Carlame -Sabotaggi- Professional Punkers
Ci sono i terrestri e poi c’è Carlame.
Carlo “Carlame” Mischiatti è un fuoriclasse assoluto che riesce con grazia rara a dettare il passo nel punk hc.
Con i Discomostro -di cui è cantante e songwriter- siamo stati abituati non solo a bearci di quei testi che investono ogni area dell’anima, ma anche ad affrontare senza mani sul manubrio discese mai pensate.
Il suo ultimo album solista ‘Sabotaggi’, edito dai ragazzacci di Professional Punkers, non perde il consueto ruggito e dà quel brivido che si prova quando ci si trova di fronte a qualcosa di spaventoso, geniale e, se dovessi sintetitzzarlo in una parola, “perturbante”.
Carlame ha la capacità di trasportare chi lo ascolta nel proprio mondo che, a differenza di tanti, non esiste solo nella sua testa: siamo tutti Carlame o lo siamo stati almeno una volta nella vita Tutti infatti siamo Carlame o lo siamo stati almeno, come personaggi dei suoi testi, una volta nella vita: svegliandoci pieni di lividi a cui non sappiamo dare una spiegazione o con il mascara che stampa un’impronta sul cuscino di un letto senza ricordare cosa sia accaduto in quella notte passata a sbronzarci.
Guardarsi in uno specchio è un atto di coraggio come afferma, senza proferire parola, l’immagine di copertina dell’Ep.
Ora, passando alle tracce che compongono “Sabotaggi” e vedono un ottimo Andy Ramponi (già bassista nei Discomostro) alla chitarra, posso dire che “Jennaio”, nella sua nuova veste ripercorre strade già calcate, ma questa volta è una di quelle canzoni che balli anche sui tacchi a spillo. Anzi, i tacchi sono necessari!
“Capolinea” ha un testo che spaventa per quanto è bello giocando abilmente con un freestyle in cui la voce di Carlo riempie lo spazio fra un respiro e l’altro.
“Buongiorno” è essenziale, non riesco a trovare altre parole. L’ assolo di pianoforte mescola e non shakera un cocktail che bilancia l’esperienza hc e l’anima più electro.
“Zampe in tasca” credo racchiuda tutto il disco nella sua bellissima e sontuosa decadenza: “e forse è meglio se balliamo e basta, ma balli peggio di me con le zampe in tasca. Qui cade tutto a pezzi.”
“Sotto la pioggia” ha dentro un baratro che viene presieduto da un mood malinconico e rassegnato unito a un sound unico per stile ed eleganza.
“Sabotaggi” suona diverso da tutto quello che avete ascoltato, è infatti una miscela che tocca senza pudori uno spettro sonoro variegato e azzarderei un’iperbole dichiarandolo uno “stato mentale”.
Carlo fa quello che gli va:
Hc? Certo!
Drum’n’bass? Anche!
Una parte melodica che infranga il muro di elettronica, ma ne rappresenti anche i mattoni e la malta che lo ricostruiscano in nuove, azzardate architetture? Ovvio!
Il disco danza in uno spazio industrialpunk che riesce a rimanere convincente anche nella sua carica sperimentale approntata, come dichiara l’autore, con mezzi di fortuna durante la pandemia.
In Lombardia, e non solo, il Covid ha portato ogni genere di distruzione; con “Sabotaggi” si assapora tutta la rabbia di Carlo, ma anche la necessità di esprimere fino in fondo la propria personalità come ultimo baluardo dietro cui farsi scudo mentre il mondo cadeva a pezzi, creando l’arte dalla sofferenza.
L’unicità di questo progetto è sancita anche dal fatto che ne sono state edite solo 300 copie numerate quindi, fossi in voi, non me lo farei scappare.
“Sabotaggi” è un lavoro iconico che ribadisce l’inesistenza di barriere fra generi -in ogni senso- restituendo un ritratto di Carlame in cui dichiara a gran voce, in pieno stile Alice in Chains, “if l can’t be my own l’d feel better dead“.
Per quanto mi riguarda questo disco è punk hc 2.0: un’evoluzione necessaria per strapparsi via le etichette che ci hanno affibbiato indossando un abito diverso che, pur facendoci rimanere noi stessi, faccia risplendere anche le nostre zone inesplorate.
Un album solista a volte può risultare autoriferito o comunque distaccato dal progetto principale per far emergere, in modo autocelebrativo, la personalità di chi lo compone, non è questo il caso; la coerenza infatti mi è apparsa lampante e in linea con il suo essere “vivo fino all’orlo”, versando gocce che -Carlo può starne certo- non cadranno mai nel vuoto.
“Sabotaggi” ha tracce levigate e rese uniche dal tanto lavoro volto a scavare nell’identità a cui Carlame attribuisce una giusta e totale fedeltà trasmettendo il messaggio che nessuno debba sentirsi atterrito dall’essere così com’è.
Il tutto poi è stato esaltato dal mix di Toxic Basement Studio. La cura è nei dettagli e qui si è cercato di fare un passo in più, riuscendoci alla grande.
“NON
ABBIATE
PAURA”
Scritto a lettere cubitali nel libretto, probabilmente è la migliore preghiera laica mai suggerita.
Tracklist :
1. Lazzaro
2. Zampe in tasca
3. Buongiorno
4. Sotto la pioggia
5. Jennaio
6. La giostra
7. Capolinea
Vixen