Screeching Weasel+ Retarded + The Odorants @live Trezzo d’Adda (MI)
I Jeans completamente strappati sono ancora lì, a penzoloni sulla sedia: il buchino all’altezza del cavallo è diventato una voragine. Le Vans, compagne di mille avventure, sono già nel cestino dell’immondizia. Alzo le braccia, tasto i polpacci e, con movimenti attenti, testo la mobilità articolare. Buona, pensavo peggio! La voce è invece esattamente quella di ieri a fine serata: fievole e roca, impresentabile…
E’ ora di andare al lavoro: scartabello tra i CD in macchina (sì, ho ancora il lettore CD…): My brain hurts. Inserisco. Canto. Sono felice.
Ieri sera è andata in onda un nuova, inconsueta e fantastica edizione dello Screeching Weasel Day. Per me era la terza volta; diversa da tutte le altre; ognuna con lo stesso intenso sapore che aveano i campionati del mondo di calcio quando eri piccolo (purtroppo non più): attesa, emozione, desiderio, amicizia, abbracci…quattro anni da giocarsi in poche singole partite.
E allora se la prima volta, in un lontano Paesino del freddissimo Belgio era stato il trionfo della follia e dell’incoscienza, la seconda, in mezzo alle nubi della sabbia riminese, era diventata un’avventuroso ritrovo, ecco che questa terza volta, la più scontata, la meno complicata, la più comoda, è semplicemente il trionfo dell’amicizia.
Al Groezrock nel 2014 il pubblico era per sua natura molto variegato, internazionale: al Bayfest 2016 la sera precedente avevano suonato i NOFX, il pubblico era sostanzialmente lì per loro, era Agosto e molti della fanbase avevano marcato visita, complici improrogabili impegni famigliari (vero Cippo?).
Stavolta, a Trezzo sull’Adda non poteva mancare nessuno e veramente qui non mancava nessuno (scusa Cippo): ovunque ti giravi c’era una faccia conosciuta, amici, vecchi amici, conoscenti, vecchissimi amici: Veneti, Liguri, Lombardi, Siciliani, Toscani…gente che vedi ad ogni singolo concerto e gente che non vedevi da anni. Gente che suona in un gruppo, gente che suonava in un gruppo, gente che veniva sempre al concerto di quel gruppo. Chi mi ha copiato la prima cassettina degli SW aprendomi un mondo (Momoramone), chi l’aveva a sua volta passata a quello (il Patata)…tutti, tutti c’erano proprio tutti. Una riunione di amici, vecchi amici, davvero, per usare un termine ormai caro, un Raduno, forse ieri era il vero Raduno.
Sguazza scherzando (ma non troppo) mi diceva “è l’ospizio del punk rock“: vero, l’età media era alta, molto alta. Ma averne di ospizi così, con musica così e con facce così; contente per il solo fatto di essere lì.
Proviamo a dare un ordine alle cose.
Mattinata assurda con innumerevoli sbattimenti famigliari che comprendono spinose visite al pronto soccorso, soporifere gare di ginnastica artistica, rapidissimi pranzi, corse folli avanti e indietro e un principio di denuncia per abbandono di tetto coniugale. Il tutto per essere sui blocchi di partenza con Skalos e Sguazza alle 18.00.
In effetti l’orario di inizio della prima band (19.45) si rivela abbastanza ostico per la consuetudine italica. Decidiamo dunque di arrivare per tempo e di cenare alla pizzeria d’asporto più vicina. Ottima scelta. Birrette in offerta a due euro, pizza di buona qualità e pizzaiola pseudo punk rocker presa bene dalla maglietta dei Derozer del nostro amico.
Entriamo nel locale proprio mentre i finlandesi The Odorants partono col primo pezzo. Come previsto sembra di essere al matrimonio della cugina simpatica, quando ti ritrovi in mezzo a parenti che non vedi da un po’ e saluti e abbracci tutti. Ovviamente il luogo d’incontro principe è il cesso, ogni volta che entri è un fiorire di “Heyyy ciao” con imbarazzanti tentativi si strette di mano al limite delle basilari norme igieniche.
Nell’ambaradan dei saluti si ascolta il buon set di apertura dello storico gruppo finnico coadiuvato dalla new/old entry Andrea Manges. I quattro fanno un classico pop punk anni ’90 con belle melodie, un buon preludio per quello che sarebbe successo in seguito ma nulla di particolarmente trascinante.
Tocca poi ai Retarded e qui l’asticella si alza non di poco. Gli storici punk rockers Vogheresi tirano fuori un set veramente cazzuto mischiando brani dal nuovo album con classiconi senzatempo.
L’età media dell’ospizio punkrock porta i più a scatenarsi sulle vecchie hit Judy wants to be my girl, Bikini beach party e Saturday night I wanna go to the show (oh-oh-oh), tanto che iniziano i primi accenni di pogo sotto il palco.
Mera, Paco, Paolo e il Messicano sono visibilmente contenti di suonare davanti ad un pubblico infarcito di amici e alla loro bad-culto (Ben Weasel ne indosserà poi la classica T-shirt “better retarded than…“, come a coronare un traguardo meritatamente raggiunto).
E’ una sensazione strana vedere i Retarded su un palco così alto e non come al solito di fronte a te, ma i ragazzi se la giocano benissimo scherzando, salutando e prendendo in giro tutti quelli che riconosconodalla loro elevata posizione. Aggiungiamo che i pezzi (anche quelli nuovi) sono fighi e abbiamo un’apertura decisamente a livello con la serata.
Cambio palco parecchio macchinoso e tocca a loro: finalmente le donnole in Italia, finalmente vicino a casa. Dovevamo esserci. Ci siamo (scusa Cippo).
E che cazzo dobbiamo dire. Una sola parola: scaletta.
Ma che cazzo di scaletta hanno tirato fuori??
Bombe dopo bombe: my brain hurts, Veronica hates me, Totally, Joanie loves Johnny (il mio pezzo preferito), Dingbat, Supermarket, Hey suburbia. MA di che cazzo stiamo parlando??? Andate a recuperarvi la scaletta. Quello che ognuno si aspettava: non manca nulla. E’ storia!
Il pogo dell’ospizio punk rock è identico a quello del ’96.
E’ ora di tornare alle origini; è ora di dare tutto. Botte, gomitate, cadute stage diving continui che, come dice il lanciatore seriale di folla sopra il pubblico Spillo, si fanno sempre più difficili perchè “20 anni fa pesavamo tutti 20 kili in meno“.
E la band? Boh? Difficilissima da raccontare: sembrano usciti da universi paralleli. Ben Weasel è un folle. Si aggira per il palco, a lato palco, dietro il palco; continua a bere bottigliette d’acqua, canta una strofa, parla con una tipa, canta un’altra strofa, riparla, scende, sale. E’ un ADHD conclamato!
Batterista e seconda chitarra sono abbastanza anonimi, il bassista fa tutte le seconde (e spesso anche le prime) voci. La parte del leone la fa il chitarrista capellone dei Queers (ex o ancora…boh?) che è quasi fastidioso per come sia un drago alle chitarra e non so se abbia più carisma o capelli. Fenomenale.
Sostanzialmente il gruppo più eterogeneo e mal assortito sulla faccia della terra.
Ma cazzo, che pezzi. Che pezzi: Guestlist, Cindy’s on methadone, qualche pezzo di Baby fat e del disco nuovo poco cagati e si torna subito a homosexual, UFOs, science of myth...ma cosa stiamo vedendo?
Unico gigantesco neo è l’acustica. Pessima, bassa, oserei dire italica. La voce è penalizzatissima tanto che a volte ci si rende conto di quale canzone stiano eseguendo solo con alcuni secondi di ritardo: quasi scandaloso.
Ma poi parte cool kids e ci ritroviamo ancora una volta a cantare che non facciamo parte di quel club. Si, non ne siamo parte. Siamo in altro club. Il club dell’ospizio punk rock. Quello che stamattina farà fatica a svegliarsi, quello che avrà i pantaloni e le scarpe oltremodo bucate, quello che metterà su my brain hurts, e guiderà col sorrisetto sulle labbra fino al lavoro, in attesa, tra qualche anno, di ritrovarsi con tanti, tanti amici a cantare a squarciagola per quelle cazzo di donnole stridenti!
27tommy
Un pensiero riguardo “Screeching Weasel+ Retarded + The Odorants @live Trezzo d’Adda (MI)”
Suoni pessimi. Concerto superfigo. Scaletta da paura. Speriamo di non dover aspettare altri 15 anni!