EPIFANIA PUNK 4 (Bad Frog/The Bad Plug/Piciomolle/ZonaD’Ombra and more!!)@ Circolo Libero Pensiero-Lecco-
Quanto è punk il locale imballato all’inverosimile, pavimenti appiccicosi e coda kilometrica al cesso?
Quanto è punk un gruppo di ragazzini che si scatenano sotto il palco, cantano, bevono, pogano?
Quanto è punk il bar che finisce la birra alla spina e subito dopo finisce la birra in bottiglia Konzel (presa alla LIDL?) e poi finisce la Ceres e subito dopo la Beck’s?
Quanto è punk tornare a casa con gli avambracci doloranti e un segno insanguinato sul naso?
Insomma, cazzo, se c’è o ci sarà mai una definizione di che cosa voglia dire il punk rock quello che è successo ieri al Circolo Libero Pensiero ci va sicuramente molto, ma molto vicino!
E chi cazzo se ne frega se la maggior parte dei gruppi che ho sentito e visto dei punk non avevano l’aspetto, il look e tantomeno la sonorità: quanto è punk avere un’attitudine punk?
Cerchiamo di mettere ordine alle molte (e ben confuse) immagini che mi girano nel cervello.
Partenza carichi dalla piazza finalmente con una macchinata bella piena come ai tempi dei concertini dei Derozer al Circolone, secoli fa.
Io, ovviamente il Sindaco di Oriano aka the intruder, RZR con scorta di Leffe rossa natalizia, metalRave, pronto a cogliere le sonorità più dure e il mitico Cilu desideroso di rovinare a suon di birrette i suoi durissimi allenamenti da infaticabile runner. Formazione d’attacco, anzi, d’assalto!
Intruder mette subito in chiaro le cose “ragazzi-dichiara con l’ingenuità di Heidi-non fatemi fare figure di merda!” . Mentre mi scorrono davanti le immagini di lui, ubriaco molesto, che pretende di salire su tutti i palchi di tutti i concerti (dai Bad Frog ai Good Riddance) degli ultimi due anni, penso proprio che il premio per la battuta dell’anno l’abbiamo già archiviato il 6 Gennaio!
Arriviamo al Libero e troviamo un posto già bello stipato: la situazione degenererà prestissimo e il locale sarà imballatissimo per tutta la serata, tanto che non si riuscirà a stare all’interno che non per pochi minuti ed il piazzale del parcheggio diventerà punto di ritrovo dove la maggior parte della gente stazionerà quasi tutta la sera.
I due palchi sono piazzati uno di fronte all’altro, in una sala che sarà lunga una decina di metri, con lo stranissimo effetto di poterti girare, stando sul posto, per sentire e vedere sia uno che l’altro stage. Qui l’organizzazione ha commesso un errore: non aprire la sala grande al secondo piano. Sicuramente non si prevedeva così tanta gente.
Detto questo non si può non dire che questo affollamento tipo inizio saldi in centro Milano non abbia giovato all’atmosfera della serata rendendo il tutto ancora più vissuto e punk rock!
A favore dell’organizzazione pesano tantissimo due cose: nonostante la folla kilometrica le bariste si districano con grande abilità e prendere da bere è molto veloce. Ma soprattutto i suoni saranno ottimi per tutta la serata e i cambi palco velocissimi. Molti dovrebbero imparare!
Band, chiacchere e birrette si susseguono senza soluzione di continuità e seguire l’alternarsi dei gruppi sui due palchi diventa sempre più complicato man mano che la serata prosegue e la calca diventa vera e propria bolgia.
Credo che nessuno possa dire di aver ascoltato con cura tutte la band: il parcheggio era, come già detto, il luogo principale di ritrovo, dunque posso dire di aver ascoltato piuttosto a spizzichi il set di Dadgad, one man band con chitarrista/cantante con voce effettatissima che suona su basi psichedeliche una chitarra mega distorta e degli gli Zona d’Ombra, hardcore alla vecchia dritto dritto.
Rimango invece colpitissimo dai Picio molle: dal nome, letteralmente cazzo molle, mi aspettavo una classica band di punk italiano demenziale: invece altro che cazzo molle, questi qui hanno il cazzo durissimo!
Un set che mischia hardcore a punk rock con un frontman incazzatissimo e un tiro incredibile. Davvero un live da paura! Scopro che i ragazzi sono tutti della zona, anzi mi dicono che probabilmente il gruppo è nato proprio al Libero Pensiero. Suonano però ogni morte di papa (beh…direi che è proprio il momento giusto!), non hanno dischi o CD da vendere (peccato), insomma, sono degli scazzati nella vita che sul palco diventano veri animali.
Essendo dei veri local hanno un foltissimo pubblico che fa partire un devastante pogo con singalong totale. Il livello alcolemico sotto e sopra il palco, il tiro e l’impatto del gruppo rendono il live una vera baraonda. Figata totale!
Saluto molti amici e nel frattempo mi accorgo con piacere che il pubblico non è il solito ma che è quanto di più eterogeneo ci possa essere, sia nel look che nell’età che viaggia liberamente dai 16 ai 40 ( o più): finalmente una bella situazione che riunisce generazioni diverse.
Tocca poi ai Bad Plug, altro gruppo stranissimo: chitarrista/cantante che fa sostanzialmente hardcore coadiuvato da un batterista pestone e da un tizio alto, allampato vestito da Dave Gahan dei Depeche Mode negli anni ’90: occhialoni scuri, chiodo e poi canotta nera. Suona la tastiera impassibile, con l’aria di uno che si è fatto ibernare nel 1992 e che esce fuori ora dalla cella frigorifera ancora un pochino ingessato. A fianco a lui il cantante invece si scatena urlando come un ossesso e lanciandosi in mezzo al pubblico, fino ad andare dall’altra parte della sala e suonare la batteria che il buon Premo Bad frog sta allestendo per il suo live. Band quasi surreale ma live promosso!
Tocca infine ai nostri Bad Frog: Paolino e company riportano il locale sulla retta via del più classico punk italiano.
Sala piena e ancora una volta bel pogo.
A questo punto della serata il classico appiccicaticcio dei pavimenti da centro sociale si è ormai trasformato nella supercolla dell’ispettore Gadget con i piedi che letteralmente ti si attaccano a terra.
Ovviamente questo non scoraggia nessuno e la partenza con Matilde/Clotilde fa il resto. Il pubblico è carico a molla e si scatena subito un bel delirio su canzoni ormai classiche quali Antonella, soltanto per te, Geraldo, Alice escile….Paolino si conferma il più divertente dei frontman cercando di infilarsi (come aveva fatto, sempre qui, mesi fa, alla festa di Irritate People) un casco da hockey per suonare con il microfono incastrato nella visiera.

Ci riesce per due pezzi, poi cede. Ma non molla le pazzie prima cercando di organizzare una partita a bandiera in mezzo al pogo, con tanto di squadre e numeri, poi lanciandosi in uno stage diving lunghissimo e terminando con la richiesta più folle della serata: suonare a testa in giù. Ovviamente il pubblico lo accontenta e lo mette letteralmente testa a terra e piedi all’aria mentre maneggia il suo basso. Che roba! Si chiude con l’inno Milano spacca ormai all’una di notte ben passata!
Mentre la macchinata fa ritorno a casa mando un messaggio al mio collega lecchese che mi ha bidonato e non è venuto. Bellissima serata, Libero pensiero imballatissimo. Tanta gente. Tutti mega presi bene.
E se non è punk questo!
27tommy