Tsunami Bomb -the Spine that Binds-Aternative tentacles

Tsunami Bomb -the Spine that Binds-Aternative tentacles

Davvero bello il nuovo lavoro degli Tsunami bomb, band storica, ma che, per essere sincero, mai avevo ascoltato. Apprendo al volo che sono attivi dal lontanissimo 1998 ma che si sono praticamente sciolti nel 2004 per poi tornare con un cambio secco di formazione nel 2015.

Ripeto che non li avevo mai messi nella mia playlist e non so come suonassero nei primi del 2000: sinceramente quando ho ricevuto il disco non avevo aspettative, eppure subito son rimasto spiazzato. Tutto mi aspettavo tranne una voce femminile tanto calda ed intensa, molto hardrock, quasi metal, accompagnata però da una seconda voce, sempre del gentil sesso, veramente punk rock, acuta e affilata come un rasoio. Il tutto accompagnato da classiche melodie street punk/punk rock con cori del resto della band. insomma uno stile quasi unico che mi soprende e mi conquista fin dal primo ascolto!

Andiamo con ordine: si inizia con Tidal: intro con tastiera prog-metal, e poi parte l’intensissima voce di Kate Jacobi…sembra proprio l’intro di un disco metallico, ma poi parte il coro woh-woh che spezza il ritmo: puro punk-rock!

Naysayers e uno street punk, ancora introdotto con la tastiera, con un gran finale in cui fa apparizione la seconda voce femminile, quella cattiva e graffiante di Oobliette Sparks per un gran finale in cui le voci delle due donzelle si rincorrono.

C’è poi il classico punk-rock di Hathors e l’anthemico street punk di Sinkhole con il coinvolgente coro this coity is a sinkhole-hole…

L’unica traccia riempitiva del disco mi sembra Petaluma, ma poi si prosegue con Dead men can’t catcall con il ritmo che sale diventando una sfuriata hardcore. Phosphene propone ancora un bell’intro di tastiera per una bella traccia punk rock ancora ben sostenuta dall’ottima voce di Kate e con cori piantati al punto giusto.

Last call è un velocissimo punk and roll; ma il vero inno del disco è Lullaby For The End Of The World con un coro tutto da cantare ed una fantastica seconda voce.

Si giunge così alla fine con Wake The Dead che è una canzone rock: potrebbe stare benissimo su un disco dei Cranberries, mostrando ancora una volta le doti vocali della cantante.

Si chiude con la title-track che termina il disco con il fantastico ritornello gridato a più voci this is our story, our life our soul!

Insomma un disco molto vario che non può essere inquadrato in un solo genere: punk-rock, hardcore, street punk, a tratti metal-core e due voci femminili che ti fanno innamorare! Non sottovalutate gli Tsunami bomb come avevo fatto io!

27tommy

1.

Tidal 03:03
2.
Naysayers 02:34
3.
The Hathors 02:42
4.
Sinkhole 02:10
5.
Petaluma 03:15
6.
Dead men can’t catcall, 02:58
7.
Phosphene 03:04
8.
Last Call 03:10
9.
Lullaby For The End Of The World 02:20
10.
Wake The Dead 03:02
11.
The Spine That Binds 03:19

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