Catholic Guilt – This Is What Honesty Sounds Like – Wiretap Records

Catholic Guilt – This Is What Honesty Sounds Like – Wiretap Records

Australia, videogioco 8 bit, gatti? Ecco i Catholic Guilt!

Una band dall’Australia , di recente formazione (seconda metà del 2016) e con già 4 uscite discografiche all’ attivo.
Molto interessanti fin dalla scelta del monicker, questi Catholic Guilt (se non avete già avuto a che fare con l’argomento, provate a ‘googlare’ queste due parole e troverete il finimondo) hanno appena pubblicato un EP di 5 pezzi, peraltro con una mossa da laurea ad honorem in marketing e comunicazione: infatti, l’advance del singolo ‘Boutique Affair’ è stata pubblicata in versione alternativa a 8-Bit, in quanto parte della colonna sonora del videogame ‘Furrend Finder’… con il titolo ‘ 8-Bitique Affair’… il Nerdometro si surriscalda e sale a 1000!
E poi, quando le bands usano questi giochi di parole, per me hanno già vinto in partenza, lo ammetto.

Veniamo all’aspetto musicale (e direi, visto che si tratta di ascoltare e recensire un disco…): la prima cosa che ho notato in questi cinque ragazzi di Melbourne è l’innata capacità di comporre dei validi ‘refrain’ , una sensibilità quasi pop che effettivamente non tutti possiedono.
Ne è un esempio ‘Song For The Renter’ , già pubblicata sul finire dell’anno scorso come singolo precedente all’album: nell’ultima parte del pezzo si crea un vero e proprio sing-along che probabilmente saprà di già sentito, ma innegabilmente funziona e coinvolge, soprattutto quando sfocia nel ritornello.
Il già citato ‘A Boutique Affair’ è il pezzo d’apertura, anche qua nessuno stravolgimento sonoro o sulla forma-canzone, ma un ascolto piacevole e ben confezionato, c’è qualcosa che può rimandare allo stile dei Menzingers o anche degli Against Me!, ma tutto estremamente personale, oltre a essere ben scritto e decisamente easy-listening.
I testi appaiono decisamente ‘emozionali’ e attraversano idealmente quasi tutti gli stati d’animo immaginabili, classico esempio di band che scrive andando verso una decisa ricerca di empatia nell’ascoltatore.
In effetti, il titolo dell’EP è azzeccato anche in ottica di ascolto e valutazione delle canzoni: “This Is What Honesty Sounds Like”, assolutamente, questa band risulta onesta e sempre alla ricerca di un personale imprinting sui propri brani, magari può sembrare una cosa scontata ma, in realtà, in giro ci sono molti gruppi davvero troppo derivativi, se non addirittura ‘copia-incolla’ di altri nomi più blasonati.
A sostegno della personalità del combo australiano, se già non bastasse la scelta di chiamarsi con un nome alquanto “pruriginoso”, ecco la copertina dell’EP , dall’artwork evocativo e altamente d’impatto: in un’aula di tribunale, abbiamo il giudice (con immancabile parrucca bianca), l’accusato e il difensore; questi ultimi due si passano di mano un libro con una croce rovesciata sulla copertina… ah, particolare non da poco: tutti e tre i personaggi sono dei gatti!
Il disco è uscito ad agosto per la losangelina Wiretap Records, etichetta attiva ormai da sei anni e propositiva in tutto il mondo.

Koppo

TRACKLIST :
1. A Boutique Affair
2. Song Of A Renter
3. Life In Three Part Harmony
4. The Awful Truth
5. Nothing​

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