Draw Power: intervista a Gab

Draw Power: intervista a Gab

Continua la serie di interviste agli “art heroes” del mondo del punk rock. Oggi abbiamo Gab!

-Che cosa c’è scritto sulla tua carta d’identità alla voce “professione”?

Sulla carta d’identità c’è scritto libero professionista anche se suonerebbe meglio professionista libero dato che quella del disegnatore non è l’unica professione che svolgo. Qualche anno fa sono stato rapito dal lato oscuro della forza (13esima, 14esima, ferie e malattie pagate) e ora faccio tutto ciò che riesco, disegnatore compreso.

-Arturo Vega o Jamie Reid?

Sono entrambi grandi artisti che hanno lasciato un segno importante, non saprei scegliere. Le mie radici sono legate al mondo del fumetto e la parte del grafico è arrivata di conseguenza tra favori ad amici e commissioni retribuite. Sì, ci sono anche quelle non retribuite purtroppo.

-Da dove nasce la tua passione per il punk rock? Frequenti i concerti? quali sono i tuoi gruppi preferiti?

La mia passione per il Punk-rock nasce in mezzo alle panchine di un paese di poche anime. Immaginate poche anime. Ecco, ancora meno.

Tra uno scooter parcheggiato che cadeva affondando nell’asfalto sciolto dal caldo umido estivo delle campagne lodigiane e una serata avvolta dalla nebbia padana tanto fitta da farci rendere conto troppo tardi di aver detto cose molto personali alla persona sbagliata, un piccolo stereo posto sotto la sella del motorino ci distraeva suonando “Letters Home” dei Good Riddance o “Fox” dei Millencolin.

Momenti stampati in un luogo che ci stava molto stretto.

-Che disco hai comprato solo perchè ti piaceva la copertina?

“Insider” dei Ten foot pole.

Non conoscevo la band ma quell’essere (degli abissi credo) ha attirato la mia attenzione su quel banchetto della fiera di Sinigaglia di qualche anno fa.

Poi è diventato uno dei miei dischi preferiti.

-Qual’è il disco con la copertina più brutta che possiedi?

Un disco di una band che ho nel sangue tanto da modificare il mio dna.

Il gruppo si chiamava Sad 7 Days, io ero il cantante e anche l’autore della copertina che è stata fatta al computer con Paint. Imbarazzante.

-Tutti i gruppi all’inizio si rivolgono a “un cuggino (con due G) che fa il grafico”. Tu quanti cuggini hai?
Raccontaci come sei passato da dare favori agli amici a fare i big money?

Ho un sacco di “cuggini” ma mai nessuno mi ha chiesto di fargli un disegno, forse perché mi nascondo molto bene. 

Ho realizzato che disegno per piacere regalando le opere agli amici se viene da un mio bisogno, mentre se insistono con il simpatico e piacevole “Mifaiundisegnomifaiundisegnomifaiundisegno?” preferisco temperarmi la matita nelle orecchie. 

Ricordo bene quando ho detto che mi sarei fatto pagare per tutti i lavori, indistintamente da chi me l’avesse chiesto. Ancora oggi rido di quanto ero simpatico anche allora. 

Di conseguenza niente big money, non mi piacerebbe essere ricco perchè la vita sarebbe troppo facile e non godrei più delle piccole cose che la vita

Ok la smetto di dire cazzate.

-Riusciresti a definire in poche parole il tuo “stile”?

Il mio stile è la mia bitch, si adatta alle richieste e fa tutto ciò che vuole il cliente.

-Suppongo che tu abbia avuto diversi “maestri” o punti di riferimento, potresti raccontarci un “incontro”che ti ha cambiato la vita?

In due occasioni mi sono tremate le gambe per incontri che mi hanno sconvolto.

La prima volta avevo 17 anni e stavo disegnando in uno stand della Scuola del fumetto al Cartoomics, famosa fiera del fumetto di Milano. 

Io a testa bassa a fare cose su un foglio sento una voce rassicurante e impostata che dice “Bravo, continua così”. Mi fermo, alzo la testa pesante dal gel che ci mettevo sopra e realizzo che la persona che si era rivolta a me era non “uno dei” ma “IL” Maestro. Giorgio Cavazzano. Mi sono alzato in piedi frastornato come se fossi fatto (lo ero?) stringendogli la mano con il rispetto che Daniel LaRusso ha per il Sensei Miagi.

La seconda occasione avevo una felpa di pile che mi tappezzava il palato visto che la commissione d’esame della scuola sopra citata era composta da Sergio Toppi e Ferdinando Tacconi. Non aggiungo altro.

-L’approccio punk rock al tuo lavoro rimane legato a quando lavori con band o fanzine oppure lo riporti a tutto il tuo mondo lavorativo? E in che modo (visto che presuppongo la risposta sia si)?

In realtà vivo le mie passioni cercando di unirle per rendere il tutto più stimolante. 

Se riesco a farle interagire e come una congiunzione astrale si allineano creando l’evento che succede ogni 50 anni allora che bello, mi sollevo da terra.

Se (quando) disegnerò la copertina del disco dei Tegolini, la mia band attuale, sarà epico. Anche se Paint…

-Qual’è stato il progetto legato alla musica che ti ha dato più soddisfazioni? E quale quello a cui sei più legato?

Il progetto che mi ha dato più soddisfazioni che mi lega inevitabilmente ad esso è quello su cui sto lavorando ora insieme a due autori.

Sono strisce a fumetti che parlano di un personaggio che vive la vita in mezzo ad altri personaggi in un mondo con case e palazzi e dei cattivi che sono brutte persone.

Purtroppo non posso dire nulla, vi farò sapere, mi faccio sentire io, domani non posso, ma non è colpa tua sono io, ti preferisco come amico.

Gabriele.
Un enorme grazie a Gab per le risposte: se volete dare un occhio ai suoi lavori :
27tommy
Oggi più che un grazie un mega abbraccio a El Chorizo per la serata che si prospetta molto complicata!

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