The Ammonoids-Survivors Of The K-T Boundary-Dinomite, Ostia, Mastice produzioni

The Ammonoids-Survivors Of The K-T Boundary-Dinomite, Ostia, Mastice produzioni

Secondo lavoro per i romani the Ammonoids che, dopo il primo EP (recensito qui), si lanciano sulla lunga distanza; ed esattamente come nel lavoro precedente ci propongono la loro frittura mista in salsa punk rock (scusate l’autocitazione: manco fossi Luzzatto-Fegitz): in effetti l’album è ancora una volta difficilmente catalogabile in un genere preciso e  mischia pop punk con pezzi di hardcore melodico, fino a sfuriate più incazzate di hardcore puro!

Il lavoro è assolutamente da apprezzare perché le canzoni, anche nei pezzi più pop punk, non appaiono mai banali : i ragazzi non si limitano al compitino con i soliti giri già sentiti, ma osano sempre: cambi di ritmo, assoli, stoppate, basso in bella vista….si tenta sempre qualcosa di originale!

I riferimenti più chiari sono da cercare nelle classiche band anni ’90: dai Green Day, cui si rifanno esplicitamente i pezzi più pop punk, ai Nofx e direi anche i Lagwagon…ma non solo!

Insomma, si gioca all’attacco, direi alla Zeman. Ovviamente come le mitiche squadre del tecnico Boemo che osavano il tutto per tutto sempre in avanti, ma che rischiavano spesso dietro, a volte anche il terzetto romano cade e piglia gol: non tutti i pezzi a mio avviso sono riusciti e personalmente ne avrei eliminati un paio dalla tracklist. Avrei inoltre limitato la lunghezza eccessiva di alcune tracce.

Entriamo nel vivo: la partenza con Rat fa subito pensare ad una direzione marcatamente poppy con l’ottima traccia che riprende in tutto e per tutto stile e suoni Greendayani; citerei poi next door to hell dove il mood cambia completamente e si sentono innegabili influenze di hardcore melodico di casa Fat (Nofx ?), si torna poi ai Green Day con I don’t care, per arrivare alla canzone più incazzosa e cattiva dell’album, la tiratissima ed urlata this means war.

Come si nota si spazia molto tra i veri (sotto)generi del punk, molto? Pure troppo! 13 è un orrendo tentativo di rock “cupo” alla Marylin Manson. Skippo subito!

Si torna fortunatamente al punk rock con Living e All you need is lost, bellissima traccia ancora stile Green day.

La chiusura è affidata a Restless Ride, ottimo pezzo che mi ricorda i Lagwagon.

Un disco vario, che gioca all’attacco e mai in difesa, a rischio di prendere l’imbarcata. Ma ai romani piace giocare dare il tutto e per tutto, alla Zeman!

Ancora apprezzabile l’ottimo artwork, opera di MarcoAbout, che riprende le trame di quello dell’EP precedente, ancora legato, come il titolo e anche il nome della band, all’epoca preistorica che evidentemente ai ragazzi piace non poco…

27tommy

 

1.

Rats 03:16

2.

Johnny Was An Idiot 02:10

3.

Next Door To Hell 02:49

4.

I Don’t Care 01:54

5.

This Means War 01:12

6.

13 03:58

7.

Living 01:56

8.

Self Destruction 02:58

9.

All You Need Is Lost 02:33

10.

Black Dog From Outer Space 02:59

11.

Rejected 01:39

12.

Shut Up And Fuck Off 02:02

13.

Quaranternary 02:55

14.

Restless Ride 04:02

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