Dani il Danno+Logoro @ Circolo Libero Pensiero (Lecco)

Dani il Danno+Logoro @ Circolo Libero Pensiero (Lecco)

“Tu sei proprio quella che non dice mai che questo mondo è positivo per me e per te (eh eh)“…..

Beh, se non l’hai letta cantando capirai poco di questo report.

Venerdì sera al Libero Pensiero: finalmente la nuova stagione è ricominciata dopo i cento alti e bassi post leggi-regolamenti e controlli-Crans Montana. E allora eccoci qui puntuali per una seratina apparecchiata a dovere dai ragazzi.

Rispondono all’arruolamento dell’ultimo minuto il buon Filus e l’iperattivo Sindaco di Oriano.

Via verso Lecco…ed è subito coda (!). Si, roba da tangenziale alle 7.32 del Lunedì mattina: gran scelta delle istituzioni di chiudere la galleria, unico accesso alla città, alle 21.00 di Venerdì sera, creando un traffico delirante e facendo salire il crimine a chiunque, soprattutto al sovracitato Sindaco che reagisce pacato come una cavalletta appena catturata: fuma, scende dalla macchina in piena galleria, fuma, scende a pisciare, si incammina, rifuma…incontenibile!

Arriviamo finalmente dopo più di un’ora al Libero. Con grande sorpresa scopriamo che all’interno del labirintico stabile, dalla parte opposta rispetto alla sala concerti, hanno creato una specie di circolo privato molto underground dove alcuni ragazzini stanno per partire con una festa con dance hall privatissima.

Entriamo in due su tre: il Sindaco si oppone all’eccessivo prezzo dell’entrata con una sorta di sciopero che lo porterà ad aggirarsi fuori, davanti e in prossimità del locale, per poi entrare solo nel convulso finale. In effetti i 10 euro richiesti appaiono un po’ troppi per gli standard solitamente molto popolari del Libero.

Stanno suonando i Logoro, street punkers brianzoli che già avevo sentito live e di cui ho recentemente recensito (qui) l’ottimo disco d’esordio. I quattro iniziano con qualche problema tecnico ma poi si confermano un’ottima combo con pezzi decisamente validi ed una coinvolgente presa live.

Il cantante-chitarrista, borchie e cresta d’ordinanza, si destreggia alla grande con la voce e gli ottimi assolini rancidiani; il bassista di punto in bianco inizia a picchiare le corde quasi staccandosi le dita, i cori e le doppie voci entrano e rendono tutto molto pieno ed efficace. Bella prova!

Mentre continua il solitario sciopero del Sindaco che troviamo nella stanza d’ingresso seduto come a scuola di fianco ad una grossa lavagna, tra una chiacchiera e una birretta, è giunta l’ora di Dani.

Per chi non fosse stato presente su questa terra nei primi anni 2000, stiamo parlando di uno dei due cantanti delle Pornoriviste, compianta punk band varesina che ha tenuto incollato ai palchi un’intera generazione ad inizio secolo.

Dopo aver calcato i palchi e con le Porno, ha capitanato gli alternativi Yokoano per poi passare agli acustici in solitaria. Nonostante sia in giro da parecchi anni, non avevo mai avuto l’occasione di (ri)sentirlo.

Ed eccomi, curioso come il primo giorno di prima elementare, di fronte a quello che è stato uno dei fautori dei gruppi che più ho consumato negli splendenti anni della giovinezza.

Lo schema è chiaro. Dani propone un’alternanza secca: un pezzo Pornoriviste,un pezzo Yokoano. E subito dimostra di aver mantenuto una voce invidiabile: canta le sue canzoni con naturalezza, non perde un colpo negli acuti e, alla chitarra, si diverte ad aumentare e diminuire il ritmo creando una situazione decisamente piacevole .

Tenere il palco da solo in acustico non è scontato: lui ci riesce benissimo con una certa dose di ironia e aiutato da hit che per molti (per me sicuramente) sono pezzi di storia.E allora con quell’entusiasmo misto a nostalgia eccoci cantare ancora una volta pensavo ai cazzi miei, woh oh oh anima, angoli bui, e, soprattuto, come piace a me…

Finisce così, con una buona dose di nostalgia, col Sindaco finalmente rappacificato davanti al bancone del Circolo, e dopo un saluto ai ragazzi del sottosuolo dance, la nostra serata amarcord.

27tommy

 

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