I Divi di Beverly – Numero Uno

I Divi di Beverly – Numero Uno

Non finirà/non finirà mai/l’estate 1996…con questo anthem inizia il ritorno in pista dopo 25 lunghissimi anni dei Divi di Beverly, mitologica punk rock band di Ravenna.

La combo Romagnola, si era costruita un’immagine semidivina col fantastico full lenght “una lunga estate” del 2001 letteralmente cavalcando l’onda lunga del punk rock italiano che al tempo la faceva da padrone.

Ecco: si riprende esattamente da lì. Punk rock in italiano di chiarissima matrice primi anni 2000 ma con una manciata di pezzi che si discostano un po’dal seminato virando su un alternative rock un po’ più curato.

Si parte con 1.9.9.6, pezzo che tende un filo rosso col lavoro di 25 anni fa, riprendendo nel testo e nel titolo l’opening act di una lunga estate:

Ti ricordi l’estate del 1996
Eravamo più belli più snelli e con qualche capello in più
Tutto era più semplice
Essere scemo e più scemo come nel film
Rimanere in giro a fare casino la notte fino alle 6
Quell’estate non tornerà
Ma per noi Divi no non finirà
E non si vive per restare vivo

Il lavoro prosegue tutto a cavallo tra il malinconico, il revival e il tentativo di coniugare attitudine punk rock e lavoro in studio, con suoni curati e inserti di tastierine ed effetti sonori da videogame (rigorosamente anni ’80).

Il mood è decisamente figo e i pezzi che apprezzo di più sono videogame, che mi ricorda vagamente la mega hit dello Stato Sociale una vita in vacanza (in versione decisamente punk rock) forse per l’uso della tastierina, forse per la melodia.

Pezzo più marcatamente punk, e per me il migliore del disco, Eli vomita con quella partenza an300 all’ora e quel ritornello appiccicoso decisamente anni ’90, la scabrosa Ali Seeen e Rugby, con quell’assolo rubato a first day of summer delle Donnole.

Decisamente un bel ritorno… ora non fate i Divi: non fateci aspettare altri 25 anni!

27tommy

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