The Queers – Save the World – All Star Records
Aspettavamo da 10 anni un disco dei Queers, anzi, aspettavamo da ben più di 10 anni visto che onestamente l’ultimo lavoro in studio della band del King Joe, Back to the Basement, di bello purtroppo aveva solo titolo e copertina.
Appena ci giunge la notizia l’idea che mi viene è fare una mega recensione a 12 mila mani: sento moltissimi amici e gli chiedo di mandarmi le loro impressioni. Errore fatale! Mi incasino più di prima. In particolare mi manda in tilt il primo messaggio che mi arriva dall’amico (e mega fan del terzetto) Chorizo. Testuali parole: “decisamente senza infamia e senza lode” e ancora “se ascoltando il disco ti sei chiesto più volte cosa sia quel rumore di fondo probabilmente sei riuscito a sentire il vecchio Joe che rascia il fondo del barile”. Cazzo!
E INVECE NO caro mio amico Spagnolo, col cazzo che è così. Save the World è un bel disco! Non è un capolavoro ma un cazzo di disco da sentire (e risentire)!
Te ne accorgi quando lo metti e ti sembra di tornare indietro di 20 anni, quando canti a squarciagola Cheeto in a Speedo eating a burrito yeah, quando ti lasci trasportare dalle tastierine di We love our fans, quando ti chiedi come cazzo faccia Joe all’età di 60erotti anni (!!!) a cantare come un cazzo di adolescente lasciato dalla prima fidanzatina, te ne accorgi appena senti la prima nota della prima canzone e non puoi non dire “questi sono i Queers” perchè quel suono, quei ritornelli, quei cori che tutti vogliono imitare, cazzo li sa fare solo il nostro buon vecchio e caro Joe.
E a confermarmelo arrivano una marea di altri messaggi dove chi si sbilancia dice “capolavoro” oppure “Save the world è una bomba”! Quello che però apprezzo e condivido di più è il commento di Zibu “è un album che mi ha fatto sentire a casa, nel senso che le canzoni sono tutte in linea con il loro stile classicone, tante somigliano a loro vecchie canzoni e per questo mi sono piaciute! Mi ha lasciato nella mia comfort zone, e in questo periodo in cui le certezze vengono tutte a mancare è tanta roba!!!
Save the World è proprio questo: un disco che ti fa sentire a casa, un disco che non salverà certo il mondo (ma solo perchè i Queers l’hanno già salvato) ma che in questo momento serve come il cazzo di abbraccio di un vecchio amico che non puoi vedere da un pò! Cazzo Chorizo, sentilo ancora!
E le canzoni? Beh il buon caro Joe sa cosa vogliamo e qui fa un bel pò il paraculo: ci racconta la storia che sa che funzionerà. Domanda di matematica semplice semplice: “cosa sono i Queers” “Ovvio Ramones+Beach Boys!” e qui il nostro King ci alterna pezzi tirati (5 bitch, fanculo, white power) a pezzi mega pop strappamutande (my heart’s, if i had a girl, let the rain) a pezzi di purissimo punk rock stile Queers dunque con assolini, tastiere, cori come solo loro da oltre 40 anni sanno fare. E poi mettici la voce di un uomo che ha fatto un patto con il cazzo di diavolo per poter essere così dolce e così incazzata nel giro di una traccia!
Personalmente i pezzi che preferisco sono Shirley needs a Dildo che potrebbe benissimo stare su Love songs for the retarded per quell’assolo e quel ritornello che ti si ficca dritto in testa e che sfido a non cantare già dal primo ascolto; Cheeto, che è già musicale nel titolo, young dumb and into Iron Maiden, bubblegum girl, tesi di laurea su come si faccia un pezzo pop punk e la mega Ramonica leave that girl alone .
Nota speciale per Fanculo a tutti, ormai diventato il saluto che ci scambiamo in tutte le telefonate e l’incipit e la fine di ogni discorso!
Sicuramente il disco non è un capolavoro ed onestamente non sta ai livelli di Love songs o Don’t back down ma nemmeno di Pleasant Screams, ma ragazzi siamo nel 2020, sarebbe stato impossibile raggiungere l’alchimia e il suono del ’93, chi se lo aspettava commetteva un grosso errore, esattamente come chi si aspettava che alla sua età Joe tirasse fuori qualcosa di nuovo, è chiaro che molti dei pezzi sanno di già sentito, aggiungo che che molti sembrano un plagio, anzi un autoplagio; ma che cazzo sono i Queers, parliamo di Ramonescore, ma questi sanno farlo, anche oggi, anche nel 2020!
Fanculo a ciucci!
27tommy
Hey sorry, a recensione terminata mi arriva il pensiero di Momoramone, come non metterlo?
Quando ho letto le prime notizie sul nuovo disco dei Queers non avevo grandissime aspettative, ma ero comunque molto curioso. Cosa aspettarsi, dopotutto, dai Queers? Qualcosa di nuovo? Non direi. Qualcosa di buono? Decisamente, soprattutto dopo Back to the Basement che, ultimo album in studio della band, non brilla in nessuna classifica.
E così arriva Save the world, che forse è la quintessenza dei Queers, con pezzi che spaziano da ballate powerpop con voce femminile a pezzi più duri e martellanti, il tutto a una velocità sempre molto alta e con delle melodie e dei ritornelli che ti si appiccicano al cervello come colla. Nell’insieme è il classico mix dei Queers, anche se le canzoni più romantiche, prese da sole, per me sono difficili da mandare giù, ma sarebbe come mangiare la glassa di una torta senza tutto il resto.
La cosa che più mi stupisce, e che ritengo essere la vera magia dei Queers, è l’eterna giovinezza di Joe Queer: come cazzo fa a scrivere certi pezzi (Shirley Needs a Dildo, per dirne uno) e cantarli come se avesse ancora 16 anni? Lunga vita a Joe Queer, e grazie per essere sempre rimasto fedele a se stesso e alla sua musica! Ultima nota: ascoltando “Young, Dumb and into Iron Maiden”, ho pensato di ascoltare una cover di “Il mio androide…” degli Impossibili.
I Queers che copiano gli Impossibili, un cortocircuito che spiega ogni cosa.
Tracklist
SIDE A
-attack of the 5 ft bitch
-shirley needs a dildo
-shit for brains
-my heart’s in the right place
-cheeto in a speedo eating a burrito
-young dumb and into iron maiden
-fanculo a tutti
-if i had a girl like you
SIDE B
-hong fucking kong
-white power feud in atlanta
-bubblegum girl
-let the rain wash away my tears
-leave that girl alone
-nightmare to deal with
-we love our fans