Fiddlehead – Between The Richness

Fiddlehead – Between The Richness

Cosa mi ha fatto questo disco…? Proprio non capisco…
Scusate, faccio un passo indietro.

Lo dico fuori dai denti: a me tutto quello che è post- non mi ha mai preso! Post-punk, post-hardcore, post-rock, post-vattelapesca, solo a dire questi nomi mi sale un brivido freddo lungo la schiena. E lo stesso vale per l’emo! Figurati se ascolto cose emo! Perfino gli Screeching Weasel, quando hanno chiamato un loro album “Emo”, hanno fatto un disco mediocre, se non peggio… Ma poi, che due palle la musica emo/post-!

E poi ci sono loro, i Fiddlehead. In una giornata di pioggia, con l’autunno quasi alle porte (perché, si sa, l’autunno è il periodo perfetto per ascoltare musica emo/post-) mi viene la pessima – o ottima – idea di dare un’ascoltata a questo disco sulla loro pagina Bandcamp.
La band la conosco solo di nome ma sapevo che faceva musica “che a me non piace”. L’unica altra informazione che avevo era che si trattava di un progetto di Patrick Flynn; e io adoro Patrick Flynn! I suoi Have Heart sono stati fondamentali per l’espansione del mio gusto musicale e tutti i suoi progetti, tra cui Free e Sweet Jesus, sono molto interessanti.
Quindi perché no? Perché non dare una chance anche a questi Fiddlehead?

Poi guardando la durata dei brani, vedo con piacere che tutte le canzoni, a parte l’ultima, stanno entro i 2 e mezzo! Top: si vede che questi ragazzi vengono dall’hardcore!

Grief Motiv è l’intro perfetto che si lega perfettamente alla vera e propria prima canzone, The Years. Il pezzo forte però è la successiva Million Times, scelta non a caso come singolo. È proprio un mix perfetto tra brano malinconico ma non disperato: c’è speranza in questo mondo!

Forse è proprio questo che mi piace di questo disco: le canzoni esprimono un disagio, tendenzialmente relazionale, ma il mood del disco è tutto sommato concitato, “in azione”, mai depresso o del tutto abbattuto. E questo si sente nei brani che comunque mantengono un piglio hardcore. La voce di Pat urla, ogni tanto in maniera sgraziata, sempre alla ricerca, sempre in lotta.
Il risultato è la totale assenza di brani mosci o senza carattere.

Alcuni episodi di questo lotto di brani hanno qualcosa che mi riporta al grunge dei primi Pearl Jam. Loverman mi ricorda Better Man e Life Notice, la canzone più dura del disco, mi fa venire in mente Porch.

Mi hanno colpito le prime righe della loro descrizione su Bandcamp: “Fiddlehead wasn’t supposed to make a second record. But, if we’re being totally honest, they weren’t supposed to make their first record either.” Come a dire che questo progetto è nato un po’ per caso e di certo non si aspettavano di volerlo/poterlo continuare. E probabilmente non si aspettavano neanche il consenso che hanno raccolto con questo disco.
Spero proprio che continuino ad andare avanti, visto i risultati. Comunque Pat, se vuoi sfornare anche qualche altro disco hardcore va bene uguale, anzi… 🙂

Frankie

ASCOLTA QUI

Tracklist
1. Grief Motif
2. The Years
3. Million Times
4. Eternal You
5. Loverman
6. Down University
7. Get My Mind Right
8. Life Notice
9. Joyboy
10. Heart To Heart

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *