Krav Boka -City Hackers

Krav Boka -City Hackers

Una combo franco-greca senza peli sulla lingua, ecco i Krav Boka!

E’ sempre un piacere ascoltare un progetto musicale schizzoide e fottutamente fuori di testa come quello dei Krav Boka , combo greco-francese dalla presa immediata, nonostante l’utilizzo dell’idioma d’oltralpe, che potrebbe risultare ostico ai più.
Questo disco ( il quinto della scatenata compagine punk/crossover) si inserisce idealmente in una corrente stilistica molto vicina ai Mano Negra , ma anche agli Alliance Ethnik sia per la struttura dei pezzi che per l’attitudine ‘barricadera’ e in piena influenza da melting-pot.
Purtroppo le bands sopracitate come metro di paragone potrebbero essere misconosciute a molti di noi là fuori, allora perché non andare a cercare qualche pezzo o disco loro? Roba di qualità, consiglio spassionato.
Tornando ai “nostri” Krav Boka, abbiamo suoni puramente hip-hop old school che sfociano spesso e volentieri in un crossover hard rock, il tutto innaffiato da punk attitude a mille; pezzi ben suonati ma soprattutto costruiti perfettamente attorno alle liriche, che sono ovviamente la miccia pronta a fare andare a fuoco l’ascoltatore, il vero quid che fa la differenza in questa band.
No politically correct , nessun compromesso, tutto diretto in faccia come un TGV... da segnalare la presenza di alcune strofe cantate in italiano nel pezzo ‘ Crust Riot’ , grazie alla collaborazione dei My Own Voice, hardcore band milanese attiva ormai da parecchi anni.
Riff di chitarra che potrebbero benissimo essere usciti dai dischi dei Korn , bassi poderosi e il gioco è fatto: il risultato è un disco al vetriolo, ben arrangiato e urlato dritto in faccia anche quando i bpm non sono elevati, missione compiuta!
La title-track mi ricorda parecchio i Molotov (giusto per farvi capire quanto questa band sia da “maneggiare con
cura”) e chiude degnamente un album fresco e di sicuro impatto , fin dal primo ascolto.

Nota a margine: la band tiene a specificare che questo disco e in generale la propria musica sia diretta e dedicata a camionisti, operai negli impianti delle fabbriche, corrieri e fattorini, in sostanza una branca della “ working class ” più a rischio di tante altre e con meno sicurezza nei rispettivi posti di lavoro, sia dal punto di vista tecnico-strutturale che da quello strettamente umano.

Chapeau!

Koppo

TRACKLIST :
1. Intro
2. Souterrain
3. Kravmikaz
4. Camtar
5. Crust Riot (ft. My Own Voice)
6. Gas Mask (ft. Speira)
7. Poison (ft. Zafina)
8. Carte Postale (ft. Al Nasser)
9. City Hackers (ft. Aeon)

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