Discomostro+Crosslane @ Rockin’ Ghisalba (BG)
01/06/26 – ROCK IN GHISALBA – DISCOMOSTRO, CROSSLANE
Questa sera la macchina vira verso la Bergamasca, direzione Ghisalba, area feste.
Il Rock in Ghisalba è arrivato alla sua ventesima edizione e, anche quest’anno, la programmazione ha dimostrato una cosa abbastanza evidente: quando i bergamaschi decidono di fare le cose, le fanno bene.
A questo giro sono passati Derozer, Menagramo, Duo Bucolico e Matrioska, giusto per citare alcuni nomi. Ma la storia della manifestazione parla già da sé: RFC, Circus Punk, Shandon, Kuadra, Secoli Morti, Cattive Abitudini, Bad Frog, Vallanzaska e molti altri ancora.
Una carrellata eterogenea, sì, ma sempre coerente. Mai la solita banalissima festa della birra con la cover band di Max Pezzali buttata lì per riempire il palco e lo stomaco dei minus habens. Qui c’è sempre stata un’idea, una direzione, una certa cura nella scelta delle band.
E questa non è affatto una cosa scontata.
Per questa serata di chiusura mi aspettano i DiscoMostro, con in apertura i Crosslane.
L’area feste è grande il giusto per accogliere la mandria di squinternati pronta a dare sfogo alla propria ridicolezza, ancora più motivata dal fatto che sia una serata prefestiva. Lo spazio sotto palco è sufficiente a contenere questo gregge umano che, minuto dopo minuto, continua ad aumentare.
L’inizio previsto per le 21:00, viene di fatto posticipato per aspettare che il sole scompaia all’orizzonte e che la fauna locale raggiunga una densità adeguata sotto il palco.
C’è quindi tutto il tempo per ispezionare l’area, individuare la fonte della birra e iniziare senza finire una filippica sulla profondità del lago d’Endine con Miss Capelli Bagnati 2026, aka Manuel, batterista dei DiscoMostro.
Due chiacchiere con lui e con i suoi compagni di avventura, interrotti dall’arrivo del momento dei Crosslane.
I ragazzi, come raccontano loro stessi, sono praticamente di casa: cinque minuti di macchina da lì. Per me sono sconosciuti, ma decido di rimanere ad ascoltarli.
La presenza di synth e basi sembra piuttosto importante, cosa che personalmente non mi fa proprio saltare di gioia. Anche il loro emo/metalcore non rientra esattamente nelle mie corde. Però bisogna dare a Cesare ciò che è di Cesare: i ragazzi si sbattono, tengono bene il palco e davanti a loro c’è effettivamente un bel gruppo di persone.
Presentano anche un pezzo nuovo e, in quasi quaranta minuti, riescono a far divertire chi è lì per loro.
De gustibus non est disputandum, e in questo caso il gusto del pubblico sembra essere dalla loro parte.
Durante il cambio palco si rischia l’incidente diplomatico con Tefnut, dea egizia della pioggia. Qualche soffio di vento, qualche fulmine in lontananza, un po’ di minaccia nell’aria. Ma alla fine la tempesta decide che no, questa volta non è per noi.
Poi arrivano i Mostri.
Appena salgono sul palco, l’attenzione degli astanti viene immediatamente catturata. Gli spazi sotto palco si fanno più stretti, i corpi si avvicinano e, minuto dopo minuto, la tensione accumulata comincia a liberarsi. Un po’ come la propagazione dell’energia tra le molecole, solo con più sudore, più birra e meno eleganza scientifica.
Pezzo dopo pezzo, seguendo una scaletta ben calibrata e ormai consolidata, Carlame e soci permettono agli agitati di darci dentro come si deve. Il risultato è un pogo continuo, di quelli che partono con il primo brano e finiscono solo quando si spengono gli amplificatori.
A un certo punto la checklist della serata è completa:
Birra bevuta? Bevuta.
Circle pit fatto? Fatto.
Ritornello cantato a squarciagola? Cantato.
Ah, non sapevo che a Ghisalba ci fosse il mare, ma dopo questa serata mi pare evidente che andrebbe segnata su tutte le cartine come località balneare. Il titolo se lo è guadagnato sul campo, grazie al numero infinito di stage diving e crowd surfing visti sotto palco. Un continuo tuffarsi, riemergere, sparire tra le braccia della gente e ricomparire qualche metro più in là, con l’espressione di chi ha appena trovato il senso della vita in mezzo a un ritornello.
La scaletta non delude.
Tutto Occhei, Tornerò, Giada, 1996, tra i pezzi dell’ultimo album, e poi Spargisale, Frullatore, Gennaio, Cavatappi… E tutto quello che ci aspettavamo viene eseguito, con i DiscoMostro che mantengono un livello di performance altissimo.
Da marzo 2025 lo “Oh No” Tour li tiene impegnati in giro per la penisola praticamente senza sosta, raccogliendo bene ciò che hanno seminato, ed anche a Ghisalba la risposta del pubblico è ottima.
Si canta, si spinge, si ride, si cade, ci si rialza. Il solito rito collettivo in cui nessuno è davvero composto, ma tutti sembrano perfettamente al proprio posto.
Si termina, come sempre, con Funerale.
E poi restano gli abbracci, le ultime considerazioni sui prossimi concerti, sulle prossime band, sulle prossime serate, sulle prossime birre.
A Ghisalba si chiude così questa ventesima edizione: con il palco acceso con lo staff che ringrazia tutti, il pubblico fradicio di energia e quella sensazione lì, quella che conosce bene chi continua a cercare queste serate. La sensazione di essere in qualche modo a casa, anche se casa è un’area feste in mezzo alla Bergamasca, circondati da un branco di squinternati che canta sotto palco come se il giorno dopo non esistesse.
Dan