The Exploited + Game Over @ Slaughter Club, Paderno Dugnano 25/04/22

The Exploited + Game Over @ Slaughter Club, Paderno Dugnano 25/04/22

Dopo un’inaspettata giornata di sole in quel di Milano e dintorni, verso sera il cielo comincia ad assomigliare a quello grigio e piovoso di Edimburgo: per forza, arrivano gli Exploited!

L’unica data italiana del tour mondiale è allo Slaughter Club di Paderno Dugnano con due opener piuttosto sui generis che rendono più variegata l’offerta della serata: Lordadunto (che purtroppo mi perdo) e i Game Over.

Ero già stato allo Slaughter Club prima della pandemia e purtroppo devo dire che non avevo buoni ricordi del locale, soprattutto per via dell’acustica molto dispersiva che crea un pastone di suoni molto fastidioso. Quando arrivo, mi trovo davanti una venue rinnovata, sicuramente più curata rispetto al 2018 quando aveva appena aperto, e questo mi fa ben sperare.

Iniziano i Game Over con il loro thrash metal affilato come una lama di rasoio. L’impatto è devastante ma purtroppo tutte le buone aspettative che avevo in merito all’acustica vengono disattese: suono super confuso e poco si distinguono i singoli strumenti.
Incuranti di questo (ma probabilmente sul palco i quattro thrashers ci sentono meglio di noi), i Game Over ci danno dentro di brutto!
Sciorinano pezzi uno dietro l’altro e non hanno un attimo di cedimento: si vede che i ragazzi sono in pista già da 14 anni. Il cantante/bassista è in evidente difficoltà per via del sudore che gli copre gli occhi ma questo non intacca per niente la sua performance canora e strumentale (per quello che ho potuto sentire).
Con il passare del tempo il suono migliora ma per quanto il fonico si possa impegnare, il problema è strutturale e purtroppo i frequenti assoli di chitarra scompaiono quasi del tutto nel pastone generale.
Sui pezzi più tirati il pubblico si coinvolge con un timido pogo composto da poche persone ma nonostante i piedi fermi, gli astanti sembrano apprezzare quanto sentono, anche se si percepisce che per molti è il primo approccio con questa band.
Il set è piuttosto lungo e dopo quasi un’ora di smetallate, i Game Over salutano un pubblico soddisfatto ma che non vede l’ora di accogliere i protagonisti della serata.
Ottimi i Game Over; da risentire in altro contesto.

Gli Exploited salgono sul palco con il locale praticamente pieno e devo dire che non mi aspettavo così tanta gente!
La line-up vede il buon vecchio Willie Buchan dietro le pelli, Irish Rob al basso (con loro ormai da 2003), Robbie Davidson alla chitarra e ovviamente l’inossidabile Wattie Buchan a tenere banco davanti.

Let’s Start a War apre una set list infuocata che va a pescare sia dai lavori più datati, in particolare i primi due album, sia dalla fase più recente di Beat The Bastard e Fuck The System.
Con gli headliner i suoni non migliorano più di tanto ma la carica della band scozzese riesce a far passare in secondo piano (almeno all’inizio) anche questo.

Wattie è carico a palla e dall’alto dei suoi 65 anni caccia delle urla che farebbero impallidire un quindicenne. Tra un brano e l’altro l’attività principale del buon frontman è quello di sputazzare e riversare il contenuto delle proprie narici sul palco dello Slaughter Club, mentre durante i brani spesso picchietta il microfono sulla propria capoccia crestata, come a dire: “sono sempre il vecchio matto di 40 anni fa”.
Al di là delle note di colore anche simpatiche, a essere sinceri il peso dell’età si fa sentire su alcuni brani che vengono eseguiti ben più lenti rispetto al disco, in particolare i pezzi più tirati dell’era thrash punk.

Fightback, Dead Cities, Noize Annoys, UK 82, Chaos Is My Life, Alternative, Dogs Of War, Beat The Bastards, Holiday In The Sun, Troops Of Tomorrow, I Believe In Anarchy. Tanti i pezzi iconici e non mi sembra che sia stato lasciato fuori niente.
Wattie tira su un ragazzino dalla prima fila e gli fa cantare Cop Cars.

Il pogo è piuttosto violento e il pavimento scivoloso, tanto che a un certo punto scivolo e prendo una craniata contro la testa di qualcun altro: ancora non so come sia possibile che non vi stia parlando da una stanza d’ospedale ma tant’è… spero che all’altro sia andata altrettanto bene!

Dopo il più classico dei finti finali, i quattro rientrano per un encore sostanzioso. Willie chiama sul palco un manipolo di persone dal pubblico per cantare Sex & Violence ma la scena è piuttosto pietosa visto che i tipi sono più impegnati a fare gli idioti che a cantare la canzone, che alla fine viene salvata grazie all’intervento di Rob.
Nel bis ricordo tra le altre anche Porno Slut e Was It Me che conclude la serata in bellezza.

Sicuramente gli Exploited vivono di rendita dal successo dei primi anni e in qualche modo sono diventati da parecchio tempo una band feticcio, esaltata forse in modo esagerato. Però nel live funzionano ancora, nonostante tutto, e finché è così va ancora bene.
È proprio il caso di dirlo: Punk’s not dead (yet)!

Frankie

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