Sick Tamburo @ Santeria (Milano)
SICK TAMBURO: quando l’indipendenza crea dipendenza
La data milanese del tour dei Sick Tamburo era andata sold-out con largo anticipo, a pensarci bene era già un chiaro segnale: va bene l’indie che “ascoltiamo io e altri 4”, va bene l’indie che dal MiAmi con un salto triplo carpiato finisce sul palco di Sanremo a cercare di darsi (ma anche di darci) un tono più elevato, va bene tutto…
Ma, nel cosiddetto “indie italiano”, i Sick Tamburo non sono mai stati una band da quello o quell’altro carrozzone, a pensarci bene non li dovremmo definire neppure “indie” (infatti, nel mio archivio discografico mentale sono semplicemente una alternative-rock band, personalmente di culto).
Chiaramente, “Mr.Man” aka GM, al secolo GianMaria Accusani, ha dalla sua la caratteristica dei più grandi: saper scrivere, mettere in musica e trasportare l’ascoltatore nel suo campionario emotivo, che poi, vuoi per affinità anagrafiche, vuoi per percorsi artistico-sociali simili, spesso finisce col traslare attraverso parole e musica l’esatta sensazione o il sentimento del momento.
Dal punto di vista musicale, le contaminazioni del progetto creato da GM e da “Boom Girl” Elisabetta Imelio (voce, figura e carisma per sempre indissolubile nei nostri cuori) hanno attraversato le sonorità più disparate, ben conosciute e applicate dalla band ai pezzi, con elementi vicini alla new wave e al synth-pop negli esordi, per poi maturare dopo ogni disco, senza mai avere lo stesso imprinting sonoro, soltanto (per modo di dire) l’inconfondibile e iconico timbro di GianMaria e Eli a sostenere i brani.
Iconici, appunto, tant’è vero che le maschere bianche che celavano i loro volti agli inizi, furono sostituite in breve tempo dai passamontagna soltanto per volontà di scena, chi sapeva ma soprattutto “chi doveva” li riconobbe immediatamente.
Impossibile non aprire la stanza dei ricordi nell’encefalo, collegandosi e ricollegandosi ai Prozac+, altra band underground arrivata in cima (anche alle classifiche), ma spodestata e messa da parte da chi aveva deciso che quella era una fase, ok, era durata il giusto ma era già tempo di trovare un’altra band del momento …
Un progetto come i Prozac+, non lo spodesti, non gli appiccichi sopra una data di scadenza, perché parliamo di una band generazionale per i nati negli anni ’80.
L’ onestà intellettuale e artistica di GM e Eli ha raccolto tutti i cocci rimasti e ha creato il futuro, loro e inevitabilmente nostro, emozionando con parole, voci, urla, riff e testi.
Ecco perché venerdì 13 febbraio, in Santeria, le cantavamo tutte, le cantavamo tutti, quelle canzoni che giravano con meno elettronica e più attitudine proto-punk alla Buzzcocks; noi eravamo immersi con il resto del pubblico in questo immancabile rito pagano, con una base anagrafica posizionabile tra i 25 e i 45 anni, aiutando GM quando faceva le parti di Elisabetta, forse in uno stato di salute non ideale (qualcuno ha poi riferito avesse un sano 38 di febbre), che non gli ha impedito di appellarci come grandi “segaioli” e di tenere quel palco per un’ora e 45 minuti, intervallati da 5 minuti di pausa prima dei bis, con l’immancabile “Betty Tossica” a tenere rinsaldato quel legame con il passato prossimo, mai remoto.
Nella nuova formazione, Alice alla seconda chitarra e Elettra al basso raccolgono idealmente il testimone di Elisabetta Imelio, che su palchi come quello era la più figa di tutte.
Ci stiamo immergendo nell’ascolto del nuovo album “Dementia”, che fin da subito trasmette un senso di fragilità e quiete interiore, ma senza tralasciare le improvvise scosse emotive che mettono tutto in discussione, attraverso un viaggio viscerale nella propria mente.
In questo “Dementia Tour 2026” ci si rivedrà presto e più volte, ragazzi: la vostra indipendenza ha creato una dipendenza (e siamo in tanti).
Koppo
SETLIST:
1. Quando bevo
2. Forse è l’amore
3. Agnese non ci sta dentro
4. Ho perso i sogni
5. Mi gira sempre la testa
6. Meno male che ci sei tu
7. Sei il mio demone
8. Qualche volta anch’io sorrido
9. E so che sai che un giorno
10. Ho bisogno di parlarti
11. Non c’è pace
12. Il colore si perde
13. La fine della chemio
14. Silvia corre sola
15. Un giorno nuovo
16. Immagina se
17. Fino a farcela
18. La mia mano sola
19. Parlami per sempre
20. Sangue e libertà
21. Betty Tossica
22. Quel Ragazzo Speciale
23. Il fiore per te
24. A.I.U.T.O