Intervista agli All Coasted
Mezza età del punkrock? Sindrome del fratello maggiore?
Quella roba li, insomma: se stai su questa pagina è matematico che anche tu stia attraversando (o abbia già attraversato!) quella fase, inutile nascondersi dietro un dito. Inizi guardando dalle retrovie qualcuno che fa qualcosa e ti ispira, lo insegui a trecento all’ora senza troppi pensieri finché, ad un certo punto, ti scappa l’occhio sullo specchietto retrovisore e ti rendi conto che a metà della corsa adesso ci sei tu, che potresti stare iniziando a diventare quello che a sua volta viene inseguito.
Questo pensiero mi ha attraversato spesso il cervello durante la piacevolissima chiacchierata che ho fatto con Pai degli All Coasted, quartetto formato, oltre che dal già citato, da Cri, Cuzze e Turu e di cui abbiamo già ampiamente parlato sui nostri canali (vedi qui e qui).

Iniziamo col dire che i regaz se la navigano, partendo dalla scena vicentina, dal lontano 2015. Dici scena vicentina e non possono non venirti in mente, ovviamente, i Derozer: “Vicenza è sempre stata una roccaforte per il punk rock, i nostri padrini Derozer ne sono la prova essendo ancora una delle band più attive della scena”. [eccoli “quelli da inseguire…” ndr]
Una scena, quella veneta, che pur essendo spesso sulla bocca della gente per qualità e popolarità racchiude al suo interno delle dinamiche evolutive comuni a tantissime altre situazioni: “…quando abbiamo cominciato questo viaggio c’erano molte più band ma anche meno fermento, poi la selezione naturale ha fatto il suo corso. Purtroppo, negli ultimi cinque anni la situazione è cambiata drasticamente con la chiusura di realtà e spazi dedicati alla musica…”.
La consapevolezza é il primo sintomo del tuo atterraggio in quel limbo tra fanciullezza e maturità. Quella spinta che ti porta ad incanalare energie ancora freschissime dentro un tentativo di cambiare le carte in tavola o invertire una tendenza: “Circa 3 anni fa abbiamo unito le forze con gli amici The Slurmies ed abbiamo creato il nostro collettivo Punk Explosion Collective tramite il quale abbiamo promosso eventi [ve ne abbiamo parlato qui, ndr] ospitando sia band della scena nazionale che estere (Deecracks, Blowfuse). Oggi il collettivo ha base fissa alla Fucina Skatepark, con la quale siamo entrati in contatto tramite Seby (Derozer). La prima data della nuova stagione sarà sabato 26 Settembre con il release party del nuovo disco degli Slurmies”.
Se ve lo siete persi (MOLTO male, ve ne abbiamo parlato qui), anche gli All Coasted sono freschi di nuovo disco, lavoro che sembra confermare l’ingresso della band ad una fase più adulta della sua storia: “Time For Disruption” è sicuramente il disco più maturo che abbiamo scritto. Non siamo più interessati a inseguire i nostri idoli o a dimostrare qualcosa a qualcuno: ci siamo trovati a fare i conti con noi stessi e con il mondo che ci circonda. È un disco molto attento anche a quello che sta succedendo a livello geopolitico e alla sensazione di vivere un periodo di forte cambiamento e incertezza. Dentro ci sono i nostri conflitti personali, ma anche un messaggio rivolto a tutti: pensiamo sia arrivato il momento di prendere una posizione chiara e fare qualcosa di concreto, prima che sia troppo tardi. Sono otto canzoni che rappresentano al meglio dove siamo oggi come band.”
Parlando di come la band ha portato il disco sui palchi durante l’ultima stagione, siamo finiti inevitabilmente a parlare di come i ragazzi hanno vissuto il raggiungimento di un grande traguardo: “Il Rebellion [Rebellion Festival di Blackpool, UK, ndr] è stata un’esperienza pazzesca, non abbiamo mai visto niente di simile. L’estero è l’estero, il tempo sembra essersi fermato agli anni 90: sale piene di persone alle 13:00 della domenica che dopo il concerto assaltano il banchetto del merch. Abituati agli standard italiani per noi è stato un sogno!”
Naturalmente viene da spendere due parole sulle differenze con le dinamiche della scena nostrana, con ulteriore riferimento al fatto che, dopo anni di predominio assoluto, lo skatepunk sembra stia subendo una sorta di ghettizzazione da parte del pubblico italiano…ma attenzione a parlare di etichette con gli All Coasted!
“[…] non ci siamo mai dati un’etichetta, abbiamo influenze all’interno della band che spaziano dal punk, al metal, al reggae alla musica country quindi in sostanza facciamo quello che ci piace senza preoccuparci di dove va il trend [ascoltatevi Out of Trend, opening track del loro ultimo disco, ndr]. Le domande sullo stato attuale del genere che suoniamo ci è stata posta in diverse occasioni e (purtroppo) solamente in Italia. Avendo avuto la possibilità di suonare alcuni concerti all’estero ci siamo resi conto che fuori dai confini nazionali questo tipo di “etichette” non vale nulla: la musica è musica, soprattutto per quanto riguarda il punk rock.”
In mezzo a tutta questa serietà, comunque, non dimentichiamo che la voglia di far festa è sempre grande protagonista della van life, ecco quindi che ci lasciamo travolgere da racconti di pazzie varie ed eventuali “su e giù da un palco” (grazie Liga): “[…] Settembre 2024 direzione estremo est della Slovenia (ai confini con la Repubblica Ceca). Dopo 9 ore di viaggio arriviamo nel posto che è un ex base militare occupata, segue solito iter di scarico furgone, soundcheck cena e concerto. Post concerto ci danno le chiavi per dormire all’interno di un container parcheggiato di fronte alla venue. Le ore che seguono sono un caos totale, tutti e quattro ci perdiamo di vista fino alle prime luci dell’alba. La mattina dopo il container sembrava lo squat di Trainspotting (scusa Vanesa, il vomito era di Cuzze). In condizioni pietose siamo ripartiti in direzione Pola, Croazia dove poi abbiamo replicato. Grazie Crudo che ti sei preso cura della band.”
Concludendo, quella che esce da questa intervista è una band sicuramente con le idee molto chiare ed in un momento di grande forma. I regaz stanno vivendosela con il giusto balance tra impegno e divertimento ed è un cosa tutt’altro che scontata. Forse il momento della spensieratezza più totale è giunto al termine, ma la fase successiva si prospetta del tutto interessante e potenzialmente molto più concreta.
Vi lasciamo con i consueti “messaggi a ruota libera”, Irritate People Style, che abbiamo concesso agli All Coasted: “Liberatevi dai social e uscite di casa perché se tolgono la rete avete zero followers. Comprate i dischi se volete vedere un concerto anche domani. Ai promoter: guardate avanti. Smettetela di adescare opening band con 50€ per poi strapagare dinosauri estinti e fare 300 paganti. Ai PR delle playlist che ci scrivono: non vi diamo un cazzooooooo. Ai centri sociali: Resistete! E per favore basta con la pasta scotta con le verdure stracotte: fa cagare. Una pasta al pomodoro va benissimo. Ai nostri genitori: grazie. Senza il vostro berlusconismo oggi non saremmo qui, vi vogliamo bene!
Non perdete di vista gli All Coasted: qui, qui e qui alcuni link utili. Photo courtesy of Davide Dellai.
Reeko