Non Live Report [parte 2]: Low-L Fest 2022 – 18 giugno – Guardamiglio (LO)

Non Live Report [parte 2]: Low-L Fest 2022 – 18 giugno – Guardamiglio (LO)

Ho dormito sul divano.
Vivo in sessanta metri quadri, ma raggiungere il letto ieri sera equivaleva più o meno alla scalata del Nanga Parbat quindi niente, non si poteva fare.

Via le scarpe e faccia nel primo cuscino.
Le scarpe, ecco! Penso di averci lasciato dentro i piedi perché non me li sento.
Non me ne ero reso conto al momento, ma il primo effetto collaterale del Low-L Fest è un male atroce ai piedi. Ci sono ancora solo due giorni davanti poi, tranquillo.

Nonostante tutto apro gli occhi con sorprendente facilità.
Spolliciata di dovere al feed Instagram: invasione di messaggi, storie e foto della sera prima.
È andata bene cazzo.
Mi faccio un attimo di coraggio ed entro in doccia. Un paio di biscotti e caffèlatte on the go: la colazione la faccio in macchina perché voglio raggiungere il campo prima che posso.
E a dire il vero non è neanche tanto presto.
Pigio il freno e premo start, direzione Guardamiglio… ma i programmi cambiano subito.
Un messaggio whatsapp dal gruppo volontari Low-L Fest…

GIORNO 2
-Se qualcuno ha del Supradyn o simili lo porti per favore…-
Sembra che il “risveglio” sia stato abbastanza traumatico per tutti, si sta parlando di Polase e roba simile. Devio un attimo per la farmacia, dove mi procuro della roba che praticamente non vede neanche la location una volta che arrivo sul posto.

C’è già gente che comunque lavora da un botto: io mi dedico al mio e assisto Davide e i ragazzi del service nella sistemazione del palco. Una bella pulita e una rassettata generale; trovo e mi intasco un paio di plettri dei Red Car Burns e qualcuno dei Pulley. Uhmmmmm…

Stamattina però ho anche un’altra missione: ieri ho perso la battaglia col Nintendo, ma la guerra la voglio vincere. Ho portato un po’ di roba da casa e cazzo si: oggi il Low-L Fest avrà la sua fottuta area relax nel backstage. Missione compiuta!

-Ragazzi, i tavoli oggi sono da sistemare però… non si possono vedere dai!-
Il Pres non dimentica: la zona food truck ha ancora un non so che di boomerang.
Si capisce che però il destino ha altri piani: si continua a dare precedenza ad altro e inizio a temere che alla fine ce li terremo così anche per oggi. Vedremo.

Iniziamo a spillare birre abbastanza presto, tipo metà mattina, e tra un’aggiustata alle transenne e una sistemata al camerino del backstage si è già fatto mezzogiorno.
Sono libero, e la macchina va da sola fino al Bel Po, il centro commerciale dove ieri sono andato a recuperare Chuck e Matt (il ragazzo che sostituisce temporaneamente Luke alla chitarra) dei GR. Sembra così assurdo ancora oggi…

Risalgo in macchina col mio burrito, che addento con una certa foga, e penso.
È strano, dentro di me sembra sempre che ci sia un mucchio di diapositive mischiate: da qualche parte ci sono le foto belle, ma non le trovo sempre. Anzi spesso le cerco e poi penso di averle perse. Beh, oggi mi pare di averne ritrovata una… il ritratto di una sensazione che non provavo da tempo e che cercavo da tanto. Pensavo di non trovarla più.
Finisce tutto quando mi casca un boccone di chili caldo sul ginocchio; ormai sto mangiando un ripieno con un sottile strato di tortilla. Mi ricompongo tra le imprecazioni, la signora della macchina di fianco sembra non gradire.
Ma è quasi ora di soundcheck, quindi via!

I primi a farlo saranno i Bull Brigade cazzo. Era da tanto che volevo vederli, tipo dal release date dell’ultimo disco, quando anche la mia band suonava nella stessa città e gli abbiamo portato via un sacco di pubblico… tipo cinque o sei cristiani. Arrivano sul posto poco dopo il mio ritorno alla base e sembrano ambientarsi bene rapidamente: Eugy si piazza al bancone e inizia a raccontarci mille aneddoti di concerti organizzati da lui, avventure in giro per vari palchi e situazioni assurde… che figata! Uno di noi.

Dato che la band ormai è arrivata, mi adopero con l’aiuto degli addetti alla cucina per gli ultimi dettagli da portare in camerino e quando torno, Claudio mi presenta questo tipo alto, mega tatuato e di aspetto vagamente imponente: è Chris dei Plakkaggio, arrivato per primo sul posto perché, scopro in seguito, abita a Milano. Ne approfitto per prenderlo da parte e propinargli la consueta trafila relativa a consumazioni, orari e varie ma il bello arriva quando inizio a parlargli di birre:
-Queste consumazioni le potete spendere al bar come volete: cocktail oppure birre alla spina, tutte buonissime, prodotte da un birrificio di qui-
-…-
-Poi per qualsiasi necessità comunque, avete anche il frigo del backstage a disposizione. Anche qui potete trovare delle birre ma…-
Mi interrompe
-Nooo… Moretti in lattina???-
-Eh si…- rispondo mezzo sconsolato
-Grandi cazzo!!!! Moretti in lattina! Ne voglio subito una!!-
A questo punto rimango un attimo spiazzato. Uno si aspetta di vedere la bava alla bocca quando parli di birra artigianale, e invece…
-Ma ti prego, dai una chance anche alle nostre birre! Ti giuro che son buonissime!-
-Ma meglio della Moretti in lattina??? Impossibile!-
Glie ne apro una e da quel momento divento il suo idolo.
-Abbiamo anche le birre senza glutine…- Gli dico.
-In lattina?-
-Sì sì in lattina-
-Veramente?? Vanno bene per il nostro chitarrista! Puoi mettercene qualcuna in frigo?-
-Provvedo subito!-
Penso di aver trovato la mia band della giornata. Non gli ho ancora sentito suonare una nota ma
sono completamente conquistato da questa attitudine totalmente e ciecamente votata al trash… in tutti i sensi! Penso che ci capiremo benissimo.

Nel frattempo arriva anche il resto della band insieme a Gli Ultimi: vagone di livello direttamente dalla Capitale. Mentre scambio un saluto e quattro chiacchiere col batterista dei Plakkaggio (indossa una maglia
di Space Invaders e capisco subito che sarà gasato a sapere che c’è un Super Nintendo installato nel backstage) sento Chris in lontananza:
-…si si è lui che ti ha messo le birre senza glutine nel frigo!-
-Bella, coDroipo!!! Ti adoro cazzo!- (anagrammo, se no l’Internet s’incazza)
Sono subito abbracci. E lì capisco che ormai ho fatto il grande salto nel mondo dello Sport Metal.

Check nei tempi, perchè oggi abbiamo anche un’altra sorpresa: le quote rozze di Punkadeka hanno preparato qualcosa per l’intrattenimento del pomeriggio. Si tratta di un simil talk show ignorante/intervista ad alcune band della giornata in cui si servono anche di Super Liquidator per tenere alta l’attenzione. Magistrali!

Si parte poi a bomba coi live e gli Erezione Continua, vincitori del contest Punkadeka, sono i primi a salire sul main stage. Sono dei regaz di Parma che hanno addosso una bella carica e bevono come dei bastardi. Onesto e simpatico punk rock bello leggero e divertente, mi porto a casa anche il disco.

I Lineout sono pronti a seguire e sono curioso di sentirli perché il Berte dei Bad Frog, che conosce bene i miei gusti, mi ha detto che fanno roba che a me gasa. E ci ha preso infatti. Bell’hardcore melodico anche tecnico, sparato a mille all’ora e suonato bene. Altro disco che mi porto a casa.

Lineout giù, Palm Down su; anche oggi abbiamo una scaletta strettissima da rispettare. Purtroppo si tratta dell’ultima apparizione su un palco per questo progetto che avevo scoperto grazie ad un “pacchetto sorpresa” di No Reason in cui mi avevano infilato il loro ultimo album in cassetta. Se amate le vibes alla Kris Roe dei bei tempi vi consiglio caldamente.

Siamo alla prima dell’acoustic stage con il buon Dan on the Moon. Spero potrà perdonarmi, ma ho ceduto al brontolio dello stomaco e ho approfittato della non ancora esagerata ressa per concedermi un panino ed evitare di fare la fine del venerdì sera (ovvero frittino misto tipo all’una di notte).
Ah, comunque i tavoli sono ancora tutti storti. Oh yeah!

Breve stop allo stand Punkadeka e mi becco anche col buon Warholsss e consorte. Tra una battuta e l’altra potrebbe esserci scappato anche lo spunto per un nuovo format ma… NO SPOILER!

È il turno dei Los Fuocos, in rappresentanza della scena rock&roll locale. Ormai li conosco da tanti anni e la brillantezza non l’hanno mai persa, ma mi stupisco particolarmente della botta che Pado dimostra di avere ancora dopo ieri sera, quando l’ho visto scassarsi ammerda sotto il palco coi Good Riddance. B-E-S-T-I-E.

Smontano dal palco con relativa calma perché nel frattempo il buon Andy Ramponi ha già preso possesso dell’acoustic stage. Anche lui ha già dato moltissimo ieri coi Discomostro, ma anche in questa veste più intima sa tirare fuori il gas. Bravo anche con le cover!

Si entra nella zona calda della serata: Plakkaggio pronti al massacro, perché è a tutti gli effetti questo che si scatena sotto il palco quando i ragazzi attaccano. Me li riesco a godere bene anche da lontano, ma sono obbligato portarmi a ridosso delle transenne e farmi travolgere dalla furia del pubblico quando dal palco sento urlare “DAJE REEKO!! QUESTA É PER TE!!!” e parte “Birra in Lattina”.
CHE CUORIIIIIII!!!

Giusto momento di respiro con l’ukulele di Skytea for Warriors, ragazzetta super simpatica che mi ha colpito subito per gentilezza e semplicità. Non so come spiegarlo, è quel tipo di persona che ti viene voglia di far di tutto per metterla a proprio agio per quanto si vede che è cara. Una girl next door 2.0.

È il turno degli Ultimi, band tra le più attese del weekend, e una volta aiutati a coordinare il loro ingresso sul main stage, mi piazzo in zona scaletta lato palco per godermi il set. Da ricordare la proposta di matrimonio che ha avuto luogo nel bel mezzo del loro concerto. In quel momento secondo me Alberto Castagna era al Low-L Fest, sicuro. Gli Ultimi sono andati via col furgone di Stranamore. So quello che ho visto.

Tocca ai Viboras in versione duo acustico preparare la folla per il main act del sabato sera. La loro esibizione è riassunta bene dalla reazione di James, con me alla gestione backstage, alla voce di Irene: “CAZZUTA!”

Che dire, nelle retrovie a questo punto siamo tutti provati, segnati, sporchi e sudati. Ma è di questo che sa la passione, che per noi e per il pubblico questa sera si chiama Bull Brigade.
Il trasporto e la botta che questa band riesce a portare nella gente è veramente qualcosa di sovrannaturale e credo di aver colto questa grandezza in un episodio particolare, quando il cantante degli Erezione Continua è salito sul palco per cantare un pezzo con loro e nell’uscire di scena mi è passato di fianco e guardandomi con gli occhi sbarrati ha esclamato “SI CAZZO!”.
Forse una cosa che ho notato solo io, ma quelle parole le ho sentite veramente bruciare. Anche stasera non ci va di smettere di far festa e qualche pezzo per chiudere in bellezza riesce a mettercelo il nostro Berte, alias Gascoigne, prima di chiudere tutto e salutarci anche per stavolta.

Andata anche questa, e pure bene a giudicare dai sorrisi.
Ne resta ancora una, ma a pensarci un po’ di amarezza comincia a venirmi.
Notte!

Eroi della giornata: Plakkaggio. Che cazzo ve lo dico a fare? Mi hanno pure regalato il disco dei 666! Ultima scena e frase epica che vi racconto: mentre passeggiavo con Vale (chitarra) verso il loro banchetto del merch mi dice (da leggere in romanesco please) “ohi Reeko ma sta festa… bel palco, belle band, se beve bbéne…c’è pieno de fregna…ma almeno su quello nun ve potevate risparmià??”. Come fai a non amarli?

Reeko

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