Hi Standard -Screaming Newborn Baby-Pizza Of Death Records
Uscito il 26 novembre del 2025, con la gente già in piena paranoia prenatalizia e dunque (parzialmente) passato inosservato, o comunque leggasi “non-giustamente-considerato-come-dovrebbe-esserlo-un-disco-degli-Hi-Standard”, ecco il disco del comeback per la leggendaria punk band nipponica.
Dopo la morte improvvisa del batterista Akira (peraltro un manico allucinante), avvenuta il giorno di San Valentino di tre anni fa, il chitarrista Ken e il bassista Akihiro decisero che sarebbero andati avanti, cosa a mio parere non scontata, dato che, tolta una breve parentesi iniziale con un altro cantante, durata un anno, loro tre sono stati gli Hi-Standard definitivi dal ’91 al 2000 e successivamente dal 2011 fino appunto al 2023.
Poco dopo la dipartita di Akira, la band ha pubblicato l’ultimo pezzo registrato con lui in studio, quella “I’m A Rat” uscita dalla penna di Fat Mike e riletta dai 3 “big in Japan”, come amava chiamarli lo stesso Fatty poco dopo averli presi sotto contratto con la Fat Wreck negli anni 90.
Dopo svariate audizioni, Ken e Akihiro hanno scelto Zax, già drummer dei Pay Money To My Pain, band giapponese un po’ più post che hardcore, dai gusti decisamente più metallari.
Eccoci quindi al disco, che di fatto è un EP di 6 pezzi, condensati in un quarto d’ora abbondante, ovviamente pubblicato per la Pizza Of Death di Ken.
Dei cinque brani originali (il sesto è una cover di “Book Of Revelation” de The Drums) spicca il testo della “Song About Fat Mike”, traccia d’apertura, nel passaggio “you couldn’t change this fuckin’ world but will live on eternally” che (almeno secondo me) è molto toccante, ma la mia canzone preferita del lotto è senza dubbio “A Ha Ha” (tranquilli, non c’entra nulla la band di “Take On Me”), che forse è anche quella che mantiene meglio il trait-d’union tra i vecchi e i nuovi Hi-Standard, come tecnica e bpm.
“Moon” potrebbe essere una qualsiasi b-side dei Millencolin di fine anni 90, mentre “Our Song” è un pezzo dal taglio decisamente rock’n’roll, con un refrain stile “Saturday Night’s Alright For Fighting” (in entrambi i casi, sottolineate voi l’accezione positiva o negativa della cosa…)
In conclusione: nulla di nuovo sotto il sol levante, un episodio a mio parere godibile per decretare un comeback, con alcuni colpi di alta qualità, ma personalmente da questi ragazzi al prossimo giro mi aspetterò qualcosa di più eclatante.
KOPPO
TRACKLIST:
1. Song About Fat Mike
2. Our Song
3. Moon
4. A Ha Ha
5. Book Of Revelation
6. Stand By Me