DezMota – Fango

DezMota – Fango

Fine luglio, caldo e vacanze alle porte, all’indirizzo di irritatepeople mi giunge una mail da incorniciare, l’intro recita così:
Sono Stefano Benzi, cantante dei DezMota. La nostra è una storia quanto meno bizzarra.
Io sono un ex giornalista, per 18 anni direttore di Eurosport: a 56 anni partorisco il mio primo disco punk.

A me, appassionatissimo di sport, il nome Stefano Benzi ricorda qualcosa: era il commentatore cicciottello di Sportitalia che si occupava tra le altre cose anche di Wrestling… la storia si fa interessante…

Già da giornalista lo trovavo simpatico, ma ora che questo paciarotto di giornalista, che mi era rimasto in testa per il suo fisico alla Jerry Scotti, la sua faccia da bonaccione e il suo look da impiegato di banca, mi dice che esce il suo primo disco punk all’età di 56 anni…letteralmente LO AMO!
Spammo la notizia tra i ragazzi di irritate e scopro che Frankie lo conosce di persona, anche se ignorava la sua passione per i tre accordi! Sempre più interessante!

Ascolto il disco con la ferma convinzione che la mia recensione NON sarà per nulla imparziale: la simpatia umana per questa bizzarra storia sicuramente mi condizionerà!

Il disco è molto particolare: sembra l’opera prima di un gruppo di 16enni che approcciano il punk rock un minuto dopo aver ascoltato Nevermind The Bullocks… dei Pistols. Rabbia! Rabbia e voglia di spaccare tutto dentro voci stonate, suoni ingenui, riff sbilenchi e zero spazio a qualsiasi tecnica. Punk duro e puro!

La domanda che pian piano si fa spazio è semplice: un disco che esprime quella rabbia verso tutto e tutti (politica, social, società, sanità, sistemi produttivi, forze dell’ordine…) in modo ingenuo e spontaneo, molto da sedicenni, suonato però da 50enni ha senso oppure sfocia nel ridicolo?
La mia risposta è una: HA SENSO! Essere sgraziati, fuori tempo e fuori luogo, al limite del ridicolo? Cioè essere punk!
La domanda si riduce a: si può essere punk a 50 anni? La mia risposta non può che essere CERTO.
Insomma, siamo seri, il disco musicalmente non è un granchè, è stonato, la voce di Stefano sembra quella di un Vasco ubriaco (cioè Vasco sempre), le canzoni buttate giù di getto, ma proprio questo è il bello. Questi son più ragazzi dei ragazzi. C’è attitudine!
Ma quanto cazzo è punk il direttore di Eurosport, vestito da ragionier Filini che a 56 anni si mette a suonare il punk rock!
E allora prendono senso le fiabe malate della traccia d’apertura, il rock tirato di iena “la iena no non si addomestica”; ed il vero manifesto del disco: sputo/ingoio, con intro skankeggiante e ritornello esplicito:
Io sono grosso, un’appendice, sono sgraziato e c’ho il fisico infelice. Ma te lo giuro che non ingoio più, non sto da solo davanti alla TV!
Fino all’assurdo finale con la mega cover sbronza di One Way di Blondie con la rima baciata Perù-Gesù!
Viva i DezMota (e complimenti per la geniale copertina, capolavoro!)

27tommy

Tracklist:
1. Fiabe 00:22
2. Fiabe Malate 03:16
3. Anestesia Totale 02:25
4. Magari 02:07
5. Andrà Tutto Bene 02:28
6. Iena 03:00
7. Sputo & Ingoio 02:39
8. SocialPatico 02:35
9. Su de doss 02:44
10. [Dis]Connetto 02:28
11. DezMota 1:50

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