Svetlanas -Disco sucks – Demons run Amok

Svetlanas -Disco sucks – Demons run Amok

Il nostro buon Lupone, non potendo girare per bar, ci regala la recensione di uno dei gruppi italiani più (ingiustamente) sottovalutati: Gli/le Svetlanas!
Ci sono alcuni gruppi nazionali che mentre da noi non vengono cagati più di tanto,
all’estero hanno molta più visibilità. Possiamo menzionare, seppur con numeri e
target diversi, i Raw Power, hardcore da Poviglio considerati negli States
un’istituzione europea; oppure i Talco, che soprattutto nei paesi latini riempiono a
dovere palazzetti e stadi (vedere per credere) ma qui da noi sono un po’ troppo
sottovalutati diciamo. Butto nel mucchio anche (i/gli/le: BOH!) Svetlanas che
solitamente passano più tempo in tour all’estero che nello stivale. Conscio del fatto
che molti tirano il naso quando ne parlo, dichiaro ufficialmente che me ne batto
tanto, come la band se ne frega di risultare simpatica finchè è sul palco.
Purtroppo, riallacciandomi al discorso soprascritto, mi mancano le occasioni per vederli live
senza percorrere anni luce anche se a dirla tutta e bene negli ultimi anni hanno fatto
diverse tappe in Veneto.
La band russo-meneghina (e qua scatta l’ulteriore scopiazzatura da parte dei Volkov)
è capitanata dalla carismatica Olga, vera animala da palco, Diste e Steve in sezione
ritmica e da un turnista alla chitarra: ne cambiano tipo 6 all’anno. L’ultimo acquisto
alle 6 corde è Danielino Merlani, già con KKK, Mega, Wasey Hey Go, Dan On The
Moon e…. Volkov!
L’ultima fatica è “Disco Sucks”, uscito una settimana fa per Demons Run Amok Rec:
dopo aver guardato il bandcamp dell’etichetta mi sono ulteriormente innamorato!
Quest’ultima produzione è il naturale proseguo di “This is Moscow not L.A.” del
2017. Ramonescore? Assolutamente assente! Punk’n’roll con chitarre a tratti
metallose, attitudine stradaiola a camionate condita dalla voce graffiantissima di
Olga, che sembra gridarti in faccia “Svegliati, mona!” quando ti alzi la mattina presto
e –naturalmente- la prima cosa che capita è sbattere violentemente il mignolo del
​piede contro il comodino. Dieci tracce per ricordarti, se ce ne fosse bisogno, che il
mondo è un bel posto di merda e devi scavarti con fatica la tua trincea. Totalmente
assente una traccia romantica, ballata o acustica: come la locomotiva della Ferrovia
Transiberiana che ti investe crudele e spietata. Apre Jump , super sorpresa con parti
di fiati e chitarrina alla No Use For A Name (si, l’ho scritto!) che ti prepara
psicologicamente a quello che ti riserverà il CD. Già la seconda traccia All I See Is
Red diventa la mia prefe di sempre (video qui) con il suo anthem “fuck you princess”
che pur non avendo letto il testo spero sia rivolto alle fighette influencer di Instagram…
a me va bene pensarla così! In Pussification Of Punk Rock spadroneggia la chitarrina metal a tratti un po’
Judas Priest, oltretutto viene fortemente ribadito l’impegno antifascista e
antirazzista nel coro “crash the svastica e fuck the KKK” che ha portato anche la band
ad annullare un tour negli USA tempo addietro. L’album prosegue tra rimembranze
motorheadiane (Spit On Your Mother’s Face) per passare a una cavalcata quasi hardcore su
Pyromaniac, che vede come voce di accompagnamento / latrati quel
bell’uomo di Nick Olivieri, inutile ricordare che milita in band come Mondo
Generator e ex Kyuss e Queen Of The Stone Age. Beh, lo stoner a me annoia dopo 3
pezzi però qualcuno dice che a quei concerti si cucca… Tra l’altro da come ho capito
Nicolino ha anche suonato la chitarra nelle sessioni di registrazione! Il disco scorre
molto incazzato su questo livello fino ad arrivare alla conclusiva
Never Sleep Againennesimo cazzotto sullo stomaco che ti scaraventa sul tappeto del ring per il KO
finale: per tutto il tempo la voce di Olga ti martella violenta, implacabile, aggressiva
non dandoti neanche tempo di rifiatare.
Sicuramente non un disco orecchiabile al primo ascolto e che difficilmente
accontenterà i più avvezzi a sounds melodiosi e morbidi, viceversa molto consigliato
a chi vive il punk più duro e crudo. Dal vivo a prescindere meritano un ascolto per cui
non posso che consigliare ai più dubbiosi di accattarseli…… prima o poi!
Lupo

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