Slang Poor Kids in Asian South East
Abbiamo fatto quattro chiacchiere con quei matti degli Slang Poor Kids inaspettatamente sopravvissuti ad un minitour nel Sud-Est Asiatico.
- Ciao ragazzi. La prima sorpresa di questa intervista è che siete ancora vivi dopo questo tour asiatico: complimenti! Ci avevano scommesso in pochi!
- Partiamo dall’ inizio, come avete fatto ad organizzarvi? Potete raccontarci come avete fatto a trovare dei ganci per organizzare un intero mini tour praticamente dall’altra parte del mondo? Quanto è stato difficile conciliare con tutti gli altri vostri impegni quotidiani (lavoro, famiglia ecc…)?

Ciao a tutti sono Nike (N) (si pronuncia come la marca, ma non all’americana)
In realtà stavo cercando di organizzare delle date in Giappone, ero già in contatto con un promoter per fare 4 date, solo che si era ammalato e rispondeva con dei tempi biblici. Allo stesso tempo mi aveva contattato un’altro promoter, Josh, dal Vietnam chiedendomi se volevamo suonare a Saigon, da lì mi ha cominciato a proporre altre date, a Bangkok e a Siem Reap in Cambogia.
Parlando con Il Bolo (B) e vedendo che il promoter Giapponese non era operativo perchè in ospedale, abbiamo deciso di concentrarci sul sudest asiatico, così ho cominciato a sentire anche per qualche data nelle Filippine e altri posti.
Da parte mia dal lato lavorativo mi sono organizzato tranquillamente prendendo ferie, il punto un pò difficile è stato quello familiare, purtroppo qualche mese fa è venuto a mancare mio padre e partire per andare dall’ altra parte del mondo con mia mamma preoccupata e da sola con il cane diciamo che non è stato facilissimo… Grazie a Elisa (la ragazza gotica che viene sempre ai nostri/tutti i concerti) e Veronica( la ragazza di Dario) che mi hanno aiutato a prendersi cura del mio cane per qualche giorno (il vicino di mia mamma INFAME rompe i coglioni lasciando bigliettini lamentandosi) mi hanno fatto partire con meno pensieri e sbatti per la testa.
-Ciao sono Dario (D) e per me è stato meno complicato di Nike, mi è bastato prendere delle ferie dal lavoro…
-Per me (Bolo) è stato ancora più facile, visto che non ho un lavoro [Sto cercando un impiego aiutatemi vi prego!!]

- Quali differenze avete notato tra suonare dal vivo in Italia e nella fetta di Asia che avete girato (positive e negative)?
Partiamo dal fatto che la situazione è molto più hardcore, sia per organizzazione che sturmentazione e attitudine.
La risposta del pubblico in generale è stata molto positiva, soprattutto nelle ultime tre date nelle Filippine, situazione assurda dove appena atterrati all’aeroporto c’erano dei ragazzi che sapendo fossimo una band ci hanno chiesto delle foto, e così è stato tutte le volte che abbiamo suonato.
Una grossa differenza che abbiamo riscontrato con l’Italia in particolare nelle Filippine, e che si stanno vivendo la scena musicale Punk Hardcore anni 90 che noi (non essendo dei vecchi di merda) abbiamo mancato.
Diciamo che un fattore negativo evidente in Italia potrebbe essere la mancanza di un pubblico attivo che partecipa e si diverte a prescindere dalla band che suona.
Nonostante fossimo in paesi comunque molto più poveri, l’ingresso a pagamento non ha mai scoraggiato le persone.
- La domanda che tutti aspettano: vita da tour. Raccontateci a ruota libera le vostre migliori e peggiori esperienze: VIA!
(D)Sfatiamo il mito che andare in tour sia tutto concerti e presabbene.
Difficoltà logistiche e pochissimo riposo mettono a dura prova il sistema nervoso.
D’altro canto l’amore che abbiamo ricevuto in questo tour soprattutto nelle ultime 3 date nelle Filippine ci ha ripagato di tutti gli sbattimenti fatti.
(B) Si, esatto, è stato un viaggio della speranza, mille voli , 3 ore di sonno al giorno (la maggior parte delle volte seduti) , e monopasti ti portano un pò all’esaurimento. Per fortuna siamo dei cazzoni e quindi le puttanate non mancano, e sono quelle che ti fanno andare avanti. Poi ovviamente il live ti fa sfogare e dimenticare il fatto di non avere più una faccia .
(N) Credo di non aver mai cagato così tanto nella mia vita come in questo tour.
(D) Io vorrei lanciare una petizione : Le Filippine hanno tanti problemi, a mio avviso uno dei più importanti è ‘sta cazzo di lotta al fumo che stanno portando avanti: non è possibile che i mezzi vadano ancora a carbone e io non possa fumarmi una cazzo di paglia all’aperto
(B) Utilissimo anche tenere accesi 20 pullman alla stazione solo per ricreare il freddo dell’Antartide dentro i mezzi.
(N) Mi sono ammalato il primo giorno dio C….La cosa figa del tour per me e che sei sempre in giro, con i tuoi amici e suoni tutte le sere, insomma fai quello che ti piace e ti rende vivo e felice!
Ovviamente poi dipende sempre dove vai in tour: in questa parte del mondo è molto diverso da tutto quello che siamo abituati da noi e bisogna sapersi adattare.
Ad esempio, io sono vegano e a Davao City, città molto povera, ho fatto molta più fatica rispetto a Bangkok, Saigon e Siem Reap a trovare qualcosa da mangiare. Diciamo che ho dovuto mangiare cibi di dubbia provenienza.

(B,D,N) Adesso un pò di aneddoti:
1.THE STAMP
Il promoter delle prime tre date arrivati al controllo passaporti per uscire dal Vietnam aveva un timbro di entrata sbagliato e faceva mega ridere che continuava a urlare “ you made the wrong staaaamp” al militare dietro il desk.
Fortunatamete dopo aver ribaltato lo zaino ed essere stato accerchiato da altre guardie è riuscito a trovare il biglietto aereo e tutto si è risolto (anche se per poco perdevamo il volo). Ne è nato subito un tormentone che ci ha accompagnato per tutto il tour.
2. IL FURTO
Seconda data nelle Filippine, mentre stavamo suonando a gente saliva e scendeva dal palco e due ragazzi erano a protezione di ampli e asta microfono. Alla fine del live ci siamo accorti che avevano inculato a Dario la canottiera e a Bolo il cappello.
3. L’INTERVISTA EPICA
A Davao City a lato palco ci avvicina un ragazzo emo chiedendoci se ci andava di fare un’intervista, noi acettiamo.
Ok accende il telefono per registrare e via ci siamo.
“Ci troviamo qua con gli Slang poor kids, volevo chiedervi cosa ne pensate della religione.”
“Non ce ne frega un cazzo”
“ok grazie mille agli Slang poor kids”
Fine
4. HOSTEL
Arrivati a Tagum dopo 8 ore di pullman ci portano nel posto dove avremmo dovuto dormire. Il posto ricordava molto il film Hostel dove le persone venivano torturate (non siamo per niente schizzinosi ma era proprio pericoloso). La faccia del ragazzo che era con noi ce la ricorderemo per sempre. Per fortuna anche il promoter si è reso conto e ci ha trovato un altra sistemazione.

5.DUBBI
Siem Reap: è lui o non è lei?
6.LA LOTTERIA
Arrivati all’ultima data il promoter ha la brillante idea di organizzare una lotteria in cui il premio era un nostro cd.
A metà scaletta interrompe il concerto per estrarre i vincitori.
Bolo in versione Pippo Baudo a estrarre i numeri e consegnare premi.
Dopo un centinaio di foto di rito siamo ripartiti con la scaletta.
- Appena prima di partire per il tour avete dovuto separarvi dal vostro storico batterista Sandrone, avete voglia di parlarcene un po’?
Non c’è molto da dire, per motivi suoi personali ha preferito lasciare la band.
Naturalmente in modo amichevole infatti siamo sempre in contatto e ci teniamo a ringraziarlo per questi anni

- A patto che abbiate dei ricordi, cosa si beve in Asia? C’è anche lì la Moretti o si trova qualcosa di meglio/peggio?
Sul continente ci ha accompagnato per tutte le date la Singah, birra thailandese molto buona, per il resto San Miguel da un litro, attenzione non la San Miguel che pensate voi, ma peggio…

Abbiamo anche conosciuto e rifiutato la gentilezza di punks che bevevano benzina diluita con acqua.
A quanto pare se dai dei soldi per offrire dell’ottimo riposo al “Megiko”(Rinomata catena di motel a ore) piuttosto che affrontare le camere dalla temperatura di 15 gradi la gente si compra la benzina!

- Terminiamo l’intervista chiedendovi qualche spoiler su progetti futuri?
Stiamo lavorando su nuovi pezzi, tra poco cominceremo delle pre registrazioni ma per ora non diciamo nulla
Prossima date il 23 Dicembre all’Arci di Carugate per i compleanni dei Bottis
e il 13 Gennaio all’Edonè per il Gotama Fest.
Grazie Irritate people per questa intervista
Grazie a voi ragazzzi!
Reeko