Rotting Out-Ronin-Pure Noise Records

Rotting Out-Ronin-Pure Noise Records

Tornano i Rotting Out dopo qualche …problemino con la giustizia: ma l’hardcore vecchia scuola non molla mai!

Un gradito e (personalmente) inaspettato comeback , quello dei Rotting Out.
Il combo di San Pedro, California , torna prepotentemente a urlare il proprio impeto sulla scena dopo quasi 5 anni di totale silenzio (discografico) ma parecchio rumore mediatico, dovuto all’arresto del bassista/vocalist/frontman Walter Delgado , avvenuto nel marzo 2016 in Ohio .
Motivo? Semplice, portava con sé circa 700 pounds di marijuana (quasi 320 kg!!!).
Non voglio neppure pensare in che modo li stesse trasportando…
Abbandoniamo il gossip e torniamo sul disco appena uscito, ovvero ‘ Ronin ’, in uscita per Pure Noise Records così
come l’ultimo EP ‘ Reckoning ’ del 2015 .

Per chi conoscesse già il combo californiano, abbiamo pochissime novità e molte conferme: hardcore old-school perfettamente sui binari canonici del genere , riffing che strizzano di frequente l’occhiolino al meta l, un continuo ‘ flirt ’ tra basso e chitarre, stop & go e variazioni di tempo quanto basta, il tutto condito dalle liriche di Delgado , con la sua furia sguaiata che spesso durante l’ascolto sembra sfociare in pura e semplice frustrazione .
Chi ancora non li conosce, invece, potrà trovare in ‘ Ronin ’ un ottimo “ bigino ” su come scrivere/suonare un disco hardcore vecchio stile.
I rimandi sono ora agli Have Heart nelle fasi più (ehm…) “ melodiche ” (‘ Thief ’), ora ai Madball quando spingono su bpm più veloci (l’opener ‘Vessel’ , ‘ Prisoner ’), mentre il riffing più metallaro richiama spesso i primi Machine Head .
E’ chiaro che non ci troviamo davanti a un disco che rivoluzionerà il genere, ma questo ritorno sulla scena dei Rotting Out, considerato anche quello che è successo nell’ultimo lustro (ricordando che la band nel 2015 si sciolse
letteralmente da un giorno all’altro ), appare convincente, coinvolgente e soprattutto molto “sentito” sia come
approccio che come songwriting .

Pezzi che rimangono in testa già al primo ascolto e album che scorre via rapido senza concedere distrazioni
all’ascoltatore.
Un ottimo disco hardcore “alla vecchia” .

Koppo

TRACKLIST :
1. Vessel
2. Last Man Standing
3. Stones
4. Reaper
5. Prisoner
6. Unforgiven
7. Still Her
8. Thief
9. Visceral
10. Boy

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