The Fest Rule is… Life is Strage

The Fest Rule is… Life is Strage

  • Ciao ragazzi, grazie in anticipo per le risposte. Per prima cosa vi chiederei di presentarci il vostro festival. Quando si svolge, dove, da quanti anni…

Ciao! Grazie a voi dello spazio. Life Is Strage DIY FEST è nato nel 2019 dall’esigenza di portare (di nuovo) la musica che più ci piace sui pochi palchi della nostra città e provincia. Il progetto è quindi partito nel 2019 e, dopo solo la prima edizione, si è interrotto nel 2020 e 2021 a causa del covid. Nel 2022 abbiamo fatto la seconda edizione ed è stata leggendaria, quest’anno faremo anche peggio!

  • Ci piacerebbe sapere chi sta dietro a Life is Strage: immagino siate un gruppo di amici che pian piano si è allargato. C’è però una (o più) “menti” dietro alla realizzazione dell’evento? Come vi dividete i compiti, come riuscite a fare insieme i piccoli e grandi sbattimenti che la realizzazione di un festival del genere porta?

Nel collettivo siamo tutti ( o quasi) musicisti di varie band del territorio. I fondatori sono stati Tommaso (voce per Amalia Bloom) e Samuel (voce/chitarra per Ultrasaturated), poi si è aggiunto Alberto (voce/chitarra per Stegosauro) e altri amici: Enri, Pino, Doppia S, Doroti, Gianpi, Gian, Bosa, Dani, Ale sono gli originali. Abbiamo allargato le fila del collettivo per poter meglio organizzare il festival e si sono aggiunte alla squadra Laura, Maria Vittoria, Giulia e un sacco di altre persone che ci danno una mano con le varie scadenze e obbiettivi.

Ci dividiamo le cose da fare in base alle nostre inclinazioni personali e alle cose su cui possiamo effettivamente contribuire. Per ora il sistema funziona abbastanza bene, contiamo di strutturarci ulteriormente anche a livello legale, aprendo un’associazione il prima possibile. 

  • Una delle caratteristiche più peculiari del vostro evento è la location (l’Anfiteatro all’aperto in Selva di Trissino Vicenza): sono stato all’edizione dello scorso anno e vi confesso che ad un certo punto, quando il navigatore mi ha abbandonato, ho preso parole da tutta la macchina perché pensavo di aver completamente sbagliato posto. Alla fine invece vi ho trovato ed ho scoperto una venue suggestiva e super particolare, direi unica. Ci spiegate il perché e il per come con tutti gli aspetti positivi e negativi che una scelta del genere comporta?

Abbiamo scelto Selva come casa nostra (speriamo anche Selva ci scelga!) per diversi motivi. Il primo è il luogo, per il quale non c’è bisogno di dare spiegazioni. È semplicemente fighissimo e quindi ci sta portare il nostro festival li.

La seconda è una ragione pratica e burocratica: a Selva si svolge ogni anno una delle sagre più importanti di tutto il Veneto, la sagra dello gnocco, che è un piatto tipico di Selva. Per questo motivo, la zona è già attrezzata e preparata ad ospitare eventi di grande portata e affluenza, quindi è semplice gestire (per esempio) acqua ed elettricità. A livello burocratico, nonostante siamo ovviamente obbligati a rispettare tutte le norme come ogni altro evento, facendolo in un piccolo comune ci risulta più semplice gestire l’iter infinito che in un comune come per esempio Vicenza, sarebbe insostenibile per una piccola organizzazione come la nostra. Lo sbatti è che è in mezzo ai colli, non ci arriva l’autobus, quindi è un po’ difficile perle persone raggiungerci. Ogni anno stiamo crescendo un po’ di più e contiamo di riuscire a fornire ancora più servizi nel 2024.

  • É chiaro che con il vostro evento volete mandare anche un messaggio etico, orientato alla causa Vegan e allo stile DYI. Ci spiegate il motivo di queste scelte e se avete avuto modo di constatare un certo ritorno da parte del pubblico, sia in positivo che in negativo?

A dire il vero, la causa vegan non è una cosa che appartiene a tutti noi, però è una cosa che riteniamo importante e su cui ci facciamo delle domande. Non ci definiamo un collettivo vegano perché sarebbe semplicemente una bugia, però al fest troverete cibo vegano, che accontenta tutti. Il DIY, invece, è la nostra filosofia di vita.

Nulla di quello che abbiamo ci è mai stato regalato, nè a livello musicale nè a livello personale, abbiamo sempre preso molto seriamente il nostro essere indipendenti e continueremo a farlo nel corso degli anni, nonostante siamo molto volenterosi di crescere. Il pubblico si gasa perché sa che se viene al nostro evento trova un ambiente tranquillo, dove non vengono imposti giudizi di nessun tipo e dove ogni personalità può esprimersi liberamente. Questo è quello che vediamo.

  • Durante l’edizione dello scorso anno mi è parso di cogliere un certo vostro attaccamento al “territorio”: ho avuto l’impressione che il collettivo si senta particolarmente legato alla terra natia (cosa che personalmente capisco e condivido). Ci spiegate se c’è del vero in quanto da me percepito e in che misura questo influenza l’esistenza del festival? Vi è mai capitato di pensare di organizzare tutto da un’altra parte e se si, come mai non l’avete fatto?

Noi siamo molto veneti e crediamo che non ci sia nulla di male a dirlo: il Leone di San Marco vicino alla bandiera arcobaleno sono i nostri simboli. Siamo orgogliosi della terra da cui proveniamo e vogliamo fare in modo che tutto il resto del paese e dell’Europa (magari anche del mondo un giorno) la veda con i nostri stessi occhi. Siamo convinti che all’interno del nostro paese ci siano delle differenze linguistiche e culturali, che rendono il nostro paese interessante e con un sacco di segreti da scoprire.

Queste differenze non sono ovviamente da stigmatizzare o da evidenziare in un senso negativo, anzi, sono da celebrare. Il nostro obbiettivo è quello di creare un festival che, proponendo sempre più simboli e iniziative che abbiano a che fare con la storia e le bellezze del nostro territorio, unisca il paese attraverso la musica e si faccia vedere anche al di fuori dei confini nazionali, con un buon numero di ospiti esteri. Quest’anno abbiamo gruppi pugliesi, piemontesi, laziali, emiliano-romagnoli, lombardi, altoatesini, insomma, da qualunque parte d’Italia oltre che dall’estero (UK, Belgio, Germania e Spagna)Ci stiamo riuscendo, ma è una cosa che richiede molto tempo.

  • Raccontateci qualcosa sul roster band di quest’anno. Inoltre qual’è la band che siete più fieri di aver portato finora a Life is Strage? E quale band sarebbe il vostro sogno portare?

Il nostro obbiettivo ultimo sono I Touché Amoré e speriamo un giorno di poterli fare. Sarebbe veramente epico. Per il resto, ognuno avrebbe una risposta diversa riguardo la band più figa che abbiamo portato, quindi ci limitiamo a dire “quella che porteremo l’anno prossimo”.

  • Raccontateci qualche aneddoto direttamente dal backstage.

Decisamente troppe bestemmie e cose non ripetibili sono successe nei nostri backstage. Invitiamo i gentili lettori a guardarsi le lineup e immaginare le follie: è probabile che ci azzecchiate.

  • Dietro una festa del genere ci sono tanto lavoro e sbattimenti. Diteci con sincerità: ne vale davvero la pena? La risposta credo sia positiva e allora: provate a spiegarci perché vale la pena spendere tempo e incazzature per realizzare un evento?

Si, ogni singola goccia di sudore, ogni singola lacrima dovuta all’ennesimo esaurimento nervoso vale solo un minuto di sorrisi che vediamo il giorno del festival. Questa è molto più che musica, non stai dando alla gente delle band da ascoltare, stai regalando dei ricordi che rimarranno per sempre nella memoria collettiva e in quella di ognuno di noi.

Ci vuole tanta tenacia e pazienza, quella si, soprattutto considerando che lo Stato Italiano è la cosa più maledetta del mondo e che fa qualsiasi cosa per complicare la più semplice delle azioni. Però, alla fine de i conti, gaso.

  • A fine intervista spazio a voi: se volete aggiungere qualcosa, se volete spoilerarci i prossimi nomi oppure mandare qualcuno affanculo è il momento giusto

Il prossimo annuncio è importante, avrete risposte sul campeggio e saprete gli ultimi nomi del fest. Preparatevi ad un’altra edizione straordinaria. Non vediamo l’ora. Daghe!

Seguite le news su facebook: https://www.facebook.com/lifeisstrage/

Grazie a Reeko per la collaborazione nella stesura delle domande

27tommy

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