BELVEDERE + DARKO + WALT HAMBURGER @ Bloom, Mezzago (MB)

BELVEDERE + DARKO + WALT HAMBURGER @ Bloom, Mezzago (MB)

Ritornano i concerti (anche con band estere…e che band!)

Il ritorno dei concerti quasi “alla vecchia” (ok, con la FFP2 ancora ancorata ai padiglioni auricolari, ma almeno senza sedie) coincide alla perfezione con il tour europeo dei leggendari Belvedere.

Il Bloom non è pieno in ogni ordine di posto consentito, ma considerando che la band canadese (assieme agli inglesi Darko e al mitico Walt Hamburger) farà ben 6 date nel belpaese, l’affluenza è da considerarsi più che soddisfacente.

La cosa ancora più significativa e che contribuisce a rendere magicamente perfetta questa serata è il ritrovare, appena giunto in zona bancone con il mio fido braccio destro Joe, una combriccola di amici che non si incontrava in giro da tempo, ben prima del lockdown: praticamente nel giro di dieci minuti mi sono ritrovato davanti un sacco di gente a dare e ricevere abbracci forti, avete presente il video di Diego Armando Maradona quando va ospite a ‘Carramba che Sorpresa’ e la Raffa nazionale (per sempre nei nostri cuori) gli fa trovare in studio i suoi ex compagni del Napoli? Ecco, giusto per darvi un’idea.

Tra gli altri ecco spuntare anche Frankie, fratello acquisito con la famiglia Irritate People: ora ci siamo tutti, non manca più nessuno.
Per alcuni attimi sembra che la fottuta pandemia non sia mai esistita; oltre all’aria da presa bene e all’entusiasmo per la serata che incombe, nonostante in tutto il locale ci sia il rispetto delle norme vigenti, ci si ritrova a darsi pacche sulle spalle, cinque alti e abbracci a profusione, come a volersi dire “rieccoci qua, dove ci appartiene, non molliamo il colpo”.

Quando Walt Hamburger sale sul palco sono le 22, inizia la serata e in sala ci saranno poco meno di 50 persone, molti sono rimasti fuori a aspettare il “piatto forte” ma molta gente deve ancora arrivare al Bloom.
Lui ci sa fare, poco da dire: il suo set infatti scorre piacevolmente e senza creare il famigerato “sbuffo” che la lungaggine di un set o la prosopopea di certi artisti (soprattutto in veste unplugged) riesce a produrre molte volte.
Due cover paraculissime che di più non si potrebbe, ovvero ‘Linoleum’ e ‘International You Day’, ma rese consapevolmente nel rendere omaggio alle rispettive band e alla grandezza dei pezzi, senza presunzione o eccessiva autocelebrazione.

Dopo un rapido cambio palco è la volta dei Darko: premetto, sono di parte, loro sono veramente dei “buddies”, ci conosciamo da quasi 10 anni, da quando li “salvai” dal post-serata di un locale quantomeno discutibile che alla voce “hospitality” prevedeva di farli dormire per terra sullo stesso pavimento dove poco prima si era radunata la gente per venirli a sentire …

Lo storico cantante Dan non è più della compagnia, al suo posto un altro fuoriclasse, ovvero Tom West degli Almeida: incontro Andy (batterista) fuori dal Bloom in pantaloncini che, mentre mi dice che il bello del suonare in italia d’inverno è la temperatura FRESCA, mi spiega come Tom sia tecnicamente più bravo del suo predecessore ma ovviamente sia ancora in fase di rodaggio con la band e i rispettivi componenti dal punto di vista umano.

Capisco benissimo la questione ma lo vedo contentissimo di essere lì: anche per loro, abituati a macinare km in giro per l’Europa, il poter tornare on stage è una necessità quasi viscerale, loro sono veri e propri animali da palco.
Il loro set è sempre quello: come sedersi davanti a Bud Spencer e Terence Hill per tentare di rubargli birra e salsicce … sono schiaffoni!

Strumentalmente superiori a un buon 80% delle band punk/hardcore tuttora in giro, si prendono il palco e il pubblico con una naturalezza disarmante, con una verve e un tiro micidiale: qui lo dico e qui (non) lo nego, personalmente sono stati superiori anche agli headliner!

Nota di colore: Tom aveva mal di gola (sentendolo sbraitare come stasera non lo avremmo mai potuto credere) e quindi ogni tot si beveva il suo buon thè caldo dalla tazza in ceramica che teneva vicino alle spie: mossa rischiosissima, comunque.

Dopo un cambio palco lento e articolato (soprattutto per il cambio totale della batteria), ecco pronti i Belvedere: Steven, dopo esserci salutati come vecchi amici appena ci siamo incrociati, dal palco rende in maniera evidente il suo progressivo “ingrigimento” di capelli, facendoci ricordare che ormai una certa ce l’abbiamo tutti, lì dentro.

Certo, poi attaccano con il loro set e sembra di ribeccarsi la pettinata del 2002, quando non li conosceva quasi nessuno e li vedemmo aprire ai Mad Caddies al Rainbow (sigh), dove letteralmente spazzarono via tutto
Che dire … eseguono praticamente tutto ‘Fast Forward Eats The Tape’ e già potrei fermarmi qua.

Sono dei killer professionisti di bpm: lo portano all’estremo, lo cambiano, lo variano, dal mid-tempo sostenuto alle cavalcate trionfali, con una precisione chirurgica: ho visto gente slogarsi le caviglie solo mimando con i piedi la velocità reale di Casey Lewis alla batteria.
Che poi l’unico rimasto della vecchia guardia sia proprio il caro Steven Rawles, poco importa: hanno girato pagina, come molti altri, ma hanno mantenuto il loro pazzesco trademark.

Uscita dal Bloom e ritorno a casa rallentato come spesso accade da brindisi, giri d’amari e cordiali casuali, ma alle 2:00 sono a casa, riaccompagnato dal prode fratello Joe, tutti e due con un sorrisone ebete e il brivido della serata.
Che alle 5:30 debba alzarmi per andare a lavorare, poco importa in occasioni del genere, ne vale assolutamente la pena.
Un grazie alla NoReason e al Bloom per aver reso possibile questa seratona.

Koppo

2 pensieri riguardo “BELVEDERE + DARKO + WALT HAMBURGER @ Bloom, Mezzago (MB)

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