Impossibili+The Voti Astiani @Birrificio Railroad Seregno (MB)
Va detto con onestà: poca gente, poco pubblico. Troppo poco. Un concerto sottotono…o almeno un po’ meno di quanto ci si potesse aspettare.
Andiamo con ordine. Parliamo di una delle giornate più calde da quando il Vesuvio ha coperto di lava Pompei. L’appuntamento è però un allettante classicone. Gli Impossibili al birrificio Railroad se la giocano in casa più che la nazionale messicana a Guadalajara.
La formazione di irritatepeole si presenta calda, sudata e compatta ai ranghi di partenza: Sindaco in solita versione molesta, RZR devastato dall’afa e in cerca di coktails rinfrescanti (apprezzabile l’idea di bere un paio di Negroni per combattere la calura, credo sia uno dei consigli di Studio Aperto a bambini ed anziani), Frankie nel solito mood mega chill, Skalos in versione libera uscita e dunque in condizioni precarie ancor prima di entrare, e addirittura, da lontanissimo, il carichissimo Donnie.
Il colpo d’occhio all’arrivo al Railroad è piuttosto spiazzante: non il solito pienone delle feste in birrificio, ma parecchi posti vuoti sia a mangiare che a prendere da bere. Colpa del caldo? Dell’afa? Dei milioni di feste a tema punk e non presenti dappertutto? A dir la verità Boh…non è dato sapersi!
Iniziano i The Voti Astani che tutti scopriamo essere l’altra band del chitarrista degli Impossibili Mat, qui applicato al basso. I quattro propongono un classicissimo punk rock cantato in italiano con tanti cori e doppie voci. Ai loro pezzi alternano cover di classiconi di Celentano, Ricchi e poveri e Morandi. Azzardano anche una cover di Scatman, classicone dance anni ’90. Concerto divertente, grande tecnica del chitarrista e voci davvero sugli scudi.
Tempo di un paio di birrette, doverosamente mi prendo anche una Zar, birra dedicata al grande Igor Protti che anni fa venne qui a presentarla…sigh!
Tocca ad Araya e soci. Il capannello si fa più vicino anche se mai si trasformerà in calca…ma, cosa dire. Ecco la magia. La magia degli Impossibili. I quattro veterani hanno un potere quasi taumaturgico: farti tornare indietro e indietro e farti godere una serata cantando tutti insieme Ritardato, Ragazza a 9000 volts, Odio Brenda o Rock and Roll Robot. Soliti pezzi ma che, come scrissi qualche tempo fa, il medico prescrive che vadano cantati tutti assieme almeno una volta l’anno. Il sorriso sulle labbra è assicurato.

Stavolta la classica gag della macchina del fumo viene salvata da Orso e amica che si presentano puntuali davanti alla faccia del cantante per sbuffare dalle loro sigarette elettroniche. Si nota un Sindaco decisamente molesto a cui vengono rubate le scarpe un paio di volte, uno Steve puntuale al microfono per i cori e una Gisella scatenata davanti all’inesistente palco.
Il concerto prosegue con tutti i classici attesi, da you’re trippin’ dei Queers a ragazza 3.20 e malata tumorale.
Tra il pubblico è un crescendo, tanto che si realizza la solita pantomima con infiniti bis di pezzi già proposti ma che finalmente scatenano mosse, poghi e lanci. Come dice Frankie “dovrebbero fare due concerti, uno per scaldare e uno per far casino“…
Insomma anche oggi, a 35 gradi, davanti a pochi, ancora una volta gli Impossibili mi fan dire che val la pena essere qui!
27tommy