Intervista a Daniele, traduttore italiano del libro dedicato a Tony Sly, le farfalle di Tony

Intervista a Daniele, traduttore italiano del libro dedicato a Tony Sly, le farfalle di Tony

Abbiamo fatto due chiacchere con Daniele, traduttore in italiano (e distributore) del libro di C. Fulsty dedicato a Tony Sly: Le farfalle di Tony.

  • Raccontaci chi sei e che cosa fai

Ciao, mi chiamo Daniele Ridolfi, e nella vita lavoro in officina. Il resto del tempo, quando mio figlio Michele me lo consente, mi diverto a fare un sacco di cose: ascolto musica, ho suonato il basso in gruppi punk per anni (Reparto 7-7 e Mannaja su tutti), ma ora faccio il cantautore, ho pubblicato un disco prodotto dalla mia etichetta personale, la T.AC. Records, che si intitola Via Trento; cerco di coltivare questa mia passione per la produzione, infatti poco fa è uscito il libro Le Farfalle Di Tony, e la prossima uscita, a marzo, sarà Small Town Boy, di Path, un cantautore di Anguillara, anch’esso con lunghi trascorsi nel punk e nell’oi!, più alcune piccole coproduzioni che non posso ancora svelare.

  • Come mai hai scelto di tradurre un libro su Tony Sly, cosa significa la sua figura per te?
Non ho mai amato eccessivamente i No Use For A Name, ma mi è sempre piaciuto quando un gruppo punk faceva uscire una canzone acustica. Ho comprato lo split di Tony Sly con Joey Cape quasi per gioco, ed è uno dei miei dischi preferiti in assoluto. Come tutti, anche io nell’apprendere della sua morte sono rimasto sgomento, e solo dopo ho imparato a conoscerlo meglio, attraverso le sue canzoni e le testimonianze della sua famiglia e degli amici che ha lasciato. Ho letto dell’esistenza di Tony’s Butterflies su una webzine, e l’ho subito acquistato, per leggerlo a mio figlio. Se non piaceva a lui, perlomeno avevo fatto qualcosa di buono per la Fondazione Tony Sly, a cui vanno i proventi. Non solo gli è piaciuto, ma è stata proprio il desiderio che un giorno lo potesse leggere da solo che mi ha fatto balenare l’idea, e poco tempo dopo mandare una mail all’illustratore originale. Il resto è questo libro col titolo e le parole in italiano.
  • La scelta di fare un libro per bambini, tra l’altro per bambini piccoli, è una scelta molto particolare, cosa pensi dell’idea?
Credo che sia una di quelle cose che fai perché la senti dentro. Credo ci siano persone più portate a confrontarsi coi bambini (chi facendo spettacolini, chi insegnando a scuola, chi scrivendo libri), e credo che i bambini siano dei piccoli ometti tutti da scoprire, e che ti fanno stare meglio, e che spesso, con la loro innocenza, caparbietà e fragilità, sanno farti riflettere e mettere in discussione il tuo essere adulto. L’ha scritto Saint-Exupéry in terza pagina nel suo libro più famoso: ” Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano.)“. E nel caso specifico di Tony’s Butterflies, il personaggio principale è talmente carismatico e in qualche modo importante per quelli come noi, che la prima volta che lo leggi ti si ferma il groppo nella gola, figli o no, perché se Tony Sly ha fatto capolino anche solo un istante nella tua vita, il segno l’ha lasciato, e leggere di lui fa male, e fa sorridere, e fa divertire, e con quei buffi insetti che popolano il suo mondo, fa tornare bambini. Per cui mi sento di dire che non è solo un libro per bambini, ma un libro che parla di Tony Sly come lo vorremmo ancora.
  • Anche io ho due figli piccoli ed ho trovato coraggiosa la scelta di affrontare un tema così particolare come la morte in un libro del genere, cosa ne dici?
Molto coraggiosa. Affrontata con una delicatezza disarmante nel suo disincanto. Non so cosa abbia spinto l’autore a parlare proprio del prima e del dopo la morte di Tony Sly  in un libro per bambini, ma, come detto prima, per capire le cose complicate e improvvise devi tornare bambino. Io ho dovuto farlo a marzo 2019, quando è morta mia suocera, la nonna Nene di mio figlio. Io ho usato quelle illustrazioni, quel giocare a nascondino raccontato nel libro, quella ricerca sfrenata di Tony per provare a spiegargli della sua nonna, per rispondere quando ci chiedeva perché non veniva più a trovarlo. E lui ora la chiama, la cerca e la trova, e le parla, e ci gioca. Lo devo al lavoro fatto da me e da mia moglie, ma lo devo anche a questo libro. Servirà a poco, ma l’edizione italiana è dedicata a lei.
  • La nostra è una webzine che si occupa di musica punk: tu che rapporto hai con questa musica? quali sono i gruppi e i personaggi che più apprezzi?

La lista è molto, molto lunga. Come ti ho già detto, ho suonato punk per anni, e ora suono con un ukulele, ma ascolto e ho sempre ascoltato di tutto, sia nel gigantesco calderone punk, con tutte le sue sottoculture, che in ambienti completamente diversi, come appunto i cantautori. Mi piace pensare che il punk mi abbia insegnato a essere sincero. Dico quello che provo, poi lo posso urlare o sussurrare, suonare in levare o a 120 bpm o con una chitarra acustica, ma non parlo di cose che non conosco e che non mi rappresentano. Questo è il mio rapporto con questa musica: molta gola, molta pancia e molta onestà. Fra i gruppi, adoro i Clash e i Social Distortion, ma la lista è infinita: Cock Sparrer, Bouncing Souls, Agnostic Front, Against Me!, Hi-Standard, per quanto riguarda l’Italia Bull Brigade, Affluente, Billyboy e la sua Banda, Linea, Menagramo, Nekropunta, ma questi sono solo i primi nomi che mi vengono in mente…

L’autore originale del libro è C. Fulsty e, come nell’edizione americana, il ricavato servirà a finanziare la Fondazione Tony Sly.
Daniele
Il libro è disponibile scrivendo alla pagina T.AC. records o all’indirizzo tacrecordslecco@gmail.com 
27tommy

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