The Post Seasons: Song for the sound guy (Waddafuzz Records, Rocket Man Records e Scuderie Ducali Records)+ intervista
E rieccomi qui, signor giudice, per la nuova stagione delle interviste senza senso, ma dedicate a farvi conoscere, con la combo recensione, band glitter and gold che dovete ascoltare altrimenti vi perdete robe imperdibili.
Oggi abbiamo The Post Seasons: Carlo, artefice della scrittura delle tracce dispari, voce e chitarra, Zano batteria…occasionalmente guardia reale della regina quando mi insidiano tedeschi molesti al punk rock raduno, egli pensa sempre -forse- troppo veloce; Saul, bassista che invidio un po’ visto che ha l’esatto soud che vorrei avere, Florian chitarra, voce e songwriter assieme al Carlo e nella tracklist ha scritto i pezzi con i numeri pari.
Insomma, ve lo dico da subito: The Post Seasons consegnano un album, Songs for the sound guy* che rappresenta una perla rara.
Nelle tracce, tutti loro apportano un interessante parte di se stessi e anche dei loro progetti parallei, tipo Carlo con i Lowinsky o Zano con i Panamas.
Ve le narro un po’ in dettaglio.
New sensation ha quel appeal Ramones che nessuno disdegna mai.
Dead inside é la mia preferita per il trascinarmi nel brit con cui sono cresciuta e mi riporta sempre a sentire troppo, come la risacca del mare.
Is it all my immagination? É la track che fai ascoltare ai malcapitati su cui vuoi fare colpo. Sexy.
Rat Race invece suona Lowinsky, il che non é assolutamente un male, una feat. di Linda sarebbe stata perfetta, ma non si puo aver tutto dalla vita.
In My Sleeve è diventata la mia nuova suoneria, just sayin’, ha in aggiunta la sua bellissima grafica creata da Elia, figlio e adorabile wild child di Carlo.
Credo sia chiaro che Songs for the sound guy sia il frutto di una band che sa cosa vuole e se lo prende un morso alla volta, traccia per traccia variando stili e mood con una miscela che funziona alla grandissima. Il disco perfetto se siete il tipo di persone che non si accontentano mai.

Ora vi abbandono alla nostra informalissima chiacchierata.
“Va che si va!” (Cit. giostraio della fiera di paese)
(Zano) UEEEEEEEEEEEE
- Presentatevi un po’, pregi, difetti, il format tipo documentario. Chi siete, dove andate? Un fiorino.
(Florian) Siamo i Post Seasons, una band di aspiranti concorrenti di Temptation Island. Un po’ delusi per non essere stati selezionati quest’anno.
(Zano) Chiedo un falò di confronto immediato
(Carlo) Sei proprio tu John Wayne? E io chi sarei?
- Come é spuntata ‘sta collaborazione? avete un bel po’ di progetti paralleli. Soprattutto, come, dove e quando riuscite a provare senza avere il dono dell’ubiquitá? O avete il dono dell’ubiquitá?
(Florian) L’idea di formare l’ennesima band poteva non sembrare brillante, ma a un anno di distanza questa band sembra più fresca che mai e vogliosa di scrivere il disco n.2. La proposta al chiaro di luna l’ho fatta io a Carlo in una notte di mezza estate 2025. Con l’aggiunta di Zano nel motore la macchina si è mossa molto velocemente. Saul è arrivato un attimo dopo, quasi in levare, a completare tutto. La voglia di provare la troviamo quando vogliamo fuggire da tutte le cose e da tutti gli altri, quindi regolarmente.
(Zano) Il segreto delle relazioni durature è vedersi il meno possibile
(Saul) Per me è nata un po’ per caso, ero fermo da un po’ con la musica e ho chiesto a Faustone Signorelli (numero uno) se conoscesse qualcuno che avesse bisogno di un bassista. Al che mi risponde “Eh non lo so provo a sentire in giro…”Il giorno dopo mi scrive che un suo amico (Carlo) cercava un bassista per il suo side-project, quindi nulla, ho sentito i pezzi, mi son piaciuti e sono finito con sta banda di balordi.
(Carlo) Confermo quasi tutto.

- A me il vostro disco trasmette uno studio meticoloso radicato nell’aver imparato nel tempo e con l’ascolto di chi é arrivato prima e quindi vi chiedo: con quali band siete cresciuti, quelle che vi sono rimaste dentro e ancora le mettete in cuffia per sporadica nostalgia, siete andati oltre?
(Florian) I nostri ascolti sono eterogenei e abbracciano più latitudini, ma l’incastro è stato perfetto sin da subito: chitarre abrasive, ritmo e un po’ di urla a dare forma alla nostra perenne nostalgia di cose non meglio definite.
(Zano) Cresciuto con Gerson e Skruigners, ammorbidito coi Manges e sempre alla ricerca di nuovi stimoli
(Saul) Questa è una domanda difficile, se dovessi darti dei nomi di riferimento che hanno “contribuito” al mio modo di suonare ti direi: Rancid, RKL, Toots and the Maytals, Max Romeo e gli Yes. Ma in fondo io nel disco mica ho suonato!
(Carlo) Sangue Misto, Babyshambles, Bassistinti, Ash, Selecter. Oggi me la sento così.
- I testi sono molto belli, li scrivete insieme, oppure fa il Carlo che é un dittatore illuminato e forse vi lascia financo respirare a pause alterne?
(Florian) Per ora i testi li scrive chi li canta, mi sono promesso infatti di imparare meglio quelli di Carlo, dopo che avrò imparato i miei.
I Post Seasons provano a essere liberi dato che di dittatori è disseminata la nostra esistenza. Penso che Carlo Mobutu confermerà.
(Saul) Non so scrivere testi, è già tanto se so leggerli dio bono.
(Carlo) i miei testi li scrive Gianluca Vulpio, poeta ermetico.
- Programmi futuri? Anche le date in canna
(Carlo) No future.
- Avete una cittá preferita in cui suonare? E perché proprio Roma?
(Florian) Suonare a Roma sarebbe una bella spunta nella casella delle aspirazioni di questa band. Su questo siamo più onesti di quanto è lecito essere in un’intervista.
(Zano) ROMA PROVINCIA, DESIO CAPITALE
(Saul) Premetto che non ho mai suonato a Roma, ma ricordo anni fa che feci una data a Posponatico, in provincia di Mantova. Spettacolo!
(Carlo) Una volta ho suonato a Bellinzona. Tutti stavano a 10 metri dal palco dietro a un plexiglass, dove si poteva fumare. L’albergo era ok. Chiamavano il cellulare “natel”.
- Avremo la possibilitá di avere piú video e artwork da parte dei meravigliosi e super creativi figli di Linda e Carlo? Voglio dire, sfruttiamolo questo lavoro minorile a salario minimo!
(Zano) Ho già chiesto a Carlo di fare copertine solo coi capolavori di Elia!
(Saul) Come Zano, super pro ai disegni di Elia per i dischi futuri o per il merch.
(Carlo) confermo in lavorazione uno studio di disastri nautici.

- Come sempre libro, disco e film preferito di ognuno
(Zano) La coscienza di Zeno, Nevermind, Caro Diario
(Florian) Libro ‘La lotta col demone’ – Stefan Zweig. Disco, oggi 11 luglio, ‘The Great Southern Trendkill’ – Pantera. Film ‘ Il nemico alle porte’.
(Saul) “Il pasto nudo” di Burroughs – “Metal Machine Music” del Lurido – “La Montagna Sacra” di Jodorowsky
(Carlo) provo a cambiarli dall’ultima volta, ok?
Fine di una storia – Graham Greene
Tim – Replacements
L’Odio – Kassowitz
- Se avete risposte a domande che non ho posto, scrivetele che cosi le inserisco…modalitá fatevi ‘na domanda e dateve ‘na risposta
(Carlo) Ci tengo solo a dire che i Rancid sono meglio dei Nofx, ma che entrambi sono inferiori ai Senza Sicura di più di 1000.
Concludo ringraziando The Post Seasons per il tempo che mi hanno dedicato, ma Carlo…io sono team Bad Religion, classy as fuck, stacce.
Qui sotto trovate i loro link, incontrateli live cosí bevete anche una birretta insieme.
IG https://www.instagram.com/postseasonsdiy?igsh=cTU1aTFrdmgyNnd5
Bandcamp
https://thepostseasons.bandcamp.com/album/songs-for-the-sound-guy
Vixen
Tracklist:
1.
New Sensation
2.
In My Sleeve
3.
Dead Inside
4.
Wrong
5.
Fancy Guitars
6.
Is It All My Imagination
7.
Rat Race
8.
Bury All
9.
Not For Real
*il disco é giá fuori dal 16 aprile per Waddafuzz Records, Rocket Man Records e Scuderie Ducali Records per il Tommi Gabbiano del nostro cuor.
Inoltre é stato registrato al FTS studio dal batterista dei Lowinsky Federico Inguscio e mixato da Ettore Gilardoni del Real Sound Studio.