Slam Dunk Italy: guida irritata a base di pizza!
Lo Slam Dunk è uno storico festival inglese che si tiene in due date consecutive a Londra, una a nord e una a sud della città. Le due anime musicali preponderanti sono senza dubbio il pop-punk, nella sua accezione “anni duemila”, e l’emo-core in uno spettro che va dall’emo rock più tranquillone, fino al metalcore più incazzato.
Da qualche anno a questa parte sono nate edizioni ridotte anche in altri paesi europei, tra cui (possiamo dirlo) a sorpresa, anche l’Italia.

La prima edizione italiana si è tenuta 2 anni fa a Bellaria e ha avuto come elemento catalizzatore l’atteso ritorno dei Rancid. La giornata era stata ottima ma il formato/location e la proposta musicale ricordava forse troppo il Bayfest più che lo Slam Dunk.
L’edizione di quest’anno invece, sempre tramite Hub Music Factory, è molto più simile a un “classico” Slam Dunk, con band che vanno appunto dal pop-punk fino ad arrivare al metalcore, passando dall’emo/punk (info e link in fondo all’articolo). La location prescelta è il Carroponte di Sesto San Giovanni (MI) e la data lunedì 2 giugno.
La cosa di cui sono più contento è il fatto che questa volta potrò evitare una pneumectomia causa sabbia nei polmoni/naso/bocca e altri orifizi del corpo! La seconda cosa è che le esibizioni non avranno sovrapposizioni (in fondo trovi gli orari divisi sui due palchi), anche se questo comporta un inizio alle ore 15:00.
E allora, in occasione di questa data ho pensato che potesse essere divertente fare una classifica delle band che vedrò al festival da quella che mi interessa meno fino a quella che mi interessa di più!
Per aiutarmi in questo infame lavoro, mi avvarrò di un metodo di giudizio molto pop-punk: le fette di pizza!
1 fetta di pizza: mi interessa poco; 6 fette di pizza: mi interessa un casino!
Ovviamente non prendetelo come verità assoluta: questo è il mio punto di vista, che sarà sicuramente diverso da quello di molti di voi. Alla fin fine quest’articolo ha l’obiettivo di parlare di musica ma soprattutto, in piena tradizione IP, ha l’obiettivo di IRRITARE!
Cominciamo!
CASKETS
Sinceramente non capisco il successo dei Caskets, band inglese che fa un post-hardcore a mio avviso veramente poco originale. Melodie che puzzano di già sentito, voce uguale a mille altre… e non hanno neanche la carica di band similari.
Non vorrei essere troppo brutale ma a me trasmettono principalmente una cosa: noia.
Spero di essere smentito in sede live perché in studio, per quello che ho potuto sentire, non mi hanno convinto per niente.
1 fetta di pizza, perché zero non la merita nessuno.
(1/6)
HOPSYDIAN
Diventare vecchi significa anche iniziare a non conoscere le band giovani. Ed eccomi qua, vostro onore.
Gli italianissimi Hopsydian, arrivati alla pubblicazione del primo full length Words Unsaid, si guadagnano un’esibizione sul palco principale anche se saranno i primi ad aprire le danze sotto il sole delle 15:00.
Classico metalcore con ritornelli ipermelodici e strofe pestate, non mi hanno impressionato più di tanto ma i ragazzi sono all’inizio di carriera quindi diamogli una possibilità!
Mezza fetta in più rispetto ai Caskets di incoraggiamento.
(1,5/6)
STAIN THE CANVAS
Altra band italiana che suonerà addirittura dopo i Neck Deep.
Pensavo fosse una band nuova ma evidentemente sono io che sono ignorante. In realtà, gli Stain The Canvas sono attivi dal 2017: band milanese dedita a un metalcore moderno estremamente elettronico dove ritornelli molto melodici vanno in contrasto con breakdown belli pesanti.
Il loro sound non è proprio il mio ma ne ho apprezzato la potenza e quindi mi hanno incuriosito più delle formazioni precedenti!
Vedremo come se la cavano sul palco.
Due fette per l’originalità!
(2/6)
THE USED
Ahia, qui mi sa che partono gli insulti.
A parte il fatto che il loro ex batterista Branden Steineckert è ora nei Rancid, non so molto altro della band originaria dello Utah.
Per alcuni di voi questa potrebbe essere una delle band più attese, ma per me sono sempre stati troppo “emo”, soprattutto nell’immaginario (ciuffoni, copertine dei dischi con cuori e immagini malinconiche) e questo non mi ha incoraggiato ad approfondire la loro discografia.
So di trovarmi davanti a una band super affermata, che tra l’altro festeggia in questo tour i 25 anni di attività, ma che ci posso fare… qualcosa però mi dice che il loro set mi divertirà, me lo sento!
(3/6)
ZEBRAHEAD
Gli Zebrahead sono la perfetta party band, ideale per questo tipo di festival estivi.
Bar sul palco, costumi folli, crowd surfing improbabili e tante altre follie!
Visti diverse volte, soprattutto un po’ di anni fa (mi ricordo una data indimenticabile con i Less Than Jake al Land Of Live di Legnano nel 2010) è sempre un piacere rivederseli.
Nonostante li apprezzi parecchio, gli do solo 3 fette e mezzo sia perché non sono aggiornato sul nuovo materiale, soprattutto dall’ultimo cambio di cantante, sia perché mancano ancora diverse band e ci sono alcune che attirano di più la mia attenzione.
(3,5/4)
(estratto da un live sempre al Carroponte nel 2019)
THE ATARIS
“I’ve got another confession to make”.
Non sono mai stato fan degli Ataris. Eh già, mi avete beccato 🙌🏻
Negli anni del loro massimo splendore io ero alla ricerca di sonorità più veloci, pesanti e in-your-face. Ed ecco che i nostri sentieri non si sono mai incontrati.
Ho presente la loro discografia per sentito dire e per alcuni ascolti distratti ma non mi sono mai addentrato veramente nelle composizioni di Kris Roe e soci.
Resta comunque la curiosità di vederli dal vivo, ovviamente per la prima volta, come band che a modo suo ha saputo lasciare il segno nella scena punk rock mondiale. Magari sarà proprio questo concerto a darmi lo stimolo per ascoltarmi bene le loro canzoni. In fondo un po’ lo spero, perché in un certo senso mi sembra che mi stia perdendo qualcosa.
Stesso voto degli Zebrahead ma più avanti in classifica per motivi di anzianità.
(3,5/6)
A DAY TO REMEMBER
Sì lo so, sono gli headliner della giornata e sinceramente a me piacciono anche molto. Però ammetto che è da un po’ di anni che mi è scesa la gasa, soprattuto per quanto riguarda le loro uscite discografiche e non potevo metterli più in alto di così in classifica.
A mio parare dopo Common Courtesy (che io reputo uno dei loro migliori dischi) hanno intrapreso una discesa inesorabile dalla quale non si sono ripresi neanche dopo la pubblicazione dell’ultimo Big Ole Album, Vol 1, comunque migliore di quella ciofeca di You’re Welcome.
Certo, resta ancora la voglia di pogare con le loro vecchie hit ma 10 anni fa sicuramente sarei stato molto più entusiasta per loro.
(4/6)
LANDMVRKS
Mi è già capitato di vedere dal vivo i Landmvrks in occasione della data funesta al Circolo Magnolia con Stick To Your Guns e Knocked Loose (concerto poi interrotto durante il set dei KL per un malore nel pubblico).
In quell’occasione avevo già apprezzato le gesta della band di Marsiglia che mi aveva colpito per i suoni veramente potenti e non banali, seppure non totalmente innovativi.
L’ultimo album The Darkest Place I’ve Ever Been, uscito il 25 aprile 2025 per Arising Empire, è veramente una bomba! Un bel metalcore cazzuto che picchia giù duro, melodico ma molto tendente all’hardcore.
Sono curioso di vedere come se la cavano su un palco da festival e se riescono a mantenere la potenza che mi ha colpito al chiuso anche all’aperto.
(4,5/6)
NECK DEEP
La band inglese si è fatta strada in questi anni nel panorama pop-punk mondiale a suon di ritornelli anthemici e melodie catchy. Sono forse un po’ snobbati dai “puristi” del pop-punk ma a mio avviso non hanno niente da invidiare a band come The Story So Far, The Wonder Years e compagnia bella.
L’ultimo disco omonimo mi è piaciuto parecchio e anche più del precedente.
Quindi hype alto e fanculo i criticoni!
Sinceramente pensavo di vederli molto più in alto in scaletta…
(5/6)
NEW FOUND GLORY
Eh ragazzi, qui scatta la lacrimuccia. Erano anni che aspettavo questo momento!
Dopo 11 anni di assenza dallo stivale, finalmente la band della Florida torna in Italia e per me sarà la prima volta!
I NFG hanno sempre avuto un posticino nel mio cuore, da quando vidi per la prima volta il video di My Friends Over You su MTV.
Band nata dalla scena hardcore, è stata una delle prime ad unire il pop-punk del nuovo millennio con sonorità hardcore, anche se non sono mai sfociati in quello che oggi possiamo definire easycore.
Dopo il successo degli anni d’oro, i quattro hanno continuato a sfornare dischi che forse non hanno toccato le vette di Sticks and Stones o Catalyst ma hanno sempre mantenuto una qualità tutto sommato medio-alto. È imminente l’uscita del nuovo album sotto l’etichetta Pure Noise Records (per ora possiamo ascoltarci il singolo 100%) anche se non vedo l’ora di sentire le canzoni che hanno segnato la mia adolescenza!
(6/6)
E allora ci vediamo tutti al Carroponte!
Se ci becchiamo, ci facciamo una bella fetta di pizza insieme!
Frankie
Qui i biglietti: ticketmaster
Qui gli ORARI in un pratico schemino (prego):

Un pensiero riguardo “Slam Dunk Italy: guida irritata a base di pizza!”
Bello l’articolo con le fette di pizza. Se ci becchiamo te ne offro un trancio!
Mi spiace ma non sono assolutamente d’accordo sugli Used, band fenomenale!!!
Anche i vecchi Ataris me li voglio vedere, ma lì possono essere un terno al lotto.
LAcrimuccia anche per me al solo pensare di rivedere i New Found, preso il bigliett praticmente solo per loro!
Spero che dopo il concerto farai un secondo articolo di conferma o smentita del livello di attesa.