Kill Lincoln-Can’t Complain- Bad Time Records
Un pò di ska-core (ben fatto) ci sta sempre!
Dopo quasi cinque anni, il combo ska-punk di Washington DC torna con un nuovo album, in uscita per la californiana Bad Time Records , una label equivalente a garanzia di qualità per il genere .
I “nostri”, oramai sulle scene da una dozzina di primavere, sciorinano undici nuovi pezzi perfettamente negli stilemi di quanto ci si sia abituati a conoscere e ad ascoltare in questi anni sotto la voce “ritmi in levare”.
L’ inizio, se ancora non fossimo a conoscenza della reciproca amicizia e stima tra le due bands, richiama subito a
grandissima voce i Less Than Jake ; l’intro dell’opener ‘Greetings From Inner Space’ incede proprio come la ‘The New Auld Lang Syne’ della band di Roger Lima & soci, contenuta nell’EP (capolavoro) del 2012 ‘Greetings & amp; Salutations From Less Than Jake’ .
Personalmente, per una band nata dopo il 2000 che si cimenti con il genere e l’attitudine dello ska-core, l’essere
derivativi e il pagare dazio a gruppi come LTJ, Suicide Machines, Buck-O-Nine o Mighty Mighty Bosstones penso sia
inevitabile, quindi la differenza la fanno la padronanza tecnica del progetto e la “freschezza”, intesa come la dinamicità di un pezzo e il non restare legati allo stesso mid-tempo in levare magari per oltre 3 minuti di canzone, senza stacchi o variazioni.
Da questo punto di vista, i Kill Lincoln portano a casa da vincitori la questione: ascoltate ‘ Civil Surgery’ , un pezzo pazzesco che mescola in parte tutti i “mostri sacri” che ho citato qualche riga fa e si fa riascoltare in loop fino alla nausea (ma dopo avergli concesso almeno una dozzina di ascolti).
Il singolo ‘Confession Obsession’ è molto furbo e ragionato (secondo me), infatti arriva dopo un paio di pezzi standard molto ben suonati ma con poco tiro, risultando come primo potenziale pezzo-bomba del disco e creando
un’aspettativa che i brani a seguire esalteranno pienamente: ‘Quarantine Dream’ è un altro anthem al vetriolo ,
tempo di compiacersene e parte ‘Womb Envy’ che sarebbe potuta benissimo essere una delle songs di punta in ‘A
Match And Some Gasoline’ dei Suicide Machines , per dire.
Anche la title-track , pezzo che chiude l’album, sfreccia che è una meraviglia .
Se non siete fan del genere e/o di certe sonorità, questo disco non vi farà certo avvicinare alla proposta, anzi, credo che non ne abbia neppure l’intenzione; è un album per ‘afecionados’ di ska , che sia ‘–punk’ o che sia ‘–core’ , ma indissolubilmente legato a quel periodo di metà anni ’90 che tanto ci ha fatto sognare e che probabilmente avrà trasmesso gli stessi “feels” alla ciurma dei Kill Lincoln, se sono qui oggi, nel 2020, con questo nuovo, piacevole e ben riuscito episodio .
Koppo
TRACKLIST :
1. Greetings From Inner Space
2. Used Up
3. Last Ditch Denial
4. Ignorance Is Bliss
5. Who Am I This Time
6. Confession Obsession
7. Well Spent, Wasted
8. Civil Surgery
9. Quarantine Dream
10. Womb Envy
11. Can’t Complain