Pensieri a cazzo: Slam Dunk Italy, Carroponte | 02/05/25

Pensieri a cazzo: Slam Dunk Italy, Carroponte | 02/05/25

Siamo stati allo Slam Dunk Italy al Carroponte di Sesto San Giovanni! Tante band, tante emozioni: come fare per raccontare tutto questo? Un report chilometrico? Ma va!
Il nostro solito format “Pensieri a cazzo” dove sputiamo episodi, giudizi, impressioni un po’ a casaccio, tra il serio e il faceto ma sicuramente nello stile che ci contraddistingue!

Pronti? Via!

🍕 Prima di tutto un plauso all’organizzazione perfetta: essendo un festival inglese, gli organizzatori sono riusciti a portare pure le nuvole direttamente da Londra! Incredibile!

🍕 Il cantante degli Stain The Canvas era molto carico! Mi è sembrato un mix tra Will Ramos e Ronnie Radko: sborone, con una buona dose di sfacciataggine ma oggettivamente una bomba sia nel clean sia in tutti i tipi di growl e scream.

🍕 Il premio “miglior abbigliamento di gruppo” va ai Landmvrks: bassista con camicia slacciata e catenazza d’oro, cantante con la maglia di una pizzeria, chitarrista con camicia della Budweiser ma soprattutto batterista con la maglia di Dua Lipa! Top!

🍕 In generale i suoni non sono stati buoni, soprattutto all’inizio dei set. Il Carroponte è famoso per avere volumi bassi ma stavolta non era questo il problema: i suoni all’inizio di quasi tutti i concerti era impastato e confuso. Non riesco veramente a capire come sia possibile che ci si impieghi 4 o 5 canzoni a sistemare l’audio. Ma probabilmente sono io che non capisco un cazzo…

🍕 Ecco, invece il concerto dei Neck Deep è stato forse l’unico con un buon audio dall’inizio alla fine.
Grande concerto! Peccato che non mi abbiano fatto Can’t Kick Up The Roots. Che poi non è carino dire che una band non ha fatto questa o quell’altra canzone. Però… non mi hanno fatto Can’t Kick Up The Roots

🍕 Problemi tecnici per gli Ataris: bellissimo vedere Kris Roe che si incazza con il fonico mentre continua a suonare e cantare. Furibondo ma professionale!

🍕 Bar allestito sul palco, canotti su cui fare crowdsurfing, canzoni stupidissime che parlano solo di far festa (e spacciate come le loro migliori canzoni): gli Zebrahead sono quella band che dici “basta, li ho visti decine di volte” ma tutte le volte esci da un loro concerto con il sorriso stampato sulla faccia!

🍕 Carissime band, io capisco che vogliate farci muovere il più possibile ma non è che possiamo fare circle pit e wall of death in continuazione. Praticamente tutte le band del festival (a parte Ataris e forse i The Used) hanno fatto almeno un gesto del dito roteante o delle mani giunte che dividono le acque… dateci tregua!

🍕 Prima volta che vedo i New Found Glory dal vivo! Li aspettavo da anni e finalmente ce l’ho fatta! Peccato che non c’era Chad Gilbert, chitarrista storico, rimasto a casa in convalescenza. A dar manforte alla band, ci ha pensato Dan O’Connor dei Four Year Strong, altra mia band del cuore. Nel presentarlo, Jordan ha pure accennato “Wasted Time” del FYS e parte del pubblico stava continuando la canzone, che però è scemata velocemente. Non è successo, ma se fosse successo…

🍕 Alzi la mano chi, tornato a casa, si è ritrovato almeno un coriandolo degli A Day To Remember nelle mutande 🙋🏻‍♂️

🍕 I Landmvrks hanno fatto uno show incredibile! Dopo un album pazzesco, uscito proprio quest’anno, i francesi spiccano il volo promettendo anche di tornare al più presto nel Bel Paese! Tenetevi pure la Gioconda ma dateci ancora di sta roba!

🍕 Certo che i New Found Glory non potevano scegliere cover peggiore. Hanno suonato infatti “Part Of Your World” da La Sirenetta (contenuta nell’ultima compilation voluta dalla Disney).
Primo: si sa che a noi italiani ci gasano le canzoni Disney solo se cantate in italiano perché così le abbiamo imparate quando eravamo piccoli e così vogliamo sentirle! Secondo: la Sirenetta è uno di quei cartoni tipicamente da femminuccia, quindi se decidi di suonarla puoi star certo che metà del pubblico non la conoscerà. Infatti molti intorno a me non l’avevano neanche riconosciuta. Può essere che la scelta sia stata obbligata da qualche accordo con la Disney? A questo punto lo spero…

🍕 Quando una cosa funziona bisogna riconoscerlo: oggettivamente il nuovo sistema di acquisto del food and beverage ha funzionato. Per lo meno ti permette di fare solo una fila invece che due, eliminando quella alla cassa. Prossimo step: fare l’ordine e ritirarlo direttamente al baracchino. Dai, l’anno prossimo!

🍕 Premio “fattone della giornata” va a Ben, bassista degli Zebrahead: sorriso ebete stampato in faccia, ripeteva “Graaaazieeee” in continuazione e ci ha tenuto più volte a ricordarci che a lui piace molto la tequila!
Altri highlights: Ali chiama sul palco due del pubblico per farli rifocillare al bar allestito sul palco e chiede loro i nomi. Il ragazzo risponde: “Graziano” e Ben ribatte: “This is the most Italian name I’ve ever heard in my life!”
Più avanti Ali dice: “per favore comprate il nostro merch perché tutti i proventi vanno direttamente a sostenere droga e prostitute per Ben.” E anche in quest’occasione Ben ci ha ricordato… che a lui piace la tequila!

     

🍕 Gesto degno di nota durante il set degli Ataris: il lancio degli occhiali da sole gialli di Kris Roe, così de botto senza motivo!

🍕 Il premio “miglior abbigliamento singolo” va a Ian, bassista dei New Found Glory, che sfoggia una sorta di pigiamone azzurro, metà modello ospedale e metà Doroty del Mago di Oz! Lui può!

🍕 Gli A Day To Remember a un certo punto lanciano decine di palloni gonfiabili marchiati ADTR sulla folla. Neanche il tempo di finire la canzone e tutti i palloni spariscono nelle borse e zaini di varie persone. Sarei curioso di capire se questa dinamica sia successa anche negli altri paesi europei o è stata una cosa tutta italiana. Non sono polemico… sono solo geloso!

🍕 Ok i canotti degli Zebrahead, ok i palloni degli ADTR ma vogliamo parlare del pollo di gomma degli Stain The Canvas! 🤣

Frankie

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