Hell Spet – Killer Machine

Hell Spet – Killer Machine

Venti di guerra soffiano in quel di Brescia. Una macchina omicida avanza incessante e il suo obiettivo è distruggere tutto e tutti (sarà forse lei che ha portato il coronavirus?).

Futuro dispotico alla Mad Max, cyborg, sciamani, cingolati e morti resuscitati: questa l’ambientazione dell’ultimo lavoro degli Hell Spet, sestetto di Brescia attivo dal 2011, e primo loro concept album. La colonna sonora? Un mix letale di blue-grass, country, thrash metal e punk hardcore. In poche parole, è come se gli Exodus si ritirassero in campagna e continuassero a fare quello che facevano con strumenti tipicamente folk!
Mi vengono alla mente subito gli Steve’n’Seagulls o gli Iron Mais ma, a differenza di entrambi, gli Hell Spet non rinunciano alla chitarra elettrica e alla batteria e grazie a questa scelta non ne risentono la potenza sonora e l’impatto distruttivo.

L’elemento country è bel marcato grazie alla presenza costante del banjo a 5 corde e del mandolino, che non si risparmiano per tutta la durata del disco, avvicendandosi e creando intrecci interessanti.
L’elemento thrash metal è messo in primo piano e mai così evidente come in questo disco della band. Il nuovo batterista ci va giù pesante con la doppia cassa e alcuni riff e passaggi sembrano proprio provenire dalla Bay Area. La voce di HellFred spazia tra scream e gutturale fino alla tipica voce country.
L’elemento punk/hardcore è più che altro nell’approccio e nelle ottime gang vocals, ampiamente presenti nel disco. Anche la durata dei brani e, in generale, di tutto l’album (30 minuti) ricorda quella punk/hardcore. Questa è una cosa che ho apprezzato particolarmente perché penso che una proposta musicale del genere sarebbe stata meno efficace con brani da 5 minuti o un album da 50 minuti o più, tipiche invece di un certo thrash metal.

La band lombarda riesce anche nell’arduo compito di non risultare ripetitiva e uguale a sé stessa. Ogni brano ha un elemento distintivo che lo differenzia da quello successivo.
Se vogliamo trovare un punto debole è forse il cantato un po’ troppo maccheronico (ma la critica si ferma alla pronuncia, come già puntualizzato sopra).
Detto questo però non dobbiamo dimenticarci che gli Hell Spet sono una party band: il sestetto sa come divertirsi e come divertire e poco si preoccupa di parlar bene inglese.

Killer Machine è un lavoro molto ben curato e che riesce a portare a casa l’arduo obiettivo di non annoiare con un genere così particolare.

Frankie

Tracklist:
1. 45°32’20’’N 10°13’13’’E (intro)
2. You’ll Fall
3. Cyborg Genocide
4. Time To Die
5. Dirty Life
6. Right Now
7. Space Shuttle
8. Killer Machine
9. Rising From The Graves
10. Don’t Look Back
11. Back From Hell

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