Draw Power-intervista a Paolo Proserpio
Seconda puntata delle nostre chiaccherate con grafici, art worker, designers….insomma con i Draw Power del punk, oggi il mitico Paolo Proserpio si è prestato a rispondere alle nostre domandacce
– – – Che cosa c’è scritto sulla tua carta d’identità alla voce “professione”?
grafico
– – – Arturo Vega o Jamie Reid?
Jamie Reid
– – – Che disco hai comprato solo perchè ti piaceva la copertina?
Tantissimi, a volte compro dischi (ma non solo, anche libri, scatole di tonno etc.) perchè hanno un packaging particolare, un tipo di carta, di cartotecnica (popup o altro) o un dettaglio, che mi interessa vedere bene come è fatto.
Poi sicuramente per quanto riguarda la musica per curiosità la ascolterò sicuramente e assaggerò anche il tonno.
– – – Qual’è il disco con la copertina più brutta che possiedi?
Tweedy – Sukierae – 2014
Eccola:

– – – Tutti i gruppi all’inizio si rivolgono a “un cuggino (con due G) che fa il grafico”. Tu quanti cuggini hai? Raccontaci come sei passato da dare favori agli amici a fare i big money?
Io ho una decina di cuggini: Isa, Grazia, Stefano, Claudia, Massimo, Francesco, Marco, Flavia, Marchino, Vicky, Luca.
“Big money” è un parolone, per me è “big money” quando riesci a pagare bollette/mutuo, extra (dischi libri birre pizze etc.) e a mettere da parte qualcosa in banca, è raggiungere quello che è necessario x il tuo stile di vita. c’è chi lo fa con 1.500 euro chi lo fa con 20.000 euro, chi con meno.
Il passaggio è stato quando dopo aver fatto la gavetta con tantissimi lavori gratuiti, pagati pochissimo o pagati con un baratto (dischi, birre etc.) ho cominciato a chiedere soldi senza farmi nessun problema, più o meno a 18 anni.
– – – Riusciresti a definire in poche parole il tuo “stile”?
E’ un mix di pop (dove intendo cultura pop, quindi riferimenti all’arte, alla musica, al punk etc.), di ossessione per le geometrie/proporzioni, di cura della tipografia, ricerca di materiali, rimanendo sempre semplice/diretto per far risaltare l’idea che voglio comunicare.

– – – Come nascono i tuoi progetti? Parti da idee che hai già in testa? dal colloquio con la band? è un’unione di intenti?
Sicuramente è fondamentale parlare con il cliente e capire cosa vuole comunicare, quanti soldi può spendere e quando ha bisogno il lavoro per poi trovare una soluzione.
a volte ci sono idee che mi segno sui miei quaderni o sul telefono e poi le tengo lì anche anni e poi vedo se calza sulla richiesta che arriva.

– – – Hai iniziato (a quanto so, magari mi sbaglio…) a fotografare le band live, come è capitato di spostarti sull’artwork?
In realtà no! Grazie allo skate, che ho conosciuto vedendo “Ritorno al futuro parte II” nel 1989, mi sono avvicinato alla grafica, guardando le tavole, le tshirt gli stickers…
Ho cominciato a strimpellare la grafica al liceo, con programmi improbabili, collage, fotocopie etc. poi nel 1999 siccome volevo fotografare i musicisti ho cominciato a scattare per rumore, Troublezine, Rolling Stone, MTV.it, Retna, Losing Today, Skyscraper, etc. per me fotografare è impaginare quello che vedi nell’obiettivo in un secondo.
– – – Quello che mi colpisce dei tuoi lavori è la cura dei particolari: c’è sempre una chicca, un pop up, un riferimento nascosto, un pieghevole… insomma mi sembra che il tuo lavoro ti diverta molto e ti porti sempre a scoprire e sperimentare cose nuove, è così?
Si moltissimo. L’importante per me fare un prodotto di qualità, curato nei minimi dettagli, non fa differenza se il cliente è piccolo o enorme. perchè su quel lavoro c’è la mia faccia. poi penso sia meglio sperimentare su 50 copie di un 7 pollici, piuttosto che sperimentare su 20.000 copie di un catalogo, perchè se sbaglio le 50 copertine le rifaccio senza nessun problema. tu che dici Tommy? [che dire? Mai vista così tanta cura nei particolari come la tua (poi io mica faccio cataloghi, quindi sbagliali pure tutti!)]

– – – Ho visto la diretta che hai fatto con Ariele dei Pay: è stata palese un’affinità di intenti speciale. Con quali band hai avuto più feeling, ci sono stati invece dei rapporti più “difficili”?
Ariele è un mito, c’è stata sempre un’enorme sintonia, anche se il cliente in assoluto con cui ho un feeling totale, è Auroro Borealo, non abbiamo bisogno neanche di parlarci, ci capiamo subito e basta. i rapporti difficili invece ci sono sempre quando il cliente vuole fare il mio lavoro. il cliente mi deve dire il perchè ha bisogno di qualcosa, il problema che ha da risolvere, ma poi il come lo suggerisco io, grazie a un confronto con lui. questo è il mio lavoro.



– – – Suppongo che tu abbia avuto diversi “maestri” o punti di riferimento, potresti raccontarci un “incontro” che ti ha cambiato la vita?
Un incontro solo non esiste. maestri ne ho avuti tantissimi negli anni, e ne ho ancora tutti i giorni.
Chuck Sperry (Firehouse) nel 2004 mi ha fatto vedere nel suo studio a san Francisco tutto quello che riguarda la serigrafia e la poster art,
Vaughan Oliver (4ad records, riposi in pace perchè è mancato nel 2019) mi ha insegnato la libertà grazie a un corso con lui alla Saint Martins school of art a Londra nel 2009.
Paula Cademartori mi ha insegnato a credere in me stesso, i miei genitori ad impegnarmi e non mollare mai, il mio cane Leo ha dato un ritmo alla mia vita.
Stephan Sagmeister mi ha fatto capire quando è importante il luogo in cui lavori, un ufficio per te e non per i tuoi clienti, dove stai bene tu, più bello ancora della tua casa! e infatti è quello che sto facendo ora, a settembre avrò l’ufficio che ho sempre sognato, con anche un laboratorio di serigrafia dove tenere dei workshop!
Poi sicuramente mio fratello Marco mi ha insegnato a prendere i lavori in maniera più easy senza essere stressato.
Gran finale: tutti i miei studenti. insegno da circa 15 anni all’Istituto Europeo di Design a Milano, ogni anno ho circa 60 studenti.
Le loro idee, la loro incoscienza, il fatto che mi fanno vedere un lavoro e hanno bisogno di una critica immediata sono la miglior palestra al mondo. nella loro freschezza mi raccontano cosa succede adesso nel mondo dei giovani, mostrandomi i loro progetti a volta incredibili, a volte utopici, a volte ingenui mi costringono a ragionare alla velocità della luce.
– – – L’approccio punk rock al tuo lavoro rimane legato a quando lavori con band o fanzine oppure lo riporti a tutto il tuo mondo lavorativo? E in che modo (visto che presuppongo la risposta sia si)?
Qualche sera fa ero a bere un buonissimo vino con Ricky di Rufus skate a Milano e mi ha detto che sono punk nel mio approccio al lavoro. penso che questo sia la base di tutto.
Il modo penso sia nell’immediatezza, nella voglia di rischiare, di non farmi problemi se devo piegare 300 vinili o li devo imbustare, di trovare soluzioni e occuparmi di parti del lavoro che non sono strettamente legati a fare…l’art director. per trovare comunque sempre il modo, anche con soluzioni rockambolesche di portare a termine il lavoro al massimo delle mie possibilità.
– – – Qual è stato il progetto che ti ha dato più soddisfazioni? E quale quello a cui sei più legato?
Ogni lavoro ha una sua soddisfazione. sono molto legato a tantissimi lavori. il logo per mio padre, i lavori per il Punk Rock Raduno, Pinbowl Skatepark, K7 records, le grafiche per “the man who stole banksy” di mio fratello Marco, il packaging per Paula Cademartori. sono tanti perché sono innamorato del mio lavoro, coincide con la mia passione principale.
C’è chi fa l’avvocato o qualsiasi altro lavoro e poi ha la passione del calcio ad esempio. ecco io faccio il grafico e la mia passione è lei, la grafica.

– – – Qualcosa di nuovo “bolle in pentola”?
Sono un uomo d’onore. tengo i segreti! però posso dirti che…
Per Wild Honey Records uscirà un 7 pollici per un gruppo incredibile in edizione limitata con un packaging molto particolare,
per Rufus Skate… una collabarazione per xxxxxx, xxxxxxxxx e xxxxx ma non posso dirlo!
Per la mia amante “Auroro Borealo” diversi lavori!

Sulla mia pagina instagram scoprirete tutto!
https://www.instagram.com/paoloproserpio/
Un grandissimo grazie a Paolo!
27tommy
Thanx to El Chorizo per la solita consulenza e l’esportazione di ingenti quantità di amaro Braulio fuori confine!