Bull Brigade + Rubber Room @ Gerusco Fest – Robecco sul Naviglio (MI) | 27/06/24

Bull Brigade + Rubber Room @ Gerusco Fest – Robecco sul Naviglio (MI) | 27/06/24

Nuovo report di Dan: direttamente dal regno… dei Secoli Morti!

Per tradizione personale sono praticamente sempre uscito dai confini della mia contrada solo nel week-end: per un motivo o per l’altro, la sveglia del mattino è sempre stata un deterrente efficace nello spegnere le mie voglie di avventura infrasettimanali.
Ma ogni tanto è anche bello fare uno strappo alla regola, e l’opzione Bull Brigade + Rubber Room a Robecco sul Naviglio sembra valere la candela nonostante i 60 e più minuti di viaggio che mi aspettano.
Non nego che in questa traversata non ho smesso di pensare per nemmeno mezzo secondo che la cittadina in questione non sia altro che uno di quei posti costruiti e sorti appositamente per poter ospitare festival di questo genere, e che quindi non fosse esistita fino a due giorni prima dell’evento in questione.
Arrivato sul posto, vengo invece istruito dai Locals che il paese non solo è presente sulle carte topografiche da più di quanto pensassi, ma che è addirittura stato fondato da Mattia (dei Secoli Morti) e da sua Madre, i quali sono stati di fatto e di diritto i primi abitanti di questa roccaforte.
Ora, a parte le cazzate, questa in corso è la ventiquattresima Festa del Gerusco (o è la ventitreesima? Boh, sta di fatto che loro ci sono dal 2001, anno in cui io probabilmente frequentavo la terza elementare e di cui non ricordo nessuna nozione basilare che avrei dovuto invece apprendere, tipo la matematica, quindi fate un po’ voi i conti.. Ma poi, ma che cazzo è il Gerusco? Chiedo l’aiuto del pubblico).
Penso comunque che possiamo concordare tutti nel dire che anche in questa situazione sia io quello che è venuto a conoscenza tardivamente di un festival noto ai più.
E che Mattia e la su Progenitrice abbiano fondato Robecco sul Naviglio nel 2001.

Ovviamente arrivo a show in corso: mi perdo i primi brani e giungo sotto palco mentre i Rubber Room hanno già scaldato a dovere il nutrito pubblico.
Non conoscete i Rubber Room? E’ arrivato il momento di conoscerli, perché più guardo ciò che mi circonda, meno capisco cosa succede: sono ad un concerto oppure mi trovo allo stadio? O ancora, sono a teatro? È forse questo un flash mob mal organizzato?
La gente nella calca è armata di sparkles (le scintille da tenere in mano simil fuochi d’artificio, per intenderci), i brani della band vengono inneggiati come cori da stadio manco fosse un derby, e c’è pure chi simula una lotta greco-romana in mezzo al pit.
Poi mi ricordo che sul palco c’è il Formy, e questo basta a spiegare che non c’è nulla da dover o voler spiegare o da capire, e quindi va tutto benissimo così.
Il Presidente della Sick Family aizza la folla come un ribelle alle porte di Parigi nel luglio del 1789, e noi, infervorati dal contesto, assecondiamo la sua follia.
Se quella sera ci avesse chiesto di marciare su Robecco e conquistarne il Municipio, sono certo che lo avremmo fatto senza pensarci due volte.

Il concerto finisce (troppo) presto, ma questo mi permette di dare bene un’occhiata ai malfattori che fuoriescono dal sottopalco: si intravedono Ruggero (Professional Punkers) e Andy (Discomostro), il Toro di Codogno e Paolino (Bad Frog), Nikita (Slang Poor Kids), e tante altre creature mitologiche che popolano questo universo, come Orso, ovvero colui che se gli gira storta ti butta in un cestino mentre più o meno amichevolmente state pogando.
Tutta gente a cui, giustamente, non frega un cazzo che sia giovedì sera.
Alcune di queste Bestie non le vedevo dal giorno dei Bad Frog al Carroponte (credo che aprissero ai NOFX e a tanta altra gente, ma quella è stata una situazione da K.O. tattico per il sottoscritto, quindi non ne sono più così sicuro), e questo basta per radunarne una parte e assalire il baretto locale richiedendo del buono e sano alcool.
Qui, però, Robecco sul Naviglio / Gerusco Fest, mi cadi male male male.
Cosa mi significa che non ci sono i soldatini? Un evento del genere senza Campari? Rimandati a settembre.

Sconsolati, ma non per questo sobri, torniamo sottopalco per assistere ai Bull Brigade.
Devo veramente scrivere due righe su di loro? Vi devo spiegare io chi sono e come hanno suonato?
Questa è una di quelle band che di certo non ha bisogno di presentazioni, come allo stesso tempo credo che non ci sia la necessità di rispondere a domande del tipo “Ma hanno suonato bene?” “Ma hanno suonato male?” “Ma sono stati più bravi loro o il fonico?”.
Piccolo Disclaimer sentito dal sottoscritto: non me ne frega mai un cazzo se ad un concerto si sentiva bene / la band ha toppato / o qualsiasi altra cosa inerente alla qualità dell’acustica.
Io, ai concerti ci vado per godermi il contesto e le persone che lo compongono, i locali e gli spazi in cui questi eventi avvengono, e dove ognuno è libero di mostrarsi per quello che è: senza maschere, filtri o patinature varie.
Poi certamente hanno il loro peso i testi delle canzoni e la musica in generale, ma se avessi voluto ascoltare qualcosa di tecnicamente impeccabile in un ambiente acusticamente perfetto… Beh, mi sa che avrei dovuto scegliere un altro genere!

Tutto quello che cerco, anche questa sera viene ampiamente rispettato.
Quei brani carichi di angoscia e rabbia fanno unire e sfogare il pubblico presente, che prima si pesta senza andarci per il sottile e poi si abbraccia, passando da una fase all’altra in totale naturalezza.
La sensazione è di essere tutti sotto lì sotto al palco a condividere pensieri, paure e frustrazioni che appartengono intrinsecamente alla razza umana, o quanto meno che appartengono a noi, provenienti da questa città che non ci ha voluto mai.
Siamo “cuori stanchi”, collegati interiormente da un malessere interiore che in questi istanti può essere messo a nudo senza provare vergogna, ed io, come tutti i presenti, non perdo l’occasione per poter urlare “ansia” al momento richiesto.
Almeno per questa sera, almeno per quest’ora, possiamo tutti smettere di pensare a ieri e al domani, a quello che è stato e a quello che sarà.
E va bene così.

Quando concerti con una carica emotiva così importante giungono al termine viene sempre difficoltoso andarsene e tornare alla realtà.
Ma è purtroppo giunto il momento dei saluti, e anche se si fa di tutto per far durare quest’ultimo istante il più a lungo possibile andando a salutare perfino lo staff di questa Festa del Gerusco (da dietro le quinte sbuca Mattia de i Secoli Morti: faceva parte realmente dello staff? Si era imbucato? Non mi è dato a sapere, ma non mi sarei stupito di nulla), è decisamente arrivata l’ora di tornarsene a casa.

Certo è che, viaggi di ritorno dopo serate del genere, con la testa e con il cuore così alleggeriti, sono decisamente piacevoli.
Rubber Room e Bull Brigade, ci si vede alla prossima, che nello specifico sarà il Punkadeka Fest del 1 Settembre!

Dan

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