Draw Power-intervista con Marco About-
Partiamo oggi con una nuova serie di interviste, questa volta ci rivolgiamo alla parte grafica del punk rock: artisti, grafici, art-worker, disegnatori….chiamateli come volete, certamente una delle componenti essenziali per la musica che ci piace, il “draw power” del punk rock!
-Che cosa c’è scritto sulla tua carta d’identità alla voce “professione”?
A sapere dove l’ho messa potrei dirtelo. Però posso dirti che sul contratto nazionale del lavoro, figuro come Incisore, che fa molto medioevo, ma in realtà è semplicemente il grafico per la serigrafia.
-Come nascono i tuoi progetti? sono sempre idee tue, dal colloquio con la band, è un’unione di intenti?
Principalmente mi piace sentire se la band ha qualche idea, o qualche storia personale che vorrebbe io realizzassi. A quel punto cerco di fargli capire che non sono Michelangelo e che alla fine sempre pupazzi nel mio stile usciranno fuori.

-Arturo Vega o Jamie Reid?
Raymond Pettibon
-Che disco hai comprato solo perchè ti piaceva la copertina?
Un’infinità. Quando ero Straight Edge, bastava qualche “X” in copertina per farmi acquistare un disco, e spesso mi riportavo a casa belle cagate!
-C’è un disco che non hai comprato perchè la copertina era brutta?
Sì molti. Mi piace comprare dischi a caso, pescando dal mucchio senza conoscere la band e la copertina è un fattore fondamentale per la scelta. Sogno un giorno in cui tutti capiscano che quello è un biglietto da visita importante per una band, aspetto che a volte viene sottovalutato.
-Da dove nasce la tua passione per il punk rock, quali sono le tue band preferite?
Ho iniziato ad ascoltare punk rock a 12 anni (ora ne ho 43) tramite i video di skate dell’epoca. Ero uno skater e mi gasavo con quella musica senza neanche conoscere troppo le band. Alle superiori ho iniziato a suonare cover dei Rancid, Green Day, cose così che hanno fatto un po’ tutti insomma! Poi è stato un alternarsi di band HC e Punk Rock fino a oggi che mi ascolto e suono anche roba diversa.
La mia band preferita è La Massoneria Ramonica.
-Tutti i gruppi all’inizio si rivolgono a “un cuggino (con due G) che fa il grafico”. Tu quanti cuggini hai? Raccontaci come sei passato dal fare favori agli amici a fare i big money?
Un tempo qualche big money l’ho fatto sul serio, poi verso i trent’anni, ho capito che fare l’illustratore di mestiere non mi piaceva, e che il mondo che girava attorno a questo tipo di Arte, mi faceva cagare. Ho trovato il lavoro fisso (quello medievale di cui sopra) e ho preferito riportare l’illustrazione a un livello più umano e rilassante per me.
Ora faccio pochi lavori, non accetto tutto perché non è la mia prima fonte di guadagno. In questo modo scremo molto le rotture di coglioni, concedendomi anche lavori per gli amici a costo zero.
Ho due cuggini che saluto.
-Riusciresti a definire in poche parole il tuo “stile”?
Gattini scemi.

-Qual’è il disco con la copertina più brutta che possiedi?
Uno dei Miriamplace, è sui toni del crema e marroncino e in un angolo c’è il disegno di una macchina (o un’Ape Piaggio, non si capisce) impennata, con gli occhi sui fari. Quando lo guardo vomito verde.
-Oltre ad essere un artista, suoni anche in un gruppo (i mitici Twister): punk rock e arte sono sempre stati molto legati. Tu trovi affinità nelle due cose, in che cosa una influenza l’altra?
Sicuramente quello che ascolti, ti forma anche un determinato tipo di personalità che poi riporti su carta… vedi i graffiti di chi ascolta Rap o i loghi Black Metal che non si capisce che cazzo c’è scritto.
Magari se avessi preferito il Country al punk rock, mi sarai imparato a disegnare i paesaggi.

-L’approccio punk rock al tuo lavoro rimane legato a quando lavori con band o fanzine oppure lo riporti a tutto il tuo mondo lavorativo? E in che modo (visto che presuppongo la risposta sia si)?
È un approccio legato a un determinato ambiente, perché a volte mi capita anche di fare lavori diversi, e in quel caso se gli disegno la volpina col chiodo, mi sputano in un occhio.
-Qual è stato il progetto che ti ha dato più soddisfazioni? E quale quello a cui sei più legato?
Mi è piaciuto molto disegnare e stampare poster per i Melvins anni fa, perché loro hanno un grande passato (e presente) contornato di poster serigrafici fatti da diversi illustratori da ogni parte del mondo, quindi sentirmi un piccolo pezzo di questa storica collezione, mi ha dato molta soddisfazione.
Anche disegnare e stampare per i Creeps è stato molto divertente: primo perché è una delle mie band preferite ed ero felice. Secondo perché erano veramente contenti del mio lavoro e a una certa età ti emozioni con poco, rischiando di pisciarti addosso.

-Qualcosa di nuovo “bolle in pentola”?
Ho appena finito la copertina dei Billycock: band super figa di Latina che farà uscire il nuovo vinile a brevissimo, inoltre sto disegnando una nuova T-shirt per la OCW, e sto seguendo tutta la veste grafica di un locale di Roma. Finiti questi lavori mi godrò i soldi che mi manderai col bonifico. Grazie Tommy, dopo ti invio il mio Iban.
Grazie a Marco About: se volete dare una sbirciata a qualche suo lavoro:
https://www.instagram.com/marcoabout_illustrator/
27Tommy
Grazie a El Chorizo per la consulenza tecnica Wicippedia
Un pensiero riguardo “Draw Power-intervista con Marco About-”
Marco è uno dei disegnatori più stilosi del punk rock, grandissimo!!!!