Spaventapassere – Enoclitech (Arrosti Records, Flamingo Records, Rumori in Cantina Records, Decibel Records)
Quando una band riesce ancora a farti ridere e divertire come se avessi cinque anni ed esprimi un sentito “cazzo!” per la prima volta mentre mangi aragosta, tua madre ti guarda male e poi si ricorda che lo aveva detto lei mentre la stessa aragosta le pinzava un dito.
Oppure quando, a 15anni, in preda ai primi fumi dell’alcool ridi senza un perché solo per essere vivo. Ecco, questo è ciò che sento per gli Spaventapassere.
Però c’è un però…questa volta con l’ Lp Enoclitech ridi mentre ritrovi gli amici di sempre, ma capisci che anche loro hanno fatto un salto qualitativo perché alla fine, anche se non ci va, dobbiamo diventare tutti adulti e stavolta sta toccando a loro.
La cura della produzione è palese e hanno rifinito le parti più adolescenzialmente ruvide nei riff. Jek con il basso ha sempre avuto una buona tecnica, ma da anche da Sarti alla chitarra e Tava dietro la batteria, leggo e ascolto molta volontà di arrivare a un pubblico che è cresciuto con loro a livello di sonorità. La voce morbida di Gianpi è sempre lí a portare avanti il tutto.
Non saranno mai poeti dell’esistenzialismo e sarebbe un errore diventarlo, ma ciò non evita che le tematiche che affrontano siano più variegate da quelle marcatamente trash di prima.
Ah, l’ intro è a cura dell’amabile Andrea Senso, che è sempre stranamente nel mio cuore.
Di fatto, gli Spaventapassere, con i testi del Jek e il Sarti, dicono di poter dare ancora quella spinta di cui hai bisogno per affrontare il lunedì e la vita.
“Mare mi fai cagare” è genio assurdo, grazie.
“Maremmano” vabbè, cosa ve lo dico a fare.
“Uomo base” a mio avviso chiude il cerchio del loro pensiero.
Con “La burdèla de Bosch” si va di figata rara.
“La Dorina” invece riporta un po’ alle radici trash, ma arrangiata meglio.
Il tutto è stato registrato al Convolution Studio in quel di Ravenna.
Enoclitech è un disco tutto da ascoltare -ascoltatelo e basta, che a pronunciarne il nome vi viene la laringite e dovete recarvi all’INPS- con un approccio diverso da quello a cui siete abituati: vi prenderà bene bene. Come da contratto la Romagna è sinonimo di festa, lasciate ogni inibizione e fatevi trascinare.
Vixen
Purtroppo per voi mi sento anch’io in dovere di dire due cose sul nuovo disco degli Spaventa.
A mio parere la band Romagnola è in assoluto la miglior punk rock band del Belpaese, ma la cosa fantastica è che loro ne sono assolutamente inconsapevoli!
Alzi la mano chi conosce un altro gruppo che possa permettersi i riff così fighi (e assolutamente non scontati, fatto rarissimo in ambito punk) i cambi di ritmo continui, gli assolini devastanti e i cori trascinanti di questi quattro festaioli Romagnoli.
Beccatevi e ascoltatevi Maremmano per credere!
Il loro bello è che il disco non ha nessuna velleità artistica ma che l’unica, grande tematica sia quella di divertirsi: e non quel divertimento finto e ostentato da social, ma il divertimento di quatto amiconi che si ritrovano insieme a far serata…
Questa totale mancanza di accondiscendenza verso il pubblico emerge da testi di canzoni che sono evidentemente inside joke che l’ascoltatore esterno alla band può decifrare solo con estrema fatica…e non sempre ci riesce.
Ed ecco allora che solo con un’accurata ricerca scopro che Comdef è dedicata alla leggendaria storia di un bidello così chiamato dal padre dopo aver letto sul calendario il Santo del giorno, Comdef, appunto (Com. Def stava purtroppo per lui per Commemorazione di defunti); oppure vengo a sepere della reale esistenza del leggendario Romualdo, defecatore seriale in mezzo alla strada; scopro poi ccome l’ex pilota di F1 Frenzen, abbia preso in mano l’agenzia di pompe funebri della sorella e si dedichi ora, proprio come descritto nella canzone, alla guida dei carri funerari … chissà a quali altre mitologiche figure facciano riferimento quell’antilope dello zio, la temuta Dorina o l’uomo base…
Mi immagino che queste storie sino diventati tormentoni comici tra i quattro amici prima ancora di essere trasformati in pezzi punk rock.
A livello musicale credo che questo nuovo album possa essere considerata la svolta pop punk degli Spaventa: i riff sono meno spigolosi e molto più melodici e i testi non sono più così urticanti…fa bene Vixen a dire che i ragazzi stanno crescendo ma è una crescita da amici fighi, che ancora si divertono assieme ... e poi alla fin fine si parla sempre di cagate in mezzo alla strada, di donne ninfomani, di liquidi sessuali femminili, di parenti decisamente attivi…insomma si cresce ma l’aura di follia rimane la stessa.
Album decisamente all killer no filler con punte incredibili nella già citata Maremmano, nel calebrazione dell’eroe Romualdo, in Piedi nel Paciugo….
Insomma: grandissimo album della band più sottovalutata (e autosottovalutata) dello stivale!
27tommy
Tracklist:
Intro Diamo Senso a questa storia
1) Comdef
2) Io, te e il wrestling
3) Romualdo
4) La Dorina
5) Piedi nel paciugo
6) Mio zio è un antilope
7) Uomo base
8) Mare mi fai cagare
9) Maremmano
10) La burdèla de Bosch
11) Heinz-Harald Frentzen