Slam Punk #0 @ Parco Deledda, Melzo

Slam Punk #0 @ Parco Deledda, Melzo

La gente normale, in genere, fa buoni propositi per l’anno nuovo durante lo stop natalizio e la cosa ha perfettamente senso: il cambiamento che conduce in un nuovo anno porta naturalmente con sé una particolare spinta di energia che ispira i più a fare progetti per un ciclo tutto nuovo.
Non è una sorpresa sapere che per me succede un’altra cosa. Per il sottoscritto lo spartiacque è il mese di Settembre, il rientro dalle ferie estive. Probabilmente un retaggio della carriera scolastica che è rimasto lì incastrato nella mia routine…che volete che vi dica?
In questa cornice si incastra perfettamente la prima edizione (anzi, l’edizione 0) dello Slam Punk, elemento di confine tra la chiusura di una ricca estate di eventi e l’inaugurazione di un nuovo anno da riempire di live.

La kermesse (si cazzo, lo volevo proprio scrivere LOLLL) si è tenuta all’interno della bella cornice del parco Deledda di Melzo, dove i regaz di Punkadeka hanno organizzato un mini torneo di basket 3vs3 contornato da mini concerti acustici.

Dici torneo di basket e subito ti viene in mente una competizione, adrenalina, voglia di arrivare primi e invece…il concept di questa festa ruota intorno al relax, alla distensione: si fa un po’ tutto con il fine ultimo di passare una bella giornata tra amici, nulla di più. Un po’ come si faceva da piccoli d’estate al campetto, tra risate e scherzi vari. Il mood della giornata lo capiamo anche dai nomi delle squadre iscritte: passiamo da “Team Culo” a “Orlando Tragic”, per citarne giusto un paio.

Il livello di ignoranza però sale, dal momento che anche noi di Irritate People ci mettiamo il naso e, in quanto sfaticati e senza nessuna competenza fisica degna di nota, ci giochiamo il carico mettendo a disposizione le nostre risorse videoludiche per allestire il famoso torneo di Street Fighter che da quest’estate tutta la scena punkrock attendeva.
Last but not least, l’evento è valido per l’attribuzione di uno dei primi punti scena ufficiali di IP, creati, stampati e portati fisicamente in loco dal buon Frankie.

C’è tutto mi sembra!

Si parte in orario come da scaletta: intorno alle 2:00PM le squadre iniziano a scaldarsi e io, che arrivo da Padova con un leggero ritardo, inizio ad allestire il banchetto con l’aiuto dei regaz di Spazio MEM, anche loro parte del nocciolo duro dell’organizzazione.

Fin da subito, una delle maggiori fan del nostro banchetto si rivela essere Camilla, la figlia del buon Matt Murphys, che dimostra un’attitudine notevole, del tutto sorprendente e in un certo senso inspiegabile per i picchiaduro di vecchia concezione. Se usa Zangief non c’è verso di metterla KO.

Lo svolgersi del torneo porta poi ad un’altra scena abbastanza significativa e un po’ inaspettata: Vale Punkadeka è una giocatrice formidabile. Il suo approccio iniziale è fuorviante, in quanto gli avversari inizialmente si gongolano per via della sua presunta insicurezza col joystick tra le mani, ma successivamente restano di sasso quando vengono mazzolati incontro dopo incontro a suon di prese e combo. Le vittime sacrificali provengono da un gruppetto di adolescenti presenti per caso al parco e che con un po’ di spocchia si sono iscritti al torneo convinti che la loro giovane età e la loro freschezza fossero sufficienti a spuntarla. Nulla di più sbagliato: vengono travolti senza pietà e le partite di Vale diventano in breve tempo le più attese e seguite del torneo, ma l’epopea finisce contro un solidissimo Batta (chitarrista dei Castrol) che alla fine vince pure il torneo.

Tutto questo mi porta, sempre inaspettatamente, a formulare una conclusione che coinvolge la sfera sociale e genetica: il gene di Street Fighter ha saltato una generazione, la “Z”, la quale è inesorabilmente destinata all’estinzione nel mondo 16 bit.
Parallelamente allo svolgimento del nostro torneo continua comunque il 3vs3 sotto canestro e fra prodezze varie, cinque alti e giocatori mezzi sbronzi la spuntano i Team Culo, omaggiati anche con un voucher (si dai, continuiamo coi termini anni ottanta!) da spendere in dischi da Flamingo Records. Niente male!

A fare da collante a tutti gli happening (questa è più yuppie o più paninaro?) è come sempre la musica, e tra un hadoken e un rimbalzo sotto canestro ci accompagnano Daniele Ridolfi, Hellspite, Matt Gyver, Nomad e Dan on the Moon a rotazione sul piccolo palchetto presente proprio in fondo all’area. Le performance acustiche si incastrano bene all’interno del format della giornata; non sono il main focus stavolta, ma contribuiscono a creare l’atmosfera giusta per il raggiungimento dell’obiettivo della festa, che è quello di rilassare.

Finisce tutto per l’ora di cena: che vi dicevo? Proprio come da ragazzini!

A conti fatti, direi un’ottima edizione zero: è filato tutto liscio e la gente si è divertita. Potrebbero esserci le basi per far crescere un nuovo mini festival di fine estate, ma staremo a vedere quale direzione vorranno dargli i regaz.

Nel frattempo abbiamo davanti un anno intero da riempire di nuove idee ed esperienze, quindi…
…see you later!

Reeko

2 pensieri riguardo “Slam Punk #0 @ Parco Deledda, Melzo

  1. Davvero?
    Un post infinito per dire che avete giocato a street fighter? Forse sono io nel posto sbagliato, ma tempo fa questo era un blog di musica punk.

  2. Questa è stata la festa che ti sei perso. Cerchi più musica? Clicca su “successivo” e vai al prossimo articolo, non devi andare indietro a troppo “tempo fa”…

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