Il Cinese Rosso

Il Cinese Rosso

Nuovo racconto breve di Cane Nero, 

Disegni: ALICE PILLS  https://m.facebook.com/alicepills76
Testo cane nero f.c 

Preferisco la noia improduttiva al caos che regna dentro me.

Sono in uno squallido bar di periferia.

Prendo solo birre perché tutto il resto mi provoca senso di disgusto.

Il barista ha tatuato sul polso destro un pentacolo nero su sfondo blu e le fasi della luna. Mi apre una birra e me la porge con nessuna emozione sul viso.

Il locale è pieno di volti che é meglio non incontrare in vicoli bui.

Volti devastati da anni di droghe, di abusi di alcool e di violenza.

Alcuni giocano al lotto con lo sguardo fisso sullo schermo e la birra in mano. Qualcuno ha gli abiti da muratore. Un tizio con la faccia da ritardato porta birre a dei tipi loschi che bevono seduti in macchina.

C’è una donna alta un metro e cinquanta con circa 80 chili di grasso in più che cerca di abbordare cazzi da scopare.

Un via vai di persone che compra sigarette e cartine lunghe.

In una sala al buio un tizio gioca alla slot machine , guardando tutti quelli che entrano; se gli fanno un cenno lui gli passa delle cose nelle mani e loro gli danno dei soldi con un’espressione felice.

Nelle canzoni si tamburella con le dita sul bancone, nella vita reale comprare droga è molto più semplice.

Ho un buco allo stomaco, ordino un’altra birra, esco fuori a fumare una sigaretta.

Finisco la birra, finisco la sigaretta, ho finito anche i soldi.

Un branco di cani randagi segue una cagna in calore, ogni tanto si azzannano per conquistare il diritto di accoppiamento.

Passa un gruppo di ciclisti; ogni volta che li vedo immagino un camion che li prende in pieno, con tanto sangue e urla di disperazione, invece non succede, quelli pedalano allegramente occupando un’intera corsia mentre le macchine dietro sono guidate da sguardi e pensieri pieni di odio.

C’è caldo , umidità, qui soffia il vento d’Africa. Cammino per le vie della città in uno stato piacevolmente alcolico. Odori di cibo, voci di persone, scarichi di auto invadono l’aria.

Ho la barba di un mese, occhiali scuri , canottiera e infradito. Oggi ci sono 38 gradi all’ombra, bere birra alle 9 del mattino non è stata una grande idea.

Ho letto che se uno si mantiene in forma le droghe fanno più effetto. Io sono alto 1.80 peso quasi 100 chili, dopo 300 metri ho il fiatone, però le droghe fanno effetto su di me.

Vorrei andare a casa a fumare l’erba che ho in tasca e guardare una serie su Netflix. Penso che odio gli scrittori, sono degli egoisti che si credono migliori di tutti.

Osservo le unghie dei miei piedi che fuoriescono dall’infradito, sono lunghe e scure. Ho quasi una prima di seno: mangiare, scopare, fumare e poi non fare un cazzo.

Ho voglia di farmi la barba , una doccia, iniziare ad allenarmi.

Sono la prova vivente della teoria dell’eterno ritorno di Nietzsche: inizio sempre a bere , drogarmi e scommettere in un loop infinito.

Senza capirlo sono davanti la porta di Sofia, suono il citofono, il portone si apre; per mia fortuna abita al piano terra. La porta è aperta, entro in casa, non la vedo, vado in cucina, apro il frigo: yogurt integrale, succhi di frutta senza zucchero, pomodori, acqua e birra.

Apro la terza birra della giornata.

Oggi proviamo un mazzo di carte di mia invenzione.

Sono sei carte, 3 rosse e 3 nere.

Carte rosse :

L’assassino,

Il cinese,

Il drogato.

Carte nere:

Il vuoto,

La morte,

L’amore perduto.

Servono per leggere l’inconscio nero.

Sofia fa il suo ingresso nella stanza con indosso un bikini giallo, bionda con gli occhi verdi e la pelle abbronzata.

Mi da un bacio sulla guancia e mi dice “ti aspettavo più tardi ma va bene ugualmente “.

Io accendo la canna di erba, lei accende degli incensi, ci sediamo per terra. Lei chiude gli occhi e inizia a respirare profondamente. Io fumo e la guardo. Dopo 20 minuti dispongo le carte,

dico la formula magica. Lei apre gli occhi, fa la domanda mentale e sceglie una carta.

Ha estratto il cinese rosso.

Significato:

pace,

serenità,

vittoria,

senso di consapevolezza della propria forza,

risposte positive,

sogno lucido.

Sofia si alza e dice “questi sono i 300 euro, la strada per uscire la sai”.

Mentre va via le guardo il culo immaginando il mio cazzo lì in mezzo.

Sono di nuovo in strada.

Ho la salivazione azzerata, mi tremano le gambe, respiro lentamente per mantenere la concentrazione; cerco di fare finta che questa stupida droga non fa effetto.

Faccio un passo alla volta, ci metto un po’ a raggiungere un’andatura decente.

Riesco ad arrivare a casa, cado sul divano come un corpo senza vita, immagino scenari e volti lontani.

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