THE SELECTER + STATUTO (Magazzini Generali, Milano – 29.11.2025)

THE SELECTER + STATUTO (Magazzini Generali, Milano – 29.11.2025)

L’unica data italiana nel tour celebrativo dei 45 anni (sì, QUARANTACINQUE) dei Selecter, si tiene a Milano, ai Magazzini Generali.

E’ senza dubbio uno degli eventi invernali da segnare in agenda e tenere monitorati per non rischiare di perdere … già … peccato che spesso, le buone intenzioni e gli ottimi principi si vadano a scontrare con la realtà di tutti i giorni, ovvero l’avere un paio di settimane letteralmente debordanti tra lavoro, pianificazione di concerti propri, trasmissioni in radio, varie ed eventuali … e così, a una settimana dall’evento, ecco il famigerato comunicato che sentenzia il Sold Out ai Magazza.

Faccio un tentativo per riuscire a ottenere un ingresso e poter così rivedere e magari reincontrare dopo 21 anni una delle tre band fondamentali del 2-Tone (assieme a Madness e The Specials), scopro di avere un santino nel paradiso del rock’n’roll e dunque … su il Cappello, si va!
I milanesi ammazzano il sabato, diceva qualcuno, aggiungo che i parcheggi sono proprio stecchiti, sepolti e quasi impossibili da riesumare, tant’è che mi ritrovo posteggiato “senza rischi” a un quarto d’ora buono a piedi dalla location, ritenendomi comunque soddisfatto.
Questo contrattempo mi fa perdere il primo pezzo degli opener, i leggendari Statuto, che come da programma alle 20:00 precise sono saliti sul palco e hanno dato inizio alle danze: faranno un set di 40 minuti netti, con una serie di grandi classici come “Rabbia E Stile” (attaccata proprio mentre mettevo piede nel parterre), “Un Giorno Di Festa”, “In Fabbrica”, “Ragazzo Ultrà”, “Qui Non C’è Il Mare” con la solita citazione “dedicata” alla famiglia Agnelli e … “Piera” ?!? no, non si capisce, nel senso che viene annunciata, una parte della fanbase della band (peraltro decisamente numerosa) inizia a cantarne il ritornello, ma improvvisamente Oskar blocca tutto, va coi saluti e parte la conclusiva “Abbiamo Vinto Il Festival Di Sanremo”, forse si rischiava di sforare e si è dovuto sacrificarne una tra le due.

Comunque sia, non li vedevo dal vivo da quando c’era ancora in formazione il leggendario e compianto Rudy Ruzza al basso e Naska alla batteria, due pesi massimi, ma devo ammettere che seppur con le inevitabili differenze, il sound della band è sempre un marchio di fabbrica e dal vivo si gode sempre molto, in sostanza credo sia impossibile rimanere impassibili, ecco.

Approfitto del viavai palco-bar per spostarmi dal lato sx zona divanetti e convergere rapidamente con una giocata alla Robben verso il centro, puntando la transenna, arrivo lì davanti, esattamente in linea con la batteria del mitico “Aitch“, assieme a Pauline Black unico membro originale della band dal ’79 (al netto del fatto che mollò l’attività live nel 1982 e la riprese pochi anni fa).
Sono passati 21 anni dalla prima volta che li vidi, oltre a sentirmi inequivocabilmente un vecchiodemmè, ricordo chiaramente che quella volta al Live Club di Trezzo (quello vecchio, dove si salivano le scale e le vibrazioni dei concerti facevano tremare tutto) c’erano pochissime persone, ma intendo probabilmente neppure un centinaio, io ero arrivato trafelato direttamente dal lavoro per riuscire a vedermeli e mi colpì davvero l’apatia di quel pubblico.

Stasera la situazione è all’opposto: ai Magazza non entra più neppure un chiodo e appena si presentano sul palco il boato è pazzesco: Pauline Black, splendida e stilosissima settantaduenne, con giacchetta scura di paillettes e immancabile cappello, prende istantaneamente in mano tutti i presenti, catalizzando ogni sguardo, dalla prima fila al guardaroba, palchetti laterali inclusi.
Attaccano con “The Avengers”, poi “Three Minute Hero” e “Time Hard”, che per inciso sono due delle mie canzoni preferite non solo dei Selecter, ma di tutto il 2-Tone sound, dunque immagina a quanti metri da terra si camminava; purtroppo, come nei migliori sogni, come quando ti si sta per presentare davanti Scarlett Johansson che ha bisogno di un massaggio alla schiena, esplode la nuvoletta e finisce (per fortuna solo parzialmente) l’idillio.

Un “rude boy” all’amatriciana, probabilmente di Lentate Sul Seveso o di Buccinasco, aveva iniziato a grugnire malamente alle spalle delle prime file non appena Pauline aveva specificato che pur essendo inglesi e dunque fuori dall’Europa, loro consideravano le persone tutte uguali e non credevano a una comunità migliore di altre … dunque il tipo in questione, ovviamente rasato, ovviamente con la polo, ovviamente con le bretelle, ovviamente con le Dr.Martens, aveva iniziato a urlare “fuck european union! destroy! bombing!” ma non una, non due, non dieci, forse trenta volte.
Al che mi giro e, appena finita una canzone, per inciso la meravigliosa “Celebrate The Bullet” che Pauline ha introdotto come la sua preferita in assoluto, gli replico “oh, ma sai che credo lo abbiano sentito anche a Corvetto ? davvero, grazie”

In quella arriva un addetto alla Security e lo “seda”, non del tutto, ma in condizioni più che accettabili per il resto del meraviglioso rito pagano a cui ci sta sottoponendo Pauline: il momento dedicato alle donne, alle madri e ai bambini di Gaza non è il solito slogan detto perché va detto, è qualcosa di straziante … “dobbiamo essere svegli, siamo tutti troppo, troppo tranquilli … vi ricordate cosa successe nel passato quando eravamo rimasti così tranquilli ? … dopo, quando finirono, erano venuti a prendere noi.”

Pronunciato da Pauline Black, nata nel Regno Unito da madre ebrea e padre nigeriano, con una laurea in scienze naturali e un percorso di studi all’istituto sanitario nazionale britannico, posso dire che colpisce dritto al cuore, con parole e toni usati come si dovrebbe, senza fare propaganda o altro.
Quasi a rendere più “umana” e meno spirituale la performance, a metà concerto succede un piccolo imprevisto: premettendo che tutta la band sta usando una backline prestata e condivisa, a causa di bagagli mai partiti e/o mai arrivati a Milano, capita che sia necessario partire con una base, ma l’attrezzo dedicato non essendo quello della band crea disguidi tra batteria e tastiera, sul tempo … ci proveranno a sistemare le cose al momento, ma nel frattempo Pauline abbozza una versione a cappella di “Carry Go Bring Come” e … cosa devo dire ? Momento pazzesco ? Un locale stipato di persone che rimane lì a cantare e godere il brano ? Un fuoriprogramma talmente gestito bene da essere come e meglio di un “noremale” pezzo suonato.

Dico modestamente la mia, eh, ci mancherebbe, dato che sui social ho scoperto che a vedere il mio stesso concerto tra il pubblico c’erano almeno 10 tecnici del suono …
arrivano poi “Murder”che fa venir giù i muri, una versione meravigliosa di “Missing Words”, quindi “Train To Skaville” e 5 minuti di stacco per Pauline mentre la band gigioneggia con “James Bond”.
C’è anche un momento in cui i Selecter rendono apertamente omaggio agli Statuto: Pauline dice che è stata in giro per il mondo tanti anni, dunque reputa la band torinese non solo una delle migliori ska band a livello italiano, ma globalmente, con musica e testi non banali e, ultima cosa ma non meno importante, anche sul palco con vestiti impeccabili in vero stile italiano.

L’ultima parte della scaletta è la ciliegina sulla torta: l’attesissima “On My Radio”, malignamente forse per alcuni presenti l’unica conosciuta a giudicare dalla spinta ricevuta dalle retrovie, “Too Much Pressure” che si fonde con “Pressure Drop” e ci fa godere ancora fortissimo, prima di concludere con il ricordo degli altri due “pesi massimi” del giro, Specials e Madness, rendere omaggio al leggendario Prince Buster e regalarci la versione di “Madness” à la Selecter.
Un’ora e mezza di concerto, ma cosa altro puoi dire se non ribadire che sia stato un grandissimo live?
Forse (e purtroppo) tra altri 21 anni questi eroi non ci saranno più, ma tra le altre cose potremo sicuramente dire “quella sera del 2025 ai Magazzini c’ero”.
Fidatevi, tutto il resto sono chiacchere, siamo sempre più circondati da gente annoiata che deve per forza sentirsi importante e/o considerata sui social alzando il tiro o i toni … io preferisco 2-Tone

Koppo

  • Setlist Statuto:

Circus
Rabbia E Stile
Ghetto
Bella Storia
Un Giorno Di Festa
Come Un Pugno Chiuso
Bella Come Il Sole
In Fabbrica
Ragazzo Ultrà
Qui Non C’è Il Mare
Abbiamo Vinto Il Festival Di Sanremo

  • Setlist The Selecter:

The Avengers
Three Minute Hero
Time Hard (Everyday)
Out On The Streets Again
They Make Me Mad
Frontline
Bristol & Miami
Celebrate The Bullet
Danger
Human Algebra
War
Murder
Black & Blue
Missing Words
Train To Skaville
James Bond
Carry Go Bring Come
On My Radio
Too Much Pressure / Pressure Drop
Madness

2 pensieri riguardo “THE SELECTER + STATUTO (Magazzini Generali, Milano – 29.11.2025)”

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