UNDERDOGS: Sublime – 40oz. to Freedom

UNDERDOGS: Sublime – 40oz. to Freedom

I Sublime sono una band che oltreoceano ha lasciato un segno profondo nella scena ska/punk californiana e ha ottenuto un successo notevole, soprattutto con il terzo album, self titled, pubblicato postumo nel 1996 dopo la morte del leader/cantante/chitarrista Bradley Nowell per overdose di eroina. La notorietà della band, estesa a livello internazionale proprio in quegli anni, è passata un po’ in sordina in Italia e ad oggi nel nostro paese la band non viene quasi mai citata tra le influenze degli anni 90. Per questo entra di diritto nella nostra rubrica Underdogs!

Stiamo parlando comunque di una band che è stata co-headliner nel primo Vans Warped Tour del 1995 e che di fatto ha creato un sound unico, di cui parleremo più avanti. La band era anche nota per il suo comportamento, diciamo così, poco ortodosso prima, dopo e durante gli show, presentandosi spesso ai concerti ubriachi e facendo appunto uso di droghe di qualsiasi tipo (e per questo si sono “guadagnati” l’espulsione proprio da quel Warped Tour).

L’album di cui si parla oggi però non è quello che ha ottenuto più successo commerciale, ma è l’album d’esordio, quello con cui i Sublime si sono fatti conoscere a Long Beach e in California. Si tratta di un classico del genere che mischia in maniera prodigiosa ska, reagge, punk, surf rock, dub e hip hop: variegato, originale e maledettamente figo. Questo è stato possibile grazie a diversi elementi, primo fra tutti la voce di Bradley: multiforme, contemporaneamente ruvida e super sexy, perfetta per tutti i diversi pezzi eseguiti dalla band. L’altra arma vincente dei nostri è il basso di Eric Wilson, che tiene in piedi tutti i brani dal primo all’ultimo e sfodera diversi riff veramente efficaci.

40oz. to Freedom è il primo album ufficiale, pubblicato per la Skunk Records, etichetta indipendente di proprietà di Bradley e Michael “Miguel” Happoldt, amico e poi manager della band. Il disco suona spontaneo, grezzo, con un suono poco curato e sporco, quasi fosse registrato durante un party in una casa californiana tra il fumo di erba e montagne di lattine di birra. Un altro elemento che caratterizza il disco, per poi prendere piede anche nelle pubblicazioni successive, è l’ampio uso di campionature, presenti in quasi tutti i pezzi e presi dalle fonti più disparate.

L’album si apre con Waiting For My Ruca, brano particolare che solo un pazzo avrebbe messo in apertura. Basso pulsante mononota, batteria che suona come un bidone e tutto è affidato alle capacità vocali di Bradley. Noiosa ma accattivante allo stesso tempo, ha di buono che ti fa venir voglia di proseguire con l’ascolto. La successiva title track rientra in pieno nel sound tipico della band, con il giro di basso che fa la melodia, la chitarra in levare e via di reagge sporcato da tante altre influenze.

Smoke Two Joins è la prima delle numerose cover contenute nell’album, presa in prestito dai The Toyes. La cosa interessante è che le band a cui i Sublime si rifanno per i brani non originali sono molto diverse tra loro: ci sono Bad Religion, Grateful Dead, Toots & The Maytals, Descendents… insomma si vede che la fonte di ispirazione dei nostri è molto variegata. We’re Only Gonna Die for Our Arrogance dei Bad Religion è fatta in maniera divina ed è uno dei miei pezzi preferiti, anche meglio dell’originale (attendo gli insulti). Anche 5546 That’s My Number/Ball And Chain, cover dei Toots & The Maytals, merita un posto sul podio e forse è la mia preferita in assoluto del disco. Oltre alle cover, ci sono una miriade di riferimenti e allusioni più o meno espliciti ad altre canzoni, ora sotto forma di rimandi musicali, ora di citazioni di testi.

Parlando dei pezzi originali, Badfish, DJ’s, Ebin, Date Rape sono dei classici che saranno riproposti in pianta stabile anche nei live. New Thrash è quasi hardcore, Chica Me Tipo è cantata in spagnolo, KRS-One è una ballata in acustico. Se vogliamo trovare un punto debole di questo disco è forse la lunghezza: 22 brani per 1 ora e 10 minuti di musica sono troppi anche per una scaletta così variegata.

40oz. to Freedom è un album consigliato a chi piace la sperimentazione, la mistura di generi e la musica grezza. E fumare crack.

 

Frankie

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