Agacer Les Gens: Live Reports Transalpini – Slang Poor Kids, Catchy Peril e Flatmates 205

Agacer Les Gens: Live Reports Transalpini – Slang Poor Kids, Catchy Peril e Flatmates 205

Una volta, durante una chiacchierata, un “collega” della redazione ha detto: “se alla gente come noi togli i concerti ci ammazzi“. Se provo a pensare ad una cosa (forse l’unica) su cui senza dubbio siamo tutti d’accordo all’interno della scena è proprio questa.

Non ci pensiamo spesso ma noi nel nord Italia, lombardi in particolar modo, siamo veramente fortunati. In termini di concerti c’è sempre un gran movimento sia a livello indipendente che a livello più “mainstream”. Abbiamo la fortuna di avere una scena viva e creativa, associazioni e collettivi che organizzano tante cose. Se una band grossa pubblica le date di un tour europeo, quasi sicuramente Milano è una delle tappe.

Non ci fermiamo mai a pensare che non è così da tutte le parti. Forse, lamentandoci qualche volta di mancati passaggi dalle nostre parti, dobbiamo anche qualche scusa per il rispetto che abbiamo mancato di riservare a chi vive in luoghi dove le band non passano MAI e deve accollarsi km e spese ogni volta che vuole vedersi qualche concerto.

Ammetto che adesso che spendo buona parte del mio tempo nei dintorni di Nizza riesco a comprendere molto meglio questa situazione.

La Costa Azzurra non è famosa per la sua scena alternativa. Spostandosi verso Marsiglia le cose cambiano sensibilmente, ma si tratta comunque di almeno due ore di macchina dalla mia posizione attuale. Raggiungere la nostra cara Lombardia è un’opzione sempre possibile, ma le ore di guida diventano quattro.

La salvezza l’ho trovata in un piccolissimo locale di Vieux Nice che oltre ad ospitare serate di karaoke (in Francia va di modissima), organizzare eventi di aggregazione di vario genere e disporre di una vasta selezione di birrette locali e non, organizza ogni settimana serate di musica alternativa dal vivo. Sto parlando del Brassitorium, che per qualcuno dei lettori potrebbe non essere un nome nuovo.

In barba a tutti i ben noti cliché sui rapporti che da sempre esistono tra noi e i nostri cugini d’oltralpe, il Brassitorium ospita non di raro band italiane nelle sue serate: ci è già passata gente del nostro giro come Teenage Bubblegums, Load Rejection e Respiro Nocivo.

Di recente ci sono passate altre due band a noi ben note, gli Slang Poor Kids e i Flatmates 205, in altrettante serate alle quali ho avuto il piacere di presenziare. Oggi vi racconto un po’ come sono andate.

03/04/26 – Slang Poor Kids

Il Brassitorium si trova in pieno centro a Nizza, ma in una strada abbastanza inculata. Una volta al locale ne avrò conferma dai regaz degli SPK, anche loro in difficoltà a raggiungere il locale per scaricare il furgone dopo ben SETTE ore di viaggio. Trovare parcheggio al di fuori di quelli sotterranei a pagamento è praticamente impossibile, ci provo comunque e ci guadagno un piccolo danno al passaruota interno dell’auto. Bad idea.

Anche qui non cambiano le regole sulle rotture di cazzo da parte di vicini infastiditi dagli schiamazzi: durante tutta la serata il ragazzo che controlla l’ingresso chiede più volte a chi rimane a chiacchierare all’esterno del locale di tenere basso il tono della voce. Non escludo che ci siano già state delle segnalazioni in passato.

Il locale si sviluppa su due piani: quello superiore comprende qualche tavolo, il bancone e una zona “ricreativa” con TV e biliardino, mentre a quello inferiore si trova la sala concerti. Il piano superiore è arredato in modo moderno, ma con gusto e stile “underground”, direi abbastanza carino. Essendo arrivato con circa 10 minuti di ritardo sull’orario di inizio live mi dirigo con la mia ciurma direttamente al piano inferiore, dove aprendo la porta della sala concerti vengo redarguito immediatamente da uno dei ragazzi che si trovava al bancone: la band sta facendo il check e il pubblico non è ancora ammesso. Faccio giusto in tempo a presentare a Nik un dito medio per vedere la sua reazione (non avevo detto ai regaz che sarei passato). Più tardi mi confesserà di aver messo in discussione la propria lucidità nonostante gli sembrasse di aver bevuto poco fino a quel momento.

Torniamo al piano di sopra e cosa vuoi fare…ci prendiamo qualche birretta! Prendo tre medie di IPA local (buona), una per me e altre due da offrire a qualche amico che nel frattempo è arrivato. Totale 27€. Alla stracazzo di faccia! Potevo aspettarmelo, i prezzi della zona in generale sono molto più alti che in Italia ma…beh 9€ per una birra media entrano in classifica al secondo posto dopo i 14 spesi una volta anni fa a Porto Rotondo.

La sala concerti del Brassitorium è abbastanza piccola, mi ricorda molto il nostro caro ARCI Dallò come struttura. Soffitto molto basso in arcata di mattoni, merch band relegato in un angolino e palco in fondo alla sala. Questa sera gli SPK sono l’unica band in programma, non facile portarla a casa giocando in trasferta. L’affluenza non è proprio enorme purtroppo, ma i presenti riempiono e partecipano anche attivamente all’intrattenimento della serata. Segnalo pelato francese abbastanza oltre il limite dell’etilometro che raggiunge un microfono praticamente ad ogni canzone intonando vari “whoooaaah” come se conoscesse ogni pezzo e volo angelico di un altro ragazzo che finisce direttamente sulla pedaliera di Bolo compromettendone il setup. L’esperienza mi impone di dare una mano a ripristinare il tutto e solo dopo qualche secondo mi accorgo che la spina della corrente è stata completamente estirpata dall’atterraggio. Tutto sommato nulla di grave!

Serata comunque divertente, peccato per la poca affluenza ma direi andata bene. Mi porto a casa il vinilone dell’ultimo album, di un bel clear verde scuro.

 

11/04/26 – Catchy Peril + Flatmates 205

Serata un po’ più completa quella di sabato 11 aprile, le due band sul palco sono i Marsigliesi Catchy Peril e gli italianissimi Flatmates 205.

Stavolta parcheggiamo subito nel sotterraneo, ma la tariffa ci casca in testa come una tegola: se la volta scorsa almeno di parcheggio avevamo speso poco più di 5€ stavolta ne spendiamo il triplo. Purtroppo siamo finiti all’Indigo di Place Massena, centralissimo. My bad.

Tento di schivare la pallottola dei 9€ a birretta optando per un tall boy al posto di una spina, non risolvo nulla. Stesso prezzo e via andare.

Stavolta la sala è abbastanza affollata, probabilmente ci ha giocato il fatto che sia sabato e che – scopro più tardi – la band headliner è abbastanza conosciuta. Buon per i nostri, che si comportano bene sfoggiando anche un ottimo francese tra un pezzo e l’altro.

I Flatmates sono nel bel mezzo del tour del loro decennale, che si disloca in varie parti d’Italia e d’Europa. Suonano per un’oretta buona mantenendo alta l’attenzione del pubblico che, nonostante magari non li conoscesse del tutto, è preso bene e si scatena anche in qualche danza. Ci piazzano anche qualche giusta cover, una buona mossa da giocarsi fuori casa. Felicissimo per la riuscita della serata!

Ero abbastanza curioso di vedere i Catchy Peril perchè nel pomeriggio mi ero documentato un po’ e mi era parso di capire che fossero dei bei matti, non vengo contraddetto.

La proposta dei marsigliesi è abbastanza interessante e – per quanto riguarda il “mercato” cui sono abituato – piuttosto originale. Sembrano un miscuglio di DEVO e Arctic Monkeys dal sapore decisamente wave. Ottima presenza scenica, frontman davvero in palla che si lancia anche in uno “stage” diving col naso che praticamente gratta il soffitto. Bravi a suonare e bei pezzi, da tenere d’occhio.

Che dire? Sarà magari l’inizio di qualcosa di più grande? Chissà se in città si riuscirà a creare del movimento a partire da qui, sarebbe molto figo!

Ci si vede al Brassitorium!

 

Reeko

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