Intervista ai Blackholes
Country roads take me home. Ormai lo sapete: Bergamo è casa e non potevo esimermi dall’ intervistare The Blackholes che, a parte il loro sound fighissimo, mi hanno corrotta con la promessa di svelare la ricetta dei casonsei. Vi lascio la conversazione con i quattro cadetti spaziali.
- Aggiustatevi la tuta e il casco poi parlatemi di voi. Vita e forse miracoli.
Casco indossato, space suit pronte, mission control “GO!”. Space crew name The Blackholes da Bergamo Punkrock City, come dice il buon Andrea di I Buy Records. Siamo ormai marines dopo 5 anni di addestramento pesante con vari cambi di formazione. L’anno scorso è uscito il nostro primo album, un Ep, “Dark Matters” per Gotama Studio. L’equipaggio adesso è formato da: Stagger basso, cori e vini pregiati – Matt batteria & 1234 – Markez voce, chitarra & citazioni sci-fi – Jay chitarra (quella bella) & cori. Ricorda che ti abbiamo corrotto con la promessa dei VERI casoncelli, non quelli che spacciano per tali i nostri amici Riccobellis da Brescia. Lo spazio non perdona.

- Come nasce il vostro progetto?
Nasce da Markez (Poison Heart ‘Zine) e Chris (bassista dei Plakkaggio & 666 con il mito di “Walk among us” di cui possiede tutte le edizioni) e l’idea di fare una sorta di punkrock Misfits/Ramones a tema science fiction. Poi tutto si è evoluto a livello di suoni, sempre tre accordi alla Ramones ma molto veloci, cori stile California anni ’80 e testi e seconde chitarre come i Lillingtons più cupi. La tematica è quella: oscure metafore spaziali per descrivere situazioni più reali o semplicemente idee di futuri distopici come se Asimov e Bradbury scrivessero le puntate di Black Mirror.
- Chi di voi scrive i testi?
I testi li scrive il Markez prendendo spunti da qualsiasi cosa sembri interessante. Dagli autori di fantascienza citati sopra, a film sci-fi di qualità come Blade Runner, Alien, Spaceship Troopers (più serio di quel può sembrare al primo colpo) a quelli anni ‘80 come The Last Starfigher (Giochi Stellari) e Wargames. O anche citazioni (Jurij Gagarin per “No God Up Here”) o fatti reali (il rover Opportunity che muore su Marte in “Last Opportunity”).
- Mi dite un po’ di Dark Matters, il vostro Ep del 2024? A me è piaciuto davvero tantissimo.
Grazie mille! “Dark Matters” l’abbiamo registrato a fine ‘23 (da Pier dei Buscemi’s Eyes al Gotama Studio) con la vecchia formazione a tre e con l’urgenza di fare qualcosa per noi, per poter sentire i pezzi ben prodotti e in versione studio, pur scegliendo una produzione mista che ha lasciato inalterata l’energia e la forza del suono live. Sono 5 pezzi e ognuno è accompagnato da un’illustrazione di Hyde Ink che insieme al testo completa la percezione della canzone, in modo da avere un’esperienza più piacevole per chi prende uno dei 100 Ep (numerati a mano). Anche questo è il bello di avere un supporto fisico e non solo un mp3 tra miliardi di altri, come stelle nella galassia di Andromeda.

- Che radici musicali avete?
Tutto quello che ci piace del punkrock senza distinzione tra i vari sottogeneri. Dai monumenti (Ramones, Bad Religion, Misfits, Adolescents) a quelli più vicini a noi come tematiche come i Lillingtons. Ma anche un sacco di band che conosciamo di persona dai Ratbones e Proton Packs ai Creeps per dire. Sicuro non ci piace seguire per forza le regole di un sotto-sottogenere, speriamo si senta.
- No God Up Here credo sia la mia traccia preferita, la vostra?
Stagger: Anche la mia!
Matt: “Asteroid Impact Prediction”: mi piacciono le catastrofi naturali.
Markez: “Team Kill & Format” e le nuove “New Jersey Drones” e “The Unknown”. Come testi “The Girl Who Collected Stars” e “Spacehead”.
Jay: “Dead Moon” perché mi piace suonare gli arrangiamenti che ci sono sopra. In più è un pezzo adrenalinico, dà la carica!

- Se poteste avere un superpotere quale sarebbe? A parte essere The Lillingtons che tanto sono inarrivabili, ma è sempre a Black Hole “In my mind”. Vi ho sgamati, neh. Ma lo sapevate già.
Markez: Pilotare il Trimaxion di Navigator e il teletrasporto.
Matt: Telepatia, vorrei proprio riuscire a capire a cosa pensa Elon Musk prima di andare in bagno.
Jay: tornare indietro nel tempo e vivere a Londra dal ‘76 al ‘79, e girare un po’ tra Camden Town, Denmark Street e Landbroke Grove. Vedere concerti al 100 Club, Roxy Club e il mitico Rock against racism dei Clash a Victoria Park.
Stagger: Devo rispondere davvero a questa? Beh, la manipolazione del pensiero altrui come la Seconda Fondazione di Asimov.
Ah, dimenticavo: fate una colletta per donare un chiodo a Stagger? Altrimenti il Milano qua non si integra, la spilletta di Irritate gliela regalo io.
Stiamo già facendo un crowdfunding per regalargli del Moscato di Scanzo, dato che passiamo la collina dove si produce ogni volta che si va alle prove, per il resto ha già il giubbino più figo tra noi Blackholes, con toppe livello “corna al cielo”.
Stagger: Per la colletta va bene anche un bonifico, poi vi mando l’Iban… Comunque, da presidente (sì, me la sto tirando) della Turbojugend Bergamo mi sentirei in colpa nel tradire il denim…
- Al solito: libro, film e disco preferito.
Stagger: queste sono le domande che mi mettono in crisi, di quelle per cui devo ritrattare le risposte ogni 5 secondi… Libro: The Wooden Sea di J. Carroll, Film: Blade Runner di R. Scott (addirittura meglio del racconto da cui è tratto, con buona pace di P. K. Dick) e Disco è impossibile… Ne ho almeno 3 per ogni genere… Però, rimanendo nel punkrock facciamo il L. A. M. F. che ha pochi rivali.
Markez: colleziono tutto di Stephen King (scelgo IT, il miglior “page turner” e romanzo di formazione di sempre e la saga della Torre Nera) e il Ciclo delle Fondazioni di Asimov; film i Goonies e Navigator, disco The Empire Strikes First dei Bad Religion e il self-titled dei Ramones.

Matt: 2001 Odissea Nello Spazio, che domande! Libro preferito Metro 2033 e disco Pump up the Valuum.
Jay: Libro Alta Fedeltà di Nick Hornby, ottima stesura che il giovane me ha usato come bibbia nell’approcciarsi con gli individui. Film: Il Padrino parte I (qui sia il libro che il film, anche se il libro ha anche tratti della parte II). Strepitosi dialoghi e iconiche scene. Da godersi in lingua originale. Disco: Difficile sceglierne uno solo. Farò un Ying-Yang: Raw Power degli Stooges e White Album dei Beatles.
- Live prossimi?
Live prossimo una data con band strepitose il 24 maggio: Impossibili e Ratbones e poi il Clamore Festival a Bergamo.
- Progetti futuri?
Stiamo per registrare 3 pezzi per uno split con una band U.S.A. (loro sono su un’etichetta che adoriamo) e non vediamo l’ora, vi manderemo i dettagli quando avremo tutti registrato! Una band con tematiche vicine alle nostre: spazio, morte e raggi gamma.
Grazie Nirmali per l’intervista, ci vediamo a Houston per un piatto di casoncelli e una conferenza sulle supernovae.
Grazie a voi e sì, appena possibile, facciamo incazzare un po’ i bresciani: nello spazio nessuno può sentirli urlare.
Ecco i link, ma davvero andate ai loro live!
Vixen
Un pensiero riguardo “Intervista ai Blackholes”
Bella ! Continuate solo a intervistare i vostri amichetti e a far pubblicità alle due solite band. Andate ai concerti a casa di amici e parenti, zero ascoltare altri gruppi fuori dalla vostra cerchia!!!!
Se volevate farmi incazzare ci siete riusciti…MAFIA!!!