Shai Hulud + If I Die Today @ Legend Club, Milano | 18/06/26
Quindici? Venti? Il buon Geert Van Der Velde stesso stentava a ricordare quanti anni fa la sua band, i mitologici Shai Hulud, avesse suonato l’ultima volta nel Bel Paese.
Lui ipotizzava il Bloom, qualcuno dal pubblico tirava fuori qualche località romagnola.
Questo poco importa. Ciò che veramente conta è che gli Shai Hulud in tutti questi anni non sono stati dimenticati.
Giovedì 18 giugno. Prima data del tour europeo della band della Florida.
All’ultimo minuto il concerto viene spostato dal Q-Hub al Legend Club di Milano.
La serata è targata Hellfire Booking, una certezza!
In apertura troviamo i Wojtek da Padova e i piemontesi If I Die Today.
Purtroppo mi perdo i primi (ahimé) e arrivo quando iniziano i secondi.
Nonostante suonino da quasi vent’anni, non mi era ancora capitato di vedere gli If I Die Today dal vivo e non ho seguito il loro percorso artistico, sebbene abbiano sonorità simili ad altre band che ascolto regolarmente.
La band attacca con quasi 10 minuti di anticipo davanti a un parterre praticamente vuoto e poco coinvolto. Essendo dei veterani, non sono certo tipi che si fanno problemi a suonare in queste situazioni e danno tutto per sprigionare la propria energia sui presenti, che piano piano aumentano.
La band presenta un nuovo brano mai suonato prima dal vivo in occasione dell’uscita del nuovo disco che sarebbe stato pubblicato… a poche ore dal concerto. La canzone si chiama End e ha visto la partecipazione sul palco di una guest vocalist.
Le continue incursioni del cantante tra il pubblico e le incitazioni del chitarrista e del batterista, oltre che l’onda d’urto della loro musica fanno smuovere un po’ gli astanti, almeno negli animi perché nonostante tutto non partiranno mosh.
Ottima prova quindi per gli IIDT.
Mi ascolterò volentieri il nuovo disco I Felt Nothing e mi è venuta voglia di rivederli ancora dal vivo.
È giunto il momento dei tanti attesi headliner e il Legend si è abbastanza riempito.
Anche in questo caso, siamo in anticipo rispetto alla tabella di marcia di un quarto d’ora ma gli Shai Hulud calcano il palco come se niente fosse e partono in quarta. Per quanto mi riguarda, non ho una conoscenza approfondita della discografia della band ma vedo con piacere che invece un bel gruppetto di persone conoscono tutte le lyrics e si fiondano davanti per abbracciare il cantante Geert e cantare con lui.
I suoni sono nettamente migliorati rispetto a prima: si sente tutto perfettamente mantenendo l’impatto sonoro che l’hardcore richiede.
In poco tempo la band, nelle persone di Geert e del chitarrista storico Matt Fox, esternano il loro eccitamento per la serata e per l’energia unica del pubblico italiano, addirittura ammettendo che non si aspettavano un’accoglienza del genere.
La sala non è piena, è vero, però si percepisce dell’elettricità nell’aria emanata dalla band e alimentata dal pubblico.
Come accennavo prima, non sono il fan numero uno della band ma ho apprezzato infinitamente il loro set. Gli Shai Hulud sono una band che esige rispetto per la credibilità e l’impegno che tutti i membri mettono nel progetto. La loro è musica di cuore e se questo lo puoi percepire su disco, non puoi fare a meno di constatarlo a un loro concerto.
Dopo un live di circa 50 minuti, lasciano il palco per poi rientrare quasi subito per un bis che mi è sembrano non scontato ma totalmente guadagnato dal pubblico di Milano. Al termine del concerto, alcuni membri vanno al banchetto del merch a far foto e scambiare quattro chiacchiere. L’ennesima testimonianza della loro dedizione e umiltà.
Alla prossima! Non fateci aspettare altri quindici anni però!
Frankie