Nonna Luisa is a Punk vol. 4
Carabinieri, vigili, vicesindaco.
Festa interrotta, spine chiuse, banchetti vuoti.
Tentativi di mediazione, convulse chiamate, facce sconsolate…
Questa è la cronaca di un fallimento…oppure di un trionfo?
Anche quest’anno si ripropone il mitologico party casalingo di inizio estate a casa Formica (il Formy della Sick Family e dei Rubber Room): nonna Luisa is a punk. Per i pochi che non sapessero di cosa si tratta, la spiegazione è semplice: selvaggio party all’ammerigana in casa della fantastica nonna Luisa, mamma del suddetto Formy: decine di band, birrette, buon cibo e distro.
Quest’anno la festa si annunciava ancora più grande, con palpabile attesa e spostamento al Sabato, anzichè la consueta Domenica pomeriggio e l’inserimento di un (salvifico col senno di poi) after party in località segreta da svelarsi solo durante il pomeriggio.
Nulla preannunciava il catastrofico arrivo delle forze dell’ordine…
Al mio arrivo la situazione era al culmine dello sconforto: una italianissima segnalazione aveva appena portato vigili e carabinieri a chiudere tutto. Con calma e comprensione ma assoluta fermezza gli sbirri avevano intimato la cessazione immediata di ogni festeggiamento e lo sgombero dell’area.
Tristezza e sconforto. Vengono chiamate le band che stavano giungendo da più lontano, vengono spillate le ultime birrette e poi, con un commovente discorso, Formy manda tutti via, rischiando pene pecuniarie che si sarebbero aggravate più tempo ci fosse voluto per sgombrare la zona…
Fallimento totale? Giammai!
In tempo zero viene trovata la soluzione. Ci spostiamo nell’area prevista per l’after party: il centro sportivo di Anzano col suo piccolo bar. In pochi minuti il cambio location diventa di pubblico dominio e l’invasione del baretto denominato Caffè degli Artisti è completata.
Purtroppo non è possibile suonare da subito ma ci si attrezza per cominciare i live il prima possibile. Le band ci sono, gli strumenti pure. Il palchetto è piccolo ma perfetto per un concerto punk, c’è un biliardo che aiuta a passare il tempo e un’ampia zona esterna dove consumare svariate birrette in compagnia…lo sconforto si trasforma in breve tempo in voglia di salvare la festa, ed è così che una giornata dalle premesse più oscure prende decisamente un’altra piega.
Purtroppo sul più bello gli impegni famigliari mi costringono a scappare…ma prometto che tornerò più tardi per vedere come è andata.
Un paio d’ore e ci sono. Riesco a godermi solo il live degli ottimi Wasei. Palco piccolissimo. Caldo. Sudore. Birrette. Ste che cade a testa in giù. Cover di NOFX. Tutto a posto. La festa c’è, c’è stata. Ce l’hanno fatta.
Io non so quanto soldi si siano persi, di chi sia colpa che tutti i permessi non fossero in regola, chi sia il maledetto che ha chiamato i carabinieri e per quale motivo…
Non lo so e sinceramente mi importa poco.
Quello che conta che doveva esserci una festa punk rock…e una festa punk rock c’è stata. Diversa da come ce l’aspettavamo, forse ridimensionata, sicuramente meno esplosiva.
Imprevista, improvvisata, raffazzonata. Insomma una vera festa PUNK!
Un imprevisto è la sola speranza (Eugenio Montale) anche per noi punk!
27tommy
Ps. La nuova location è una figata…da sfruttare sicuramente!