No Pressure + The Toulalan + Last Fist Hero @ Legend Club, Milano | 08/11/25

No Pressure + The Toulalan + Last Fist Hero @ Legend Club, Milano | 08/11/25

Ormai possiamo dirlo. I No Pressure sono riusciti in un’impresa per niente facile: diventare una band di riferimento per le nuove generazioni e allo stesso tempo guadagnare il rispetto della vecchia guardia.
Certo, aiuta il fatto che la formazione sia composta da vecchie facce della scena pop punk, primo fra tutti il carismatico cantante Parker Cannon, frontman degli The Story So Far.

Già la data di due anni fa, sempre al Legend Club di Milano, aveva dimostrato quanto i No Pressure potessero attirare l’attenzione, anche in una serata con sonorità nettamente più pesanti (l’occasione era il tour europeo dell’etichetta hardcore Triple B Records, in cui i nostri erano headliner).

Ma a questo giro, in un contesto diverso in cui erano indubbiamente i protagonisti, la band californiana si è superata.

Ci tengo ad arrivare presto al Legend Club per vedermi le band di apertura.
Cominciano i Last Fist Hero da Bologna, che non conoscevo. I regaz fanno un pop punk moderno che non disdegna incursioni nell’easycore e qualche sperimentazione elettronica.
In assenza momentanea del batterista, la band ha sfoderato un asso non da poco, chiamando in soccorso Cristopher, già batterista dei Lillians, ovvero il Travis Barker de noantri.
Il Legend è già piuttosto pieno e la gente è presa bene. Soprattutto si crea movimento quando il cantante annuncia che si stava girando proprio lì il video del loro nuovo singolo.
Un tizio in prima fila, a cui viene spesso allungato il microfono, si lancia in gutturali che concluderanno quasi la metà dei pezzi in scaletta. Penso sia un amico della band ma sarebbe epico se invece fosse un tipo a caso!
Non conoscevo i Last Fist Hero ma devo dire che mi hanno soddisfatto con il loro sound ben bilanciato tra tamarraggine ed espressività.

A seguire salgono sul palco i Toulalan ma confesso che mi sono saltato a pie pari il loro show, stando fuori a parlare con un po’ di amici.

Quando finiscono, rientro dentro e il locale si è riempito veramente tanto! Non hanno annunciato il sold out ma probabilmente ci sono andati veramente vicini.
I No Pressure sono pronti a suonare ma c’è un problema: il tecnico del suono (o chi per lui) non spegne la musica di sottofondo… la band si sbraccia e dice anche al microfono che sono pronti ma la musica si fermerà solo dopo qualche minuto… bah.

In ogni caso finalmente i californiani possono cominciare e, come prevedibile, inizia il delirio. Sotto il palco si sta stretti ma il movimento è agevolato dagli incessanti stage diving, che continueranno a ripetizione per tutto il tempo.
È assurdo pensare che questa band si sia formata solo pochi anni fa ma siamo tutti lì sotto a cantare le loro canzoni come se fosse una band della nostra infanzia!
E in effetti è proprio questo l’effetto che fanno i No Pressure: quel sound così vicino ai Blink (esatto, senza il 182) ma velocizzato e attualizzato con un’attitudine 100% hardcore.
Un punto d’unione tra pop-punkers e hardcore kids, tra ventenni e quarantenni.

Poco da dire sulla scaletta. Fanno praticamente tutta la loro discografia, saltando solo Hand In Hand e Stuck Here dall’album a favore delle due nuove canzoni appena uscite e della cover di Carousel, accolta ovviamente con tanto entusiasmo.
Per quanto riguarda la prova della band, la lunga esperienza di tutti i componenti contribuisce enormemente a rendere lo show bello fluido e divertente.
Inoltre provo una spontanea e sincera simpatia per i componenti del gruppo, in particolare per il chitarrista Pat Kennedy, già frontman dei Light Years (band che stimo un sacco), e aver visto lui e tutta la band dopo due anni nello stesso posto mi ha proprio dato la sensazione di incontrare dei vecchi amici.

La band chiude con Deal e si ritira nel retro palco. Tutti si aspettano un bis anche perché c’è silenzio e non parte la musica di sottofondo. La gente continua a gridare “one more song” e a un certo punto il batterista imbarazzato deve uscire a dire che non avevano più canzoni da suonare…
Parte quindi la musica di sottofondo… ancora una volta quel burlone di tecnico del suono ha giocato con tastini e levette (e anche con i nostri sentimenti)…

Ad ogni modo, si chiude una serata memorabile che conferma i No Pressure come band di punta del panorama pop punk moderno. Vediamo se con il nuovo disco alzeranno ancora l’asticella diventando headliner dei festival più grossi.
Chi vivrà vedrà, ma intanto possiamo dire che “io quella sera al Legend c’ero”!

Frankie

2 pensieri riguardo “No Pressure + The Toulalan + Last Fist Hero @ Legend Club, Milano | 08/11/25

  1. Il tizio in prima fila che si faceva passare il microfono era un tizio a caso, scassacazzo di prima categoria, che ha disturbato tutto il set dei The Toulalan, e quando sono arrivati sul palco i No Pressure ha provato a far leggere a Parker Cannon qualcosa che aveva scritto sul telefono e Parker Cannon stizzito gli fa “Fuck that, I definitely ain’t gonna read that” e il tizio si è evidentemente scazzato e se n’è andato. Comunque concerto pazzesco e ottima recensione!

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