Aurevoir Sofia – Wither

Aurevoir Sofia – Wither

Giro di basso accattivante, batteria incalzante e booom! Inizia con un’esplosione Wither, il nuovo album degli Aurevoir Sofia, quintetto milanese (proudly from Cinisello Balsamo) giunto al traguardo del primo album.
Come tutte le band in questo periodo, anche i nostri hanno dovuto scontrarsi con i blocchi causati dalla pandemia e la registrazione (al Toxic Basement Studio di Carate Brianza) è stata rimandata di parecchio, ma finalmente ce l’hanno fatta. L’uscita tra l’altro è pubblicata sotto l’egida di Professional Punkers, etichetta di riferimento della scena milanese e non solo.

A proposito di questo, non si può non citare il coinvolgimento e l’impegno che la band ha impiegato per confezionare un prodotto eccellente sia dal punto di vista musicale (ne parliamo tra poco) sia dal punto di vista grafico: la copertina è un’opera d’arte di Michele Strammiello, bassista della band, per non parlare del lato marketing, per esempio il giochino per creare attesa nell’uscita del disco.

I ragazzi non sono nuovi alle pagine di Irritate People: un anno fa avevamo già recensito le prime tracce che avevano rilasciato senza inserirle in qualche tipo di pubblicazione, se non quella digitale. Già in quella sede avevamo esternato il nostro entusiasmo per la freschezza e la carica della band; sentimento confermato e amplificato ascoltando questo Wither! Un po’ perché il nuovo lavoro include quelle tracce che non avevano trovato una collocazione, un po’ perché gli altri pezzi svelano ancor di più l’eterogeneità e la complessità del sound degli Aurevoir Sofia.
Se nella precedente recensione li avevamo collocati nell’area hardcore, oggi questa definizione pare alquanto stretta e riduttiva per descrivere la loro proposta musicale.
Sicuramente elementi hc si ritrovano in alcuni brani come Cadillac (con featuring di Carlame dei Discomostro), Promise, Strangers, ma le influenze sono parecchie. Secrets è fortemente influenzato da elementi screamo a-la-Being as an Ocean; l’incedere ammiccante del mid-tempo di Animals ricorda il rock di Marilyn Manson, Idol potrebbe essere un brano dei Linea 77. Insomma la carne al fuoco è tanta e questa commistione di generi e sottogeneri si amalgama alla perfezione, anche grazie alla solida produzione e a soluzioni interessanti nella scrittura dei brani che evitano del tutto la ripetitività all’interno di uno stesso brano.
Infine i testi, tutti intimi e personali del cantante Luca, rappresentano la ciliegina sulla torta di questo lavoro. Vi consiglio di farvi un giro sulle loro pagine social per avere un hint del significato di ogni brano.

I miei pezzi preferiti sono quelli un po’ più tirati come Cadillac e Newcomer (l’urlo al minuto 2:25 è ciò che mi ha conquistato di questa band) ma anche Animals è tra le mie top.

Che dire! Album assolutamente da avere: potete compralo qui in formato cd, ma sbrigatevi perché ci sono solo 99 copie e stanno andando a ruba!

Frankie

Tracklist:
1. Cadillac
2. Secrets
3. Promise
4. Idol
5. Strangers
6. Newcomer
7. Animal
8. Lipstick
9. Curtains

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