dire? Il manifesto dell’album, il tributo al punk rock ramonico anni ’90. Per quelli come me che pur sguazzando abbondantemente nell’ hardcore e derivati, punk’77, crust, metal, (emo NO!), alla fine ritornano sempre nel solito-semplice-banale-scontato ramonescore. È una malattia, è una dipendenza. Parte finale del pezzo dedicata ai Mr T Experience. Non serve aggiungere altro. Chiusura con altro pezzo bomba, “All By Myself”; qui l’idea è ancora più strabiliante: coverizziamo un pezzo dei redivivi Drawing Dead (“Food For The Dinosaurs”), minima spesa – massima resa. Finale a scemare che ti lascia un po’ quel gusto di vodka russa in bocca. Avevo detto ultimo pezzo? Non proprio… Come dei novelli Suneatshours (ora The Sun) inseriscono un tormentone estivo da paura: non c’è su Bandcamp, non so se ci sia su vinile (come noto i dischi mi fan caa), la si trova su CD (grazie a Gabbiano per la segnalazione). È tipo una roba già sentita quasi 3 decadi fa, ma con temi sociali attuali: nella ghost track viene resa manifesta, se pur in salsa da cavalleria rusticana, l’acerrima rivalità tra i nostri Sovietici e QUEGLI STRONZI DEI DEE CRACKS! (Altro fronte di guerra, dopo quello con i Black Russian?) Vai Imby!, salvaci dal mazzacore!

Tirando un po’ le somme:

– se ascolti SW, Queers, MTX, Ramones, Manges, TBR, Parasites, Lillingtons (e qua mi fermo) continua ad ascoltare loro, e ceste;

– le webzine sono inutili e le recensioni pallose, soprattutto se scritte da bestia come sopra;

– far cagare non so se è ancora OK.

Perché allora tutta sta pappardella? Mi piacerebbe dire che il lavoro mi ha colpito a bomba da subitissimo e ho deciso di supportarlo a modo mio tra un birrone e l’altro… Vorrei dire che ho ricevuto dei gran soldi da OCW, IBR e Mom’s Basement… La nuda e dura realtà è che spero in uno sconto sul cachet dei Volkov la prossima volta che verranno a strimpellare in Mesa.

Lupo

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